Il racconto

Schlein e i valorizzatori di Montepulciano: “Meloni ad Atreju mi voleva irridere”. Franceschini la difende

Carmelo Caruso

Nella "capanna" montata a Montepulciano per il Correntissimo pro segretaria tifano Elly ma sognano Silvia Salis. Franceschi difende Schlein sul rifiuto ad Atreju: "Un confronto a tre mi sembra anomalo”. Il Pd riparte dalle terme

Montepulciano. Chiamateli così: sono I valorizzatori di Elly Schlein e hanno anche la capanna, la tensostruttura larga riscaldata con il compressorone a gasse. Tifano Elly, ma sognano Silvia Salis. Atreju, sì, vabbè. Beviamo damigiane  di “testardamente unitari”, “moratoria di dissidi interni”, “la segretaria, lasciatela lavorare”. Saliamo sul regionale 4098 Roma-Chianciano Terme diretti a Montepulciano per l’evento del Correntissimo Franceschini-Orlando-Speranza nel giorno del gran rifiuto di Schlein a Meloni. No, Elly non va ad Atreju perché, fa sapere, “avrei dimostrato che per fare una Meloni servivano una Schlein e un Conte. Non le faccio questo regalo. Voleva delegittimarmi, irridermi”.  Niente ménage atre-juà.  Nico Stumpo ci mostra la forza comunista della tensostruttura assemblata ai Giardini di Poggiofanti. Peppe Provenzano indossa la cuffietta di lana che cuciva, a mano, la nonna. Sandro Ruotolo ha  il cappottone di cammello libico che vale quanto una patrimoniale. Dario Franceschini, maieuticamente stimolato  sul rifiuto di Schlein, dice che “un confronto a tre mi sembra anomalo”. Basta con la sudditanza. Schlein vale quanto Meloni. Il Pd riparte dalle terme.

Scriviamo in condizioni avverse, con il solito Ruotolo che  avvisa: “Guagliò, io non ho bisogno dei giornali. Io sul webbe faccio un milione di visualizzazioni”. Siamo tentati dall’andare in enoteca ma sarebbe un’offesa ad Andrea Orlando che è appena tornato dalla Palestina, dove ha rischiato la sua pelle ligure. Tony Tajani, da due giorni, ripete che si è fatto carico di Orlando e della delegazione italiana (c’era anche Laura Boldrini) in visita in Cisgiordania. Ma secondo voi, Orlando, il Bogart della Spezia, ha bisogno dell’auto blindata israeliana e di Tony Tajani? Ma fateci il piacere! Dice Orlando: “Forse Tajani ci ha mandato le blindate ma noi non le abbiamo viste”. Tony Tajani, stai sereno, Orlando ti perdona perché sono giorni di festa, di Speranza. Che avete capito? Si parla di Roberto, il terzo del Correntissimo.  Sono una corazzata, una gioiosa macchina (no, no… porta male). Stumpo chiama  i circoli di Cotronei e Cotronei risponde. La sua prima festa dell’Unita, Stumpo  l’ha organizzata a 15 anni. Insieme al primo bacio. E’ il Pd vecchia base che non vedeva l’ora di parlare, di sfogarsi come fa Michele Mognato: “Meno partiti degli eletti e più degli elettori”. A sinistra non vogliono cambiare segretaria, ma  “spiegare” cosa deve fare. Il grande limite, e bellezza, del Pd è che nel Pd anche l’ultimo degli iscritti si crede una via di mezzo fra un sociologo di Trento e un docente del Mulino. A Montepulciano leggono ancora Repubblica, la Posta e Risposta di Francesco Merlo, L’amaca di Michele Serra. A sinistra non riuscirebbero mai, neppure se costretti, a dire cattiverie contro i vicini, contro i messaggeri della Sera, la malvagità gratuita. Sono fatti di un’altra pasta. Se Meloni avesse la segretaria  di circolo di Montepulciano sarebbe già al 60 per cento. Si chiama Chiara Protasi e si prende il primo applauso quando fa  la differenza tra destra e sinistra: “A sinistra il bene mio non esiste senza il bene tuo. Siamo fatti così”. Incontriamo mezzo Parlamento. Toni Ricciardi, deputato, la vedetta svizzera del Pd, con l’impermeabile reversibile (si vestono come Pitti uomo) si mescola con il Mozart del Veneto, Andrea Martella, da Firenze arriva Dario Nardella mentre  Marco Sarracino, il Careca di Elly, organizzatore dell’evento,  racconta perché sono tutti Correntissimi: “Abbiamo sostenuto Schlein non per convenienza  ma per convinzione. Siamo quelli che sanno leggere lo statuto e lo statuto del Pd  dice che la segretaria deve guidare la coalizione”. E’ stato Sarracino a dimostrare che in Campania si poteva vincere anche con Fico e che il sole tramonta (a Salerno) anche per Vincenzo De Luca (che alla fine resta e fa votare il Pd). Ci dispiace dirvelo. Schlein se la tengono e la difendono. Anche se… ci arriviamo. Fermiamo Michela Di Biase, la Hepburn dem, e le diciamo che si sono inventati questa capanna perché vogliono commissariare la segretaria e Di Biase risponde: “Abbiamo scommesso su Schlein quando nessuno credeva potesse vincere le primarie”. E allora perché vi riunite? “Perché le elezioni non saranno una partita di fioretto. Perché bisogna armarsi”. Ma Schlein ha fatto bene a rinunciare ad Atreju, a dire no a Meloni? “Ha fatto bene perché Meloni palleggia”. Ci sono oltre seicento sedie e un piccolo palchetto con Alberto Losacco che dirige gli interventi. Basta iscriversi e si parla. Si può parlare anche di Schlein, con sincerità come il militante Michele Romani che rivela: “Lo dico senza nascondermi. A me piace Silvia Salis. Schlein è la mia segretaria e la sostengo, ma Salis è ora un’amministratrice. Può funzionare”. E la destra si può battere? “Se le dico che si può battere sarei falso. Le dico che è difficile ma non è impossibile”. Basta parlare semplice, mettere il sorriso essere spicci come  Ricciardi e non come lo scrittore Gianrico Carofiglio, un trombone che ci trivella le orecchie con le sue citazioni (sono almeno quaranta). Meglio Ricciardi, questo: “Sapete che vi dico? Io sono per abolire le regioni e tornare alle province. L’alternativa c’è”. Schlein è attesa domenica e con lei compagno Taruffi, Taruffenko. Starebbe scrivendo il documento in vista dell’assemblea Pd del 12-13 dicembre. Montepulciano non è la congiura contro Schlein, ma la successione controllata dei quarantenni,  la rottamazione con il piumino d’oca. Ruotolo farà pure un milione di visite sul webbe, ma le elezioni si vincono con le facce di Montepulciano. “Siamo in 730”. Avanti, valorizzatori.

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  • Carmelo Caruso, giornalista a Palermo, Milano, Roma. Ha iniziato a La Repubblica. Oggi lavora al Foglio