Il futuro della Lega

La Lega tace sul manifesto di Zaia. Vannacci: “Non è il mio benchmark”

Marianna Rizzini

Silente lo stato maggiore salviniano di fronte all'appello dell'ex governatore per una destra "non caricaturale" su immigrati, politica estera, diritti

Un manifesto, un’agenda politica, un appello per una svolta verso una destra non caricaturale sull’immigrazione, liberale e non liberticida, favorevole a un’Italia “potenza di equilibrio” e a misura di giovani e capace di non avere tabù ideologici sui temi etici: l’ex governatore leghista Luca Zaia lo ha consegnato ieri a questo giornale. Reazioni dalla Lega? Mah. Cominciamo di buon mattino con il quasi (forse) esule e attuale vicesegretario federale ed eurodeputato Roberto Vannacci. Che ne pensa? “Zaia non è il mio benchmark”, ci dice Vannacci: “Non rispondo a Zaia, se volete discutiamo di un manifesto mio”. Sia come sia, a sera Vannacci lo ripete ai cronisti: “Ho letto in maniera molto superficiale, ma Zaia non è il mio riferimento”. Né dicono qualcosa in merito i capigruppo leghisti alla Camera e al Senato Riccardo Molinari e Massimiliano Romeo, vuoi perché all’estero e non hanno letto l’intervento, vuoi per riservatezza, opportunità o altre ragioni, chissà. Idem per l’altra vicesegretaria federale ed europarlamentare Silvia Sardone e per il vicesegretario e deputato Andrea Crippa (quest’ultimo introvabile). Non risponde il deputato ed ex sottosegretario Stefano Candiani. Risponde, ma non commenta nel merito, l’eurodeputata Susanna Ceccardi. E insomma: cerca che ti cerca, nella Lega non si trova chi voglia commentare le parole dell’ex governatore che pure, nel suo manifesto, parla e lungamente di autonomia, sicurezza, libertà. Succo (di Zaia): una destra matura non impone visioni, ma costruisce regole chiare e rispettose. Parla invece, pro domo sua, l’ex leghista Paolo Grimoldi, segretario federale del Patto per il nord: “Il manifesto di Zaia è antitetico a quello di Salvini e molto vicino al nostro. Verrebbe da pensare che Zaia non solo lo abbia seguito, ma che lo abbia apprezzato al punto da adottarlo come proprio” (pensa al dibattito interno o al suo futuro?, si chiede Grimoldi). Resta sospesa, per ora, nell’aria la frase di Zaia rivolta all’intero centrodestra: “Sentiamo oggi una responsabilità storica: dimostrare di essere una forza di governo capace di reggere il presente per cantierare il futuro”. E resta nell’aria anche il motto “solo i pessimisti non fanno fortuna”.

Di più su questi argomenti:
  • Marianna Rizzini
  • Marianna Rizzini è nata e cresciuta a Roma, tra il liceo Visconti e l'Università La Sapienza, assorbendo forse i tic di entrambi gli ambienti, ma più del Visconti che della Sapienza. Per fortuna l'hanno spedita per tempo a Milano, anche se poi è tornata indietro. Lavora al Foglio dai primi anni del Millennio e scrive per lo più ritratti di personaggi politici o articoli su sinistre sinistrate, Cinque Stelle e populisti del web, ma può capitare la paginata che non ti aspetti (strani individui, perfetti sconosciuti, storie improbabili, robot, film, cartoni animati). E' nata in una famiglia pazza, ma con il senno di poi neanche tanto. Vive a Trastevere, è mamma di Tea, esce volentieri, non è un asso dei fornelli.