(foto Ansa)

l'intervista

Zaia striglia Vannacci: "Dal Generale revisionismo inutile e doloroso. Nella Lega nessuno la pensa come lui”

Luca Roberto

Il presidente del Veneto prende le distanze dalle parole del vicesegretario: "Leggi razziali? Una ferita ancora aperta e una pagina schifosissima della nostra storia. Chi nel partito non riconosce il rifiuto di qualsiasi discriminazione lo dica"

Io non so se l’intento di Vannacci, parlando di leggi razziali, fosse revisionista o una puntualizzazione. Fatto sta che non abbiamo bisogno di nessuna delle due cose: perché è chiaro che se anche quelle leggi sono passate dal vaglio del Parlamento, non è affatto una nota di merito, per il Parlamento. Quella resta una pagina schifosissima della nostra storia”. Il presidente del Veneto Luca Zaia la legge in questo modo, senza rifugiarsi in perifrasi o frasi di circostanza, la polemica che ha coinvolto il generale Roberto Vannacci. Nel fine settimana l’europarlamentare eletto con la Lega ha scritto un post sui social in cui dice che “tutte le leggi principali, dalla riforma elettorale del 1923 alle norme sul partito unico, fino alle stesse leggi del 1938, furono approvate dal Parlamento e promulgate dal re, secondo le procedure previste dalla legge”. Minimizzando molto la natura di “colpo di stato” della marcia su Roma. Un’uscita che ha suscitato lo sdegno delle comunità ebraiche: “Vergogna che questo sia un rappresentante italiano al Parlamento europeo”, ha detto la presidente dell’Ucei Noemi Di Segni.

Insomma, presidente, Vannacci continua a mettere in imbarazzo la Lega? “Io penso che anche solo voler continuare ad aprire un dibattito sulle leggi razziali sia sbagliato, perché cosa vuoi dibattere?”, risponde Zaia. “Posso solo immaginare cosa possa provare un ebreo che ha avuto deportati nella propria famiglia nel risentire certe considerazioni. Ripeto, è una pagina dolorosa e schifosa della nostra storia, un vero e proprio genocidio, un reato contro l’umanità. Una ferita peraltro ancora aperta, un’onta per la nostra comunità. Non stiamo parlando delle guerre puniche, ma di qualcosa di ancora molto vicino a noi”. Eppure queste continue sparate del generale, che nel frattempo è diventato pure vicesegretario della Lega, non rischiano di trasportarvi in un territorio estremista? Del resto, anche il segretario Salvini su Israele e sul popolo ebraico ha sempre avuto posizioni nette, condannando ogni forma di antisemitismo (ieri il vicepremier ha chiuso il caso dicendo che “il fascismo è stato archiviato e sconfitto dalla storia, quindi il dibattito storiografico lo lascio agli storici. Onestamente, con tutto l’amore per il mio passato, penso al futuro”). “Io non devo di certo fare l’avvocato difensore del nostro segretario, ma sono sicuro che nessuno all’interno della Lega condivida le posizioni espresse da Vannacci”. Si riferisce alla cultura della Lega primigenia, con Bossi che rivendicava l’adesione all’antifascismo? “La Lega è sempre stata e sempre sarà un partito contro ogni forma di razzismo, di segregazione e di limitazione delle libertà personali”, dice ancora il presidente del Veneto. “Se qualcuno invece non la pensa così, forse dovrebbe avere il coraggio di dirlo”, ragiona Zaia, che ogni 27 gennaio ha come prima tappa la partecipazione alle commemorazioni per la Giornata della Memoria al ghetto di Venezia, il più antico d’Europa. 

 

Secondo il “governatore”, peraltro, si pone anche un problema di pratica politica quotidiana. “Ci sono due livelli su cui mi sento di fare considerazioni. Il primo è che su certe questioni come appunto le leggi razziali non c’è alcun bisogno di aprire dibattiti per rieditare significati storici. Il secondo è se ci possiamo permettere, all’interno della Lega, di stare a discutere tutti i giorni di prese di posizione del genere, magari più dettate dalla volontà di provocare che da altro”. Zaia lo dice anche perché da settimane è oramai impegnato in una campagna elettorale serrata, quasi porta a porta, per cercare di riconsegnare la regione alla Lega e al candidato Alberto Stefani. E’ dal Veneto che si gioca la partita per ridimensionare la Lega di Vannacci e dare centralità alla Lega responsabile? “Io rappresento una Lega di governo che conosce il cosmopolitismo, la tolleranza e la libertà. Se sono arrivato al 70 per cento di consensi non sarà certo perché sono tutti estremisti qui in Veneto, no?”. Ma allora nel suo futuro potrebbe anche esserci un ingresso in segretaria, magari proprio al fine di controbilanciare (ed emarginare) le sparate di Vannacci? “Non voglio neanche parlarne”, chiude Zaia. “Sono concentrato sulla campagna elettorale.  Ho una responsabilità doppia: da una parte portare consenso al mio partito, la Lega, ma dall’altro dare una mano anche al centrodestra unito. Ecco, credo che riaprire pagine dolorose come le leggi razziali non ci faciliti proprio il compito. Sono, come si diceva a scuola, un grande ‘fuori tema’”.

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  • Pugliese, ha iniziato facendo vari stage in radio (prima a Controradio Firenze, poi a Radio Rai). Dopo aver studiato alla scuola di giornalismo della Luiss è arrivato al Foglio nel 2019. Si occupa di politica. Scrive anche di tennis, quando capita.