La festa dei patrioti

Ad Atreju va in scena l'asse meloniano sull'immigrazione: Sunak, Rama (e Musk)

Alessandro Luna

Si conclude la terza giornata della festa di Fratelli d'Italia con un protagonista indiscusso: il problema dei migranti. La premier presenta i partner che ha in Europa e il proprietario di Tesla rincara la dose mostrandosi in linea con gli altri tre, prima di incontrare Salvini

Non avevano previsto, dicono dall’organizzazione, che questa sarebbe stata la giornata dell’immigrazione. Era certamente uno dei temi sul tavolo, ma questo sabato dei patrioti era cominciato con il ct della nazionale di calcio Spalletti sul palco e l’intervento più atteso, quello di Elon Musk, doveva avere come focus l’innovazione.

E invece, alla fine, la cosa curiosa è che la foto del giorno ha sì come protagonista Meloni, ma è stata scattata a un chilometro da Castel Sant’Angelo, lontano dal luogo dove si svolge Atreju. Si vedono sorridenti la premier, Edi Rama che è appena sceso dal palco e Rishi Sunak che dovrà farlo a breve. Sono tutti e tre a Palazzo Chigi, mentre Musk sta rispondendo alle domande di Nicola Porro. I tre hanno appena concluso un improvvisato vertice proprio sul tema dei migranti. “Hanno concordato di intensificare ulteriormente la collaborazione a contrasto dei trafficanti di esseri umani”, dice la nota che annuncia l’incontro congiunto con i due leader. Era previsto che dovessero incontrare la premier uno per volta, in due momenti separati. Ma a Meloni le “cose sull’immigrazione” piace farle a sorpresa, come fu per il patto sui migranti redatto con Edi Rama in gran segreto e annunciato a cosa fatta.

 

La ragione dell’estrema discrezione con cui Meloni si muove su questo tema ha probabilmente a che fare con il suo principale competitor in questa campagna elettorale per le europee, Matteo Salvini. Da mesi si assiste a un continuo testa a testa tra i due su varie questioni, prima tra tutte l’immigrazione. Diciamo che non si perdono mai di vista. E infatti nel pomeriggio il leader leghista riceve Elon Musk, sazio dopo un pranzo in un ristorante siciliano di Prati, nel suo ministero per dirgli che è d’accordo con tutto ciò che ha detto ad Atreju. E mentre la foto di Meloni con Musk tarda ad arrivare, ecco invece quella con Salvini, che regala al patron di Tesla una sciarpa del Milan e cerca di far intendere che i due sono sulla stessa linea praticamente su tutto. Meloni, impegnata nel vertice, non può certamente averlo ascoltato mentre dal palco diceva: “Non voglio vedere Italia, Giappone e Francia scomparire: i flussi migratori non possono risolvere il problema della natalità”. Ma le parole dell’imprenditore si inseriscono nella scia del discorso complessivo sull’immigrazione che i tre premier hanno impostato nella giornata di oggi.

 

Rama ha ribadito dallo stesso palco un’ora prima che il patto coi migranti si farà e che non è incostituzionale. Nessuno è in grado di smentirlo perché sul palco nessuno è esperto di Costituzione albanese. Fatto sta che la speranza di sbloccare l’accordo prima delle europee per usarlo in campagna elettorale è complicato dalla Corte costituzionale di Tirana, che fa il paio con la sentenza inglese che ha bloccato il piano di Rishi Sunak di portare i migranti in Ruanda. La burocrazia e la magistratura li cercano di fermare, ma loro sono i tre moschettieri dell’esternalizzazione del problema migratorio: una sfilata sul palco di Atreju con cui Meloni vuole dire a tutti: non sono sola su questo tema. Poco importano i bastoni che potrebbero trovare tra le loro ruote.

 

“Non so come funzionano le cose in Albania, ma se Rama assicura che non è incostituzionale…”, dice ai giornalisti il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida. “L’importante è che tra tutti e tre ci sia unità. Non so se avete sentito Sunak a chi ha paragonato Meloni…”, dice il cognato della premier per sottolineare quanto sia stimata dai suoi amici all’estero. Sunak ha infatti appena detto che Meloni gli ricorda Margaret Thatcher, e questo per il ministro dell’Agricoltura significa che le partnership sono forti e che la lotta ai trafficanti proseguirà, “per tutto il globo terracqueo”, scherza. E aggiunge: “Per ora per tutto il globo, poi non so se Musk ci porterà su Marte…”. Non facciamo in tempo a chiedergli se abbiano in progetto di dislocare i migranti su Marte, invece che in Albania, che sul palco sono già saliti i prossimi ospiti: Marco Minniti, ex ministro degli Interni del Pd sponsor dei finanziamenti alla guardia costiera libica e Matteo Piantedosi, attuale inquilino del Viminale. Entrambi chiedono un piano duraturo e a lungo termine per gestire i flussi, Piantedosi loda il Piano Mattei a cui Meloni sta lavorando.

 

Viene proiettato un video sulla tratta degli esseri umani e poi si passa la palla al dibattito sul ruolo dell’Italia nel mediterraneo, con Guido Crosetto, Giovanbattista Fazzolari e l’ad di Eni Claudio Descalzi, partner di Meloni nel progetto del Piano Mattei per l’Africa. Meloni ha mandato il suo messaggio: ho un piano e ho degli amici con cui realizzarlo. E anche se non era previsto che contribuisse a rafforzare questo tema, avere un miliardario dalla tua parte non fa mai male.