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Le reazioni
Chi esporta tifa Mercosur, ma Coldiretti annuncia: "Mobilitazione permanente"
Secondo la confederazione di Prandini, il trattato "non garantisce parità di trattamento tra agricoltori europei e sudamericani". Confagricoltura contro "lo scambio tra fondi della Pac e Mercosur". Ma per Baldrighi (Origin Italia): "Accordo estremamente importante e foriero di importanti aperture commerciali"
I maggiori fondi per la Politica agricola comune non convincono le associazioni degli agricoltori a buttare giù il boccone amaro del Mercosur. Nonostante le risorse reperite da Ursula von der Leyen e salutate con favore dal governo italiano, Coldiretti, Filiera Italia e Confagricoltura hanno confermato la propria contrarietà all'accordo di libero scambio con i paesi del Mercosur. Non solo perché le associazioni guardano con diffidenza a come saranno distribuiti i fondi destinati alla Pac, ma anche perché non intendono accettare queste risorse come compensazione ai rischi percepiti dell'apertura di nuovi mercati.
Nella nota che la Confederazione nazionale dei coltivatori diretti ha fatto uscire dopo il Consiglio dell'Ue dei ministri dell'Agricoltura, convocato ieri per discutere delle "principali preoccupazioni sollevate dagli agricoltori", la confederazione di Ettore Prandini ha dichiarato che proprio contro il trattato di libero scambio proseguirà "la sua mobilitazione permanente" e organizzerà "una serie di manifestazioni a partire dal prossimo 20 gennaio e fino alla fine del mese che coinvolgeranno oltre 100mila soci". In questo modo Coldiretti "potrà difendere le conquiste ottenute nel negoziato sulla Pac e chiarire la nostra posizione di contrarietà a un accordo Mercosur che non garantisca parità di trattamento tra agricoltori europei e sudamericani", si legge nel comunicato. L'intesa con Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay era già saltata a dicembre perché Italia e Francia avevano chiesto ulteriori garanzie per gli agricoltori europei, che il 18 dicembre scorso erano scesi in piazza nella capitale belga, anche se il Parlamento aveva approvato il regolamento sulle salvaguardie a larga maggioranza, passato anche al Trilogo. Ora, dopo la modifica della Pac, il voto a favore del Mercosur da parte del Coreper - il Comitato dei rappresentanti permanenti, organo con il compito principale di preparare gli incontri a livello ministeriale del Consiglio - sembra quasi certo.
Ma oltre a Coldiretti, anche Filiera Italia ha ribadito la sua opposizione alla firma a un accordo Mercosur "senza reciprocità" e che non fa valere "per i produttori che esportano in Europa le stesse regole imposte agli agricoltori europei". Sul punto, anche Confagricoltura ha espresso dei distinguo. In una nota, la confederazione guidata da Massimiliano Giansanti ha giudicato "bene" l'iniziativa della presidente della Commissione Ue von der Leyen per quanto riguarda la Politica agricola comune, ma ha ribadito che non ci deve essere "nessuno scambio tra fondi della Pac e Mercosur: gli accordi commerciali devono basarsi sulla reciprocità e salvaguardare nel tempo l'agricoltura europea". La nota di Confagricoltura continua dicendo che "i metodi di produzione e gli standard qualitativi sono ancora un elemento di criticità da superare negli accordi bilaterali". Sarà quindi "fondamentale costruire un sistema di controlli nelle dogane per tutelare la produzione europea rispetto a quei prodotti che potrebbero avere residui vietati in Europa".
Le filiere esportatrici, invece, sono d'accordo con il Mercosur
Se Coldiretti, Confagricoltura e Filiera Italia si sono dette contrarie all'accordo con i paesi sudameriani, ci sono state alcune realtà del settore agroalimentare, soprattutto tra le filiere esportatrici, che hanno condiviso l'operato del governo e dell'Ue sia sulla Pac che sul Mercosur. Una di queste è l'Associazione italiana vini (Uiv) che, come avevamo già raccontato, attraverso le parole del suo presidente Lamberto Frescobaldi, ha espresso un parere favorevole: "La chiusura positiva del trattato Ue-Mercosur rappresenta una leva per l’occupazione e un’opportunità per far conoscere ancora meglio la qualità dei prodotti italiani". Inoltre, Frescobaldi, pur premettendo che il nuovo quadro finanziario della Pac è "ancora in discussione" e "dovrà garantire agli agricoltori e viticoltori le risorse necessarie per fronteggiare le sfide dell'agricoltura europea del futuro", ha ritenuto le misure "un passo avanti importante della Commissione". Ma ha anche avvertito che "sarà altrettanto importante seguire con attenzione il negoziato sulla governance della futura Pac, evitando rinazionalizzazioni delle regole: vogliamo una politica agricola che continui a essere comune". Ricordando che le risorse specifiche per il vino rappresentano "poco più del 2 per cento dell'intero plafond Pac; è necessario stabilizzare questo 'tesoretto' e continuare l'orientamento delle misure verso la competitività del settore, scongiurando abbandoni e misure di crisi".
Di un parere simile è Cesare Baldrighi, presidente di Origin Italia, l'associazione che riunisce 80 consorzi tra Igp e Dop tra le più significative nel paese, che sentito dal Foglio ha dichiarato che "l'accorso sul Mercosur, per quanto riguarda i prodotti e indicazioni geografiche, è estremamente importante e foriero di importanti aperture commerciali verso un mercato che fino a oggi è sempre stato poco presidiato". Il giudizio è postivo anche sul lavoro che il governo ha fatto sulla Pac: "Certamente non può che essere giudicato positivamente e va nella direzione di reintegrare dei fondi che si stanno rivelando quanto mai necessari perché, dopo un periodo di miglioramento dei prezzi dei prodotti agricoli negli ultimi 2-3 anni, oggi stiamo assistendo a una una brusca frenata". Baldrighi ha aggiunto però che bisogna aspettare il consiglio dei ministri dell'Agricoltura dell'Ue della settimana prossima per "vedere nel dettaglio che cosa questo significherà", ma ha ribadito che "certamente si tratta di un fatto positivo che accoglie le richieste fatte dagli agricoltori e dalle associazioni agricole".
Le modifiche della Pac
Il tema all'ordine del giorno del vertice di Bruxelles tra i ministri dell'Agricoltura di ieri era stato anticipato ventiquattr'ore prima da una lettera della presidente Ursula von der Leyen che annunciava il cancellamento il taglio del 22 per cento alle risorse dedicate all'Agricoltura nel periodo 2028-2034 e l'aumento di un miliardo di euro della dotazione finanziaria rispetto al periodo 2021-2027. In sostanza, secondo il ministro per l'Agricoltura Francesco Lollobrigida, per l'Italia si parla di 10 miliardi di euro in più da destinare all'agricoltura, mentre a livello di Unione europea l'aumento potenziale delle risorse può segnare un incremento di 94 miliardi di euro per le Politiche agricole e un budget complessivo di circa 387 miliardi di euro in sette anni.
Coldiretti comunque ha riconosciuto il "ruolo determinante svolto dal governo italiano e dal ministro Lollobrigida" dicendo che ha risposto "alle richieste avanzate da mesi dalla Coldiretti anche attraverso diverse mobilitazioni in tutta Italia e a Bruxelles" ma "continua a non fidarsi dell'alta tecnocrazia di Bruxelles". L'intesa sulla Pac era infatti necessaria per convincere il nostro paese a votare sì all'accordo di libero scambio tra l'Ue e i paesi del Mercosur nella riunione del Coreper che si sarebbe tenuta due giorni dopo. E nella nota la confederazione ha ribadito le sue preoccupazioni: "Va sventato ogni tentativo di rinazionalizzazione della Pac della presidente von der Leyen e della sua cerchia di tecnocrati Bruxellesi e Coldiretti continuerà a presidiare affinché non vengano posti ostacoli tecnici e burocratici al pieno utilizzo dei fondi assegnati alle imprese agricole".