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Vannacci e il fascismo, ci scrive Noemi Di Segni
L'ex generale ancora una volta strumentalizza storia e dolore per una dialettica politica, svilendo la memoria e riscrivendo la storia del fascismo
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10 NOV 25

Foto Ansa
Con un post su Facebook, Roberto Vannacci, numero due della Lega di Matteo Salvini, ha voluto dare “ripetizioni” sul fascismo a “chi la storia l’ha studiata nei manuali del Pd”. L’ex generale dei parà scrive in particolare che “tutte le principali leggi – dalla riforma elettorale del 1923 alle norme sul partito unico, fino alle stesse leggi del 1938 (le leggi razziali, ndr) – furono approvate dal Parlamento e promulgate dal Re, secondo le procedure previste dalla legge”.
In risposta a queste affermazioni, ci ha scritto Noemi Di Segni, presidente Ucei.
Vannacci sa per caso spiegare cosa accadde 87 anni fa, il 9 novembre del ’38 nella notte dei cristalli? Proprio oggi mentre ricordiamo quella distruzione aggiunge la sua miccia? Ancora una volta strumentalizzare storia e dolore per una dialettica politica. Al parlamentare europeo Vannacci ricordiamo che il punto centrale è l’abuso del diritto, del potere. Il varo di leggi o conferimento di poteri con procedure parlamentari/monarchiche vigenti non conferisce di per sé piena legalità se il contenuto e l’attuazione si discostano da ogni diritto fondamentale. SS e alleati fascisti hanno sterminato gli ebrei giustificandosi con il rispetto di ordini e decreti. Oggi proprio lo svilimento di questa memoria e delle istituzioni preposte costituisce il pericolo per le nostre democrazie. Vergogna che questo sia un rappresentante italiano al Parlamento europeo.
Noemi Di Segni