
Ansa
Il colloquio
Bonelli (Avs): “Se il Pd dice no a Vendola, noi legittimati a porre altri veti. Non solo in Puglia”
Il leader verde manda un messaggio ai dem e a Elly Schlein. "Per governare Pd e M5s non bastano. Serve equilibrio per un’alleanza credibile. La nostra generosità non può essere scambiata per debolezza"
“Farei davvero fatica a comprenderne le ragioni. Ma se il Pd dovesse sostenere la posizione di Antonio Decaro e il suo no a Nichi Vendola, a quel punto anche noi ci sentiremmo legittimati a porre i nostri veti, a mettere in discussione molte altre situazioni, al di là della Puglia”. Angelo Bonelli manda un messaggio al Nazareno e a Elly Schlein. Sull’ex governatore, il protagonista della primavera pugliese, l’Alleanza verdi sinistra non farà passi indietro. Semmai, è il sottotesto del leader verde, insieme a Nicola Fratoianni ne trarrà le dovute conseguenze. Con ripercussioni sulla faticosa costruzione della coalizione che proverà a sfidare Giorgia Meloni nel 2027. “Vendola è a tutti gli effetti in campo per un seggio in Consiglio regionale”, ribadisce ancora una volta Bonelli. Dalle parti di Avs nelle ultime settimane è montata una certa insofferenza per come sono state fin qui gestite le candidature regionali nel centrosinistra: “Generosi sì...”. Ma non fessi, lascia intendere il leader verde.
“Il Partito democratico – prosegue Bonelli – pensi alle sue liste, che alle nostre ci pensiamo noi”. Intanto, mentre Decaro continua a temporeggiare e dice con una mezza provocazione di potersi candidare anche da indipendente fuori dal Pd, in Puglia si fa strada un’altra ipotesi. Che sia proprio Nichi Vendola a fare il candidato presidente del centrosinistra. Onorevole, vi state preparando? “Non è una domanda a cui si può rispondere oggi, saremmo già a uno step successivo”. Un passo alla volta. “Prima di tutto Decaro deve sciogliere la sua riserva. E’ ovvio che non condividiamo il suo veto. Ma abbiamo sempre detto di avere grande stima in lui, e lo confermiamo. Non sarebbe corretto costruire uno scenario, con i relativi ragionamenti, quando ancora non si è definito il quadro”, risponde con diplomazia, pur non escludendo nessuna eventualità. “Sono convinto che in politica la correttezza sia sostanza”. Il leader verde fa riferimento all’atteggiamento mantenuto in questi mesi da Avs, che ha lavorato per tenere insieme la coalizione anche a costo di mandar giù qualche boccone amaro. Come in Calabria, dove avrebbero voluto schierare come candidato governatore Flavio Stasi, sindaco di Corigliano-Rossano.
Giuseppe Conte ed Elly Schlein hanno invece imposto il nome dell’europarlamentare Pasquale Tridico. “Ma una coalizione che ambisce a governare non può reggersi soltanto su un asse tra Pd e M5s”. Bonelli ricorda quindi la buona salute e la crescita elettorale del suo partito, in particolare nelle grandi città: “Non siamo una forza minore, da tollerare. Dalla giustizia sociale alla transizione ecologica fino ai diritti, interpretiamo una domanda reale nel paese”. Rivendica poi la disponibilità mostrata in più occasioni da Avs e dunque il ruolo da pontiere giocato tra Schlein e Conte, che non a caso si ritroveranno sullo stesso palco settimana prossima a Roma, proprio in occasione della seconda festa nazionale di Avs. “Serve equilibrio e saggezza per costruire un’alleanza credibile”, è il ragionamento di Bonelli, che quasi per paradosso deve prendere come esempio il centrodestra italiano, che alla fine riesce sempre a stare insieme. “La nostra generosità e la nostra educazione – conclude l’onorevole di Avs con un avvertimento – non possono essere scambiate per debolezza”.
Ruggiero Montenegro