Matteo Lepore - foto Ansa

L'intervista

Lepore: "Sulla sicurezza il governo è vittima della sua stessa propaganda. Basta scaricabarile"

Nicolò Zambelli

Dopo l’omicidio del capotreno alla stazione, il sindaco di Bologna respinge le accuse del Viminale, rivendica le misure adottate dal Comune e attacca l’esecutivo Meloni: "La sicurezza è un diritto, ma lo stato non può scaricare tutto sui sindaci. Il re è nudo. Anzi, la regina"

"Il Pd e la sinistra non abbiano paura di affrontare il tema della sicurezza. Soprattutto ora che il governo è vittima della sua stessa propaganda: il re è nudo. Anzi, la regina". Il sindaco di Bologna Matteo Lepore prende la palla al balzo. E a chi accusa la sua città di non collaborare con le istituzioni nazionali sul tema dell'ordine pubblico risponde a tono.
 

Dopo l'omicidio del capotreno Alessandro Ambrosio alla stazione centrale, dal Viminale il sottosegretario all'Interno Nicola Monteni ha accusato l'amministrazione Lepore di non essere collaborativa sul tema della sicurezza. Il comune si limita a distribuire le pipette per il crack, dice. "Parla Molteni che a Bologna non si è mai visto? Noi abbiamo sempre parlato e preso impegni con Piantedosi. Così come pianifichiamo attività secondo protocolli condivisi dai ministeri". Anche quello sul crack? "L'ho già detto, sì. Il lavoro sulla riduzione del danno del crack e dell'eroina fa parte dei protocolli del ministero della Salute e viene fatto anche in città di centrodestra, come ad esempio Palermo".
 

Allora sindaco, la domanda è semplice. Se il comune non si limita solo a distribuire pipe per fumare, che fa? "La sicurezza in questo momento storico è una priorità per i cittadini. Parliamo del diritto alla sicurezza. E la sicurezza è innanzitutto una prerogativa del ministero degli Interni". Avete fatto richiesta di nuove risorse? "Abbiamo chiesto che ci fossero più agenti in Italia e in particolare a Bologna. Il ministro si è impegnato a darci sessanta nuovi agenti di polizia per l'inizio di quest'anno. Di questi, quindici andranno nel nuovo commissariato in Bolognina, nell'area proprio dietro la stazione. Lì sorveglieranno anche quella zona. Ma il punto è che stiamo aspettando di sapere quando arriveranno", dice il primo cittadino.
 

La stazione è un punto cruciale in termini di sicurezza. "Sì, come in quasi tutte le città. Tra gli altri interventi che la mia amministrazione ha potuto fare c'è anche un piano di assunzione di 160 uomini per la polizia locale. Trenta di loro sono stati collocati proprio nella zona dov'è successa la tragedia", dice Lepore. Ma non basta, evidentemente, come non basta l'istituzione delle cosiddette zone rosse che prevedono misure di sicurezza rafforzate. "No, infatti. Si tratta di un provvedimento palliativo: a un anno dalla loro istituzione da parte della prefettura, i dati del Viminale dicono che siamo lontani dall'incidere sui reati".
 

Alcuni strumenti per le amministrazioni, dice il sindaco, ci sarebbero. "Una richiesta che come Anci facciamo da sempre, e che da sempre ci viene negata, è l'accesso alle banche dati della polizia di stato per vedere se chi viene fermato ha già precedenti penali o è ricercato. Saperlo al momento del fermo, e non dopo, aiuterebbe ad arrestare persone che sono ricercate. Queste informazioni arrivano spesso dopo giorni", spiega Lepore. E aggiunge: "È evidente che se si aspetta che siano gli agenti di polizia locale o i comuni a sostituirsi a chi deve gestire l'ordine pubblico e la sicurezza, questo paese non farà mai passi avanti".
 

Anche per questo, tra governo e amministrazioni locali è sempre un rimpallo di responsabilità. "Per ogni reato che accade noi dal governo riceviamo solo scaricabarile, mai una mano tesa. Il punto è che mi sembra che questo esecutivo che si è proclamato più volte 'della sicurezza' in fondo sia solo vittima della sua stessa propaganda", dice Lepore, secondo cui la morte del capotreno è una "tragedia eclatante" per rivelare quello che il governo Meloni dice ma non fa.
 

"Oggi le stazioni non hanno un piano nazionale di messa in sicurezza adeguato. Il ministro Piantedosi, che in questi due giorni non abbiamo ancora sentito dichiarare nulla a riguardo, ha presentato in tre anni diversi piani di messa in sicurezza delle stazioni. Sono stati promessi uomini, rafforzamenti e presidi. Ma nulla è stato fatto", dice il sindaco.  "E ancora più eclatante – aggiunge – è che il sospettato abbia compiuto diversi reati in altre stazioni prima di questa. Era stato fermato più volte, ma nessuno ha mai risolto il problema e anzi è stato lasciato impunemente girare in treno. Il decreto di allontamento non ha funzionato e il perché va chiesto al ministro Piantedosi: è una loro prerogativa, non nostra".
 

Bologna è una città più sicura sotto la sua amministrazione? "Con l'introduzione dell'assessorato alla sicurezza e grazie alle assunzioni abbiamo raggiunto buoni risultati. Con la collaborazione dei commercianti, ad esempio, in Piazza XX settembre abbiamo risolto un problema di spaccio molto importante. Nonostante il ministero rimuova i questori poco graditi". Che intende? "Il questore Sbordone è stato trasferito da poco e Fratelli d'Italia ha rivendicato il trasferimento, quasi facendo intendere che chi dialoga e collabora con l'amministrazione di Bologna e la aiuta non va bene". Il riferimento è al caso della partita Virtus-Maccabi, durante la quale si prevedevano gravi disordini poi gestiti senza danni. "Tutto ciò è grave perché significa che c'è un partito che tiene in ostaggio la politica del governo. Mi preoccupa. Sulla sicurezza, come ho detto, bisognerebbe collaborare". Le accuse sono gravi. "Il trasferimento è un fatto e più volte Fratelli d'Italia ha mandato i rappresentanti in questura e ha accusato il questore di essere troppo vicino al comune", rincara Lepore. 

 

Lepore rivendica il fatto che la sicurezza non sia solo un tema della destra. "Dal 2021 la sinistra, i sindaci di sinistra, stanno spingendo molto sul tema in modo efficace. E tutte le volte che alziamo la voce e parliamo di questo diritto sacro santo dei cittadini il governo va in estrema difficoltà, perché in questi tre anni sull'immigrazione e sulla sicurezza non hanno fatto nulla. E sia chiaro: lo dicono i commentatori di destra. Sono i giornali di destra che stanno assediando il governo sulla sicurezza, mica noi. Quindi insomma mi sembra che il re sia nudo. Anzi, la regina".
 

Tutto questo però non sembra essere percepito dai cittadini. "Si può sempre osare di più. Ma è chiaro che noi siamo diversi dalla destra. La sinistra non deve spaventarsi di parlare di sicurezza. Noi non strumentalizziamo, noi poniamo questioni. E diamo soluzioni. Comunicativamente è meno forte, certo. Ma sul lungo periodo ripagherà questa strategia. Come amministratori siamo i primi a raccogliere i disagi dei cittadini. Per questo, dopo l'ennesima tragedia è arrivato il momento di far vedere che lo scaricabarile è finito e che non ci sono alibi per chi ha le responsabilità". Palla al centro.

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