Il racconto
Fazzolari: "Un grande Mattarella, ci unifica. Insieme a lui per Kyiv". Tajani vola a Crans-Montana
Il sottosegretario plaude al discorso del capo dello stato: "Grande apprezzamento per la scelta di ricordare i momenti unificanti degli ottant’anni di storia repubblicana". Meloni telefona a Trump. Il dolore per la tragedia svizzera
Ed era questo il gelo Mattarella-Meloni? Ecco cosa resta dello “scossone”. Resta la linea comune sull’Ucraina, il sostegno contro i prepotenti e i felloni della pace. Sentite come Giovanbattista Fazzolari, il sottosegretario, il pensiero e il braccio di Meloni, definisce, al Foglio, il discorso di fine anno di Mattarella: “Primo. Il presidente in apertura del suo discorso ricorda agli italiani, spesso distaccati sulla questione, l’importanza del sostegno al popolo ucraino. Una ferma coerenza, tenuta sin dall’inizio della guerra di invasione russa e che ha rafforzato il peso dell’Italia a livello internazionale”. Secondo, e parla sempre Fazzolari, non si può che provare “grande apprezzamento per la scelta di ricordare i momenti unificanti degli ottant’anni di storia repubblicana. Una narrazione nella quale tutti gli italiani si sono sentiti rappresentati”. Un discorso di fine anno definito dalla destra “capolavoro”, la frase perfetta, di Mattarella, sulla pace (“ripugnante il rifiuto di chi la nega”), la “repubblica come spartiacque”, l’invito ai giovani a essere “esigenti e coraggiosi”. Meloni ha telefonato a Mattarella (per ringraziarlo) e a Trump. Oggi però l’Italia è in lutto per la tragedia, l’incendio, di Crans Montana. 47 morti, 12 italiani in ospedale, 19 dispersi. Tajani vola in Svizzera.
Le telefonate sono due. La prima è di Meloni a Mattarella, subito dopo il discorso di fine anno, allo studio della Vetrata. E’ una telefonata per esprimere “apprezzamento”, ringraziarlo per avere posto “l’accento sul significato profondo incarnato dall’ottantesimo anniversario della nascita della repubblica”. L’altra telefonata di Meloni è a Trump. Uno scambio di auguri (da ieri l’America rivede i dazi antidumping su alcuni marchi di pasta italiana), una conversazione per ragionare sul negoziato Ucraina-Russia, sulla pace. E’ la pace che il Capo dello stato, nel suo discorso, esalta, perché “la nostra aspettativa è anzitutto rivolto alla pace”.
Si attendeva un testo denso, un discorso “non politico” ma nessuno immaginava che nel discorso di Mattarella entrasse la Rai, le Olimpiadi Milano-Cortina, la parola ricercata (al posto di evasione, l’espressione geniale "infedeltà fiscale"). E’ un testo che già accompagna. L’Italia e l’Europa? “L’Italia è in prima linea nella costruzione della nuova Europa”. C’è il saluto, l’augurio, a Leone XVI, il richiamo al suo “disarmiamo le parole”. E’ una lezione, quella di Mattarella, lunga ottant’anni, quanto gli anni che la repubblica compie nel 2026. Si parte dall’Assemblea Costituente, dal ruolo delle donne, passando per il servizio sanitario nazionale, lo statuto dei lavoratori, il sistema previdenziale che, spiega Mattarella, è “condizione da preservare di fronte ai cambiamenti di ogni tempo”. Non ci sono gli spasmi politici, manca qualsiasi riferimento da storpiare in vista del referendum. Manca, e lo nota subito FdI, il ritorno all’antifascismo che Mattarella dosa quanto basta, e ha destinato in altri suoi interventi. C’è il ricordo dei caduti, le vittime del terrorismo, della mafia (Falcone e Borsellino). Mattarella parla di “ grande mosaico, il cui significato compiuto riusciamo a cogliere soltanto allontanandoci dalle singole tessere che lo compongono”. E’ sempre accaduto che i partiti prendano le tessere, le parti del discorso di Mattarella che più aggradano.
Lo fa anche Salvini che afferra la tessera della pace, perché il presidente, scrive Salvini, valorizza “il tema della pace. Sono riflessioni sagge e opportune”. Il partito di Meloni fa qualcosa in più. Giovanni Donzelli si uniforma a Mattarella, alle sue parole (“patrimonio comune. Parole ricche d'amore e di orgoglio per la nostra Nazione, quelle del presidente Mattarella”). Meloni, nella seconda parte della sua nota di ringraziamento, promette che “l’Italia continuerà a fare tutto ciò che è possibile, a ogni livello, affinché la pace possa al più presto tornare in Ucraina, in Medio Oriente e in tutte le aree del mondo dove la guerra ha preso il sopravvento”. E’ pronta a partire con i Volenterosi, se dovesse esserci l’invito di Trump, a gennaio. Al momento i suoi viaggi confermati sono Oman-Giappone e Corea. Ma ora, ancora un passo indietro, a Mattarella. Nelle ore finali dell’anno è stato il Quirinale a guidare, con saggi consigli, il governo. Lo ha fatto Daniele Cabras, consigliere di stato, e di Mattarella, che ha indicato le insidie di un’eventuale accelerazione sulla data del referendum. Ed è stato sempre Cabras, il Colle, a indicare il percorso migliore per risolvere le falle nella disciplina del golden power. Meloni ha ascoltato. Giornalisticamente il caso Garofani è stato il candito dei tre anni, il “gelo” Meloni-Mattarella, ma c’è un elenco di casi, di aiuti (sotto forma di consigli, appunto) che hanno facilitato il governare di Meloni, la premier che il Telegraph incorona prima fra i leader al mondo per l’anno 2025. Il nuovo anno si apre con il pianto, la tragedia svizzera. Tajani aggiorna il numero dei dispersi e delle vittime italiane. Volerà a Crans-Montana. Dice, da ministro, da padre e nonno, “è una tragedia enorme”. Si singhiozza.