(foto Ansa)

l'intervista

Il sindaco di Ravenna sveglia il Pd (e Meloni) sull'ambiente: "Sì ai rigassificatori finché serviranno"

Luca Roberto

Parla Michele De Pascale: "Nel lungo termine li dismetteremo, ma adesso qual è l'alternativa? I dem devono avere una strategia più pragmatica. Ma anche il governo sta fallendo"

Il caso di Ravenna dimostra che i rigassificatori servono. Certo, l’obiettivo a lungo termine è di usarli sempre meno. Ma bisogna avere delle alternative credibili. Il Pd fa una battaglia giusta contro i cambiamenti climatici, ma se non hai una strategia rischi di ottenere l’effetto opposto”. Il sindaco di Ravenna Michele De Pascale non ci sta a passare per quello che vuole solo fare polemiche interne: “Nessuno, da destra a sinistra, si salva quando si parla di energia”. Ieri la nuova responsabile Ambiente del Pd Annalisa Corrado ha detto al Foglio che i rigassificatori, come quello a Vado Ligure, vanno relegati al passato. “Ma ora qual è l’alternativa? Perché non vorrei che dopo esserci liberati dal ricatto di Putin finissimo sotto il ricatto di qualcun altro”.

 

A Ravenna l’iter autorizzativo per la nave rigassificatrice, gestita come a Piombino da Snam, è andato liscio, ha previsto la massima partecipazione, “e questo lo ha riconosciuto la stessa Corrado”, dice il sindaco De Pascale, che oggi alla festa dell’Unità a Ravenna avrà un confronto sull’energia proprio con la responsabile Ambiente del Pd. “Il nostro è un progetto che andrà avanti fino a quando il paese ne avrà bisogno. Ed è collegato a una rete per cui riesce a produrre e immettere energia pulita nella rete civile. In pratica, nelle case dei cittadini”. Ecco un esempio della tanto propagandata e sbandierata sostenibilità. “Lo ripeto, i valori del Pd, il contrasto ai cambiamenti climatici, sono giusti, li condivido. Ma poi bisogna avere soluzioni concrete, specialmente nella contingenza di una crisi energetica che non è ancora finita. Ecco, al partito manca una strategia pragmatica”. Anche perché la stessa Corrado ha molto insistito sulle energie rinnovabili. “Ma anche lì, i processi autorizzativi sono troppo lenti”, spiega De Pascale. “E’ per questo che ho invitato la segretaria a fare una battaglia per sburocratizzare il progetto di eolico offshore qui a Ravenna. Siamo tutti d’accordo, dai partiti alle associazioni di categoria. Ma poi i tempi per le autorizzazioni sono sempre troppo lunghi. Questo favorisce l’ideologia nimby, che spesso travolge anche i progetti che riguardano le rinnovabili. Non stiamo con la dovuta determinazione perseguendo l’incremento delle energie rinnovabili dove possibile, e ci stiamo accanendo contro la grande industria che oggi al gas ha alternative ben più inquinanti, come il carbone”.

 

A ogni modo il primo cittadino ravennate non fa sconti neppure al governo. “Perché non ha una strategia energetica. Ha ceduto al ricatto del governatore Zaia, impedendo di estrarre gas nazionale. Con l’effetto che per importare gas dall’estero aumentiamo del 30 per cento le emissioni di CO2. E’ un controsenso”. Questo considerando pure che “nessuno ci ha spiegato perché quel rigassificatore vada spostato da Piombino, con i soldi che sono stati spesi per installarlo in questi mesi. Cos’è, hanno voluto accontentare il sindaco di Fratelli d’Italia?”. Certo il ruolo di un grande partito di centrosinistra sarebbe quello di offrire soluzioni percorribili alla vasta questione della crisi climatica. “Eppure anche con le altre segreterie abbiamo avuto un approccio simile. Quello che serve è una diversa cultura ambientalista. E non parlo solo del Pd”. Non teme che con Schlein restiate ancora più ostaggio di alcune resistenze ideologiche? “Quello che abbiamo fatto con il rigassificatore qui a Ravenna è un esempio di come la teoria, l’orizzonte valoriale, debbano tenere conto delle risposte che vanno date ai cittadini, al territorio”. Insomma, rigassificatori finché servirà? “Sì, perché la crisi energetica non è finita. E, lo ripeto, nel breve termine in quanto a impatto ambientale c’è molto di peggio del gas”.

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