Foto Ansa 

L'intervento

Regione Lombardia non spende bene i fondi europei. Replica a Fontana

Emilio Del Bono

La regione Lombardia si dimostra un ente inadeguato. Proprio quella che reclama più autonomia non è affatto un’eccellenza e quella che se la prende con l’Europa dei burocrati è campionessa di farraginosità e procedure complicate

Al direttore - Attilio Fontana, presidente di Regione Lombardia, ha affermato, nel corso di un dibattito al Meeting di Rimini, che togliere la gestione dei fondi europei alle regioni sarebbe “inaccettabile e imperdonabile” e ha aggiunto che le regioni debbano essere messe sempre più nelle condizioni di decidere sui loro territori. Affermazione che condivido. Ma c’è un però: qual è la reale capacità di gestione di Regione Lombardia dei fondi comunitari? E’ davvero efficiente e rapida nello spendere le risorse che arrivano dall’Unione europea? Qui cade l’asino. La regione Lombardia si dimostra un ente inadeguato. Proprio quella che reclama più autonomia non è affatto un’eccellenza. Quella che se la prende con l’Europa dei burocrati è campionessa di farraginosità e procedure complicate. Eppure le risorse attivate tramite i fondi europei non mancano: 1,5 miliardi dal Fse, che finanzia istruzione, formazione, lavoro e inclusione sociale; 2 miliardi dal Fesr, destinati a competitività e imprese. La Corte dei conti nel Giudizio di parificazione 2024 ha sottolineato limiti evidenti nella gestione dei fondi da parte della regione. Pur considerando la sovrapposizione dei cicli 2014-20 e 2021-27, le performance non sono lusinghiere. Per il Fse, nel nuovo ciclo, la capacità di impegno è al 21 per cento e i pagamenti al 12. Dati che collocano la Lombardia, tra le 11 regioni più sviluppate, solo al decimo posto per impegni e al sesto per spesa.

Quanto al Fesr, gli impegni sono pari al 38 per cento della dotazione e i pagamenti al 13. La Regione risulta quinta per capacità di impegno e seconda per capacità di spesa. Anche qui emergono discrasie tra i dati regionali e quelli comunicati all’Ue, con impegni rendicontati superiori di 445 milioni ma pagamenti inferiori di 23 milioni.
La capacità di impegno, più ancora di quella di spesa, misura l’intelligenza nella lettura del bilancio e del territorio. E su questo fronte la Lombardia è arretrata. Da tempo ha smarrito la capacità di stare vicino ai territori in modo innovativo e di svolgere la sua primaria funzione di legislatore e pianificatore, inclinando verso una gestione burocratica e stanca.

Il dibattito sulla gestione dei fondi europei dovrebbe spingere a sfatare falsi miti e a evitare tronfi richiami al federalismo. L’autonomia è cosa seria e deve misurarsi sui fatti. Non basta dichiararsi i primi della classe: la Lombardia, sotto il profilo politico e amministrativo, ha perso da tempo l’eccellenza. Di questo dovrebbero dispiacersi prima di tutti i cittadini e le imprese che pagano le conseguenze.

Emilio Del Bono
consigliere del Partito Democratico e vicepresidente del Consiglio 
Regione Lombardia