
Attenti a Tridico
FdI teme il 5 a 1 alle regionali in autunno. Via della Scrofa mobilita i parlamentari per le liste calabresi
Il partito chiede a deputati, senatori ed europarlamentari di mettersi a disposizione della lista in Calbaria. Con le Marche è lì che il campo largo potrebbe fare il colpaccio e il centrodestra rischia. FdI teme anche per gli equilibri di maggioranza
“E se perdessimo nelle Marche e poi anche in Calabria?”. Lo scenario, benché improbabile, è temutissimo ai piani alti di Via della Scrofa. Per questo, già prima dell’estate, i vertici di FdI hanno chiesto a Italo Bocchino di dare una mano al governatore uscente delle Marche Francesco Acquaroli: obiettivo evitare la sconfitta contro il dem Matteo Ricci. Ed è sempre per questa ragione che il partito di Giorgia Meloni, negli ultimi giorni, ha chiesto a tutti i parlamentari ed europarlamentari calabresi, ma anche alla sottosegretaria al Viminale e coordinatrice regionale del partito Wanda Ferro, di candidarsi nella lista di FdI per le elezioni regionali calabresi. Tutti mobilitati per evitare esiti pericolosi. “C’è stato chiesto di combattere e noi, da soldati, combattiamo”, dice, non senza una certa dose di ironia, Alfredo Antoniozzi, deputato di FdI tra i precettati per la sfida.
E d’altronde se nelle Marche l’ipotesi di una sconfitta è comunque messa in conto, in Calabria potrebbe essere un vero disastro. Non è un caso che le dimissioni di Roberto Occhiuto abbiano fatto infuriare il partito di Giorgia Meloni. La doppia sconfitta potrebbe galvanizzare il campo largo. Nella lunga tornata di elezioni regionali – che si apre con il voto nelle Marche a settembre e si concluderà, quasi certamente, con le elezioni in Campania, Puglia e Veneto a novembre – si potrebbe passare da un tre a tre, con ognuno che si tiene le regioni che già governa – Toscana, Campania e Puglia al centrosinistra e Veneto, Calabria e Marche al centrodestra – a un incredibile cinque a uno per il campo largo, con ben due regioni soffiate al centrodestra. E’ lo scenario sognato e sperato da Elly Schlein, il booster necessario per tirare la volata verso le elezioni politiche del 2027.
E d’altronde qualche elemento per immaginare se non una sconfitta, quantomeno una corsa più complicata per Occhiuto, c’è. Quando il governatore di FI si è dimesso lo ha fatto forte di due convinzioni. Da un lato quella che le indagini che lo hanno spinto a questa mossa non gli avrebbero tolto elettori, dall’altra la possibilità di spiazzare il centrosinistra, costretto a trovare in fretta e furia non solo un candidato spendibile, ma anche in grado di mettere d’accordo una maggioranza piuttosto litigiosa. Nessuna delle due cose è però alla fine avvenuta. Dice Anna Laura Orrico, deputata e coordinatrice calabrese del M5s: “Occhiuto ha strumentalizzato le istituzioni per ragioni personali. Pensava di correre in solitaria. E invece si è dovuto immediatamente ravvedere: tutte le forze del centrosinistra si sono raccolte intorno a una figura prestigiosa come quella di Pasquale Tridico”. Il campo largo, in effetti, è rimasto compatto (anche i calendiani, seppure senza il simbolo di Azione, correranno con lui). “E’ questa – dice Nicola Irto, senatore e segretario regionale del Pd – la vera novità rispetto alle due scorse elezioni in cui siamo usciti sconfitti: correvamo divisi, oggi siamo compatti e i dati delle europee dello scorso anno ci dicono che i due campi numericamente oggi si equivalgono”. Inoltre, sperano dem e 5 stelle, la candidatura di Tridico, candidato alle europee come papà Reddito di cittadinanza nel collegio del Mezzogiorno dai 5 stelle, raccogliendo in Calabria quasi 32 mila preferenze, potrebbe portare al voto anche tanta gente che altrimenti se ne rimarrebbe a casa, limando il vantaggio con il quale parte Occhiuto. E infatti nello staff del governatore uscente si lavora per smentire prima di ogni cosa la promessa di Tridico che più spaventa: il Reddito di cittadinanza regionale, realizzato, dice l’ex presidente dell’Inps, attraverso i fondi europei. “E’ una truffa – spiegano gli uomini di Occhiuto – il costo del Rdc in Calabria era di 300 milioni di euro all’anno, come pensa Tridico di trovarli dentro ai fondi della Ue?”.
Nel centrodestra attendono i primi sondaggi (nei prossimi giorni ne uscirà uno), convinti che comunque, almeno sulla griglia di partenza, la distanza tra Occhiuto e Tridico sarà ampia. Ma qualche timore comincia a circolare. Soprattutto dentro FdI. Nella scelta del partito della premier Meloni di mobilitare i big calabresi in Parlamento però c’è anche un motivo legato agli equilibri interni alla maggioranza di governo. Con una sconfitta nelle Marche FdI perderebbe una delle poche regioni che governa con un proprio dirigente. Le altre due sono l’Abruzzo con Marco Marsilio e il Lazio con Francesco Rocca, considerato però più un tecnico di area. In Calabria, invece, i consiglieri in grado di raccogliere moltissime preferenze – su tutti l’uscente assessore all’Agricoltura Gianluca Gallo, Mr. preferenze nel 2021 con 22 mila voti – sono concentrati tra la lista di FI e la civica di Occhiuto. A cui si aggiunge l’uscente presidente del Consiglio regionale calabrese, Filippo Mancuso, che guiderà le liste della Lega. FdI invece, con un solo consigliere e un assessore nella precedente consiliatura, non ha un campione di voti. I pezzi grossi sono volati a Roma. Insomma il rischio è, anche in caso di vittoria, di ritrovarsi con una scarna pattuglia di consiglieri, alla completa mercé dell’ennesimo governatore molto forte.