Il caso
Il Mef boccia l'emendamento, ma Malan non molla: “Lo riscriveremo: l'oro di Bankitalia è del popolo”
Il capogruppo di FdI nega passi indietro e insiste: "L'emendamento è e resta lì, anche in una versione diversa questo principio dovrà passare"
Al Mef circola una bozza di parere che boccia l’emendamento di FdI sull’oro italiano. Il primo firmatario è il capogruppo del partito di Meloni a Palazzo Madama, il senatore Lucio Malan. L’emendamento recita: “Le riserve auree gestite e detenute dalla Banca d’Italia appartengono allo stato, in nome del popolo italiano”. Secondo gli uffici di Via XX settembre l’emendamento ha diversi problemi. Da un lato rappresenta una sorta di esproprio, una nazionalizzazione che il Parlamento non può fare. Dall’altro, come il Foglio ha anticipato, l’emendamento violerebbe i trattati europei, costituendo una forma di finanziamento diretto monetaria di una banca centrale allo stato. Inoltre in tutta l’Unione europea, la competenza in materia valutaria è esclusiva e riservata alla Bce. Questo riguarda non solo le riserve di moneta in valuta estera, ma, appunto, anche le riserve auree, la cui gestione spetta al Sistema europeo delle banche centrali.
Insomma, ieri circolava aria di ritiro dell’emendamento su richiesta del governo. Un modo di evitare una bocciatura successiva e una consegunete figuraccia. Ma pare che non andrà così. Il capogruppo di FdI al Senato Malan non arretra di un centimetro. Contattato dal Foglio dice: “L’emendamento resta lì. Ci sarà una riformulazione”. In cosa consisterà il nuovo testo? “Sarà in forma di interpretazione autentica della legge sulla Banca d’Italia, per chiarire che non si sposta nulla. L’oro era e resta del popolo Italiano”. Ma sull’interpretazione autentica della legge sulla Banca d’Italia, già anni fa era arrivato lo stop proprio della Bce su un provvedimento firmato dall’ultra euroscettico parlamentare leghista Claudio Borghi. Perché questa volta dovrebbe andare diversamente? In attesa di capire la formulazione precisa di questa reinscrizione una cosa è certa: l’unico modo con il quale l’emendamento potrà passare il vaglio parlamentare è certificare l’ovvio, con l’aggiunta di qualche svolazzata sovranista. Una roba del tipo: “L’oro italiano era e resta gestito e detenuto dalla Banca d’Italia, ma in nome del popolo italiano”.