dopo lo stop via sms

Sul Reddito di cittadinanza è scontro tra governo e opposizioni. Proteste a Napoli

Ruggiero Montenegro

Questa mattina nel capoluogo campano un sit in sotto la sede dell'Inps. In allerta il Viminale. Conte: "Guerra ideologica. La Commissione d'inchiesta? Bullismo istituzionale". La replica di FdI: "Preoccupante l'ignoranza del presidente M5s. Rdc misura elettorale"

Il timore, al Viminale, è che il malcontento e le contestazioni di chi ha perso il Reddito di cittadinanza possano andare oltre i confini della protesta civile, fino a minare l'ordine pubblico in un momento segnato dall'inflazione e dal caro benzina delle ultime ore, e mentre le tensioni politiche tra maggioranza e opposizone si acuiscono. Gli occhi sono puntati in particolare su Napoli, sulla sede Inps dove in queste ore è convocato un sit in da parte di Potere al popolo e dei sindacati di base. Nel capoluogo, d'altra parte, è (era) concentrato il maggior numero di percettori: sono oltre 21mila le famiglie in tutta la provincia, mentre in Campania se ne contano circa 37 mila. Una parte cospicua dei 169 mila nuclei raggiunti dall'sms che negli scorsi giorni ha comunicato la fine del sussidio, "in attesa di eventuale presa in carico dei servizi sociali"..

Nel frattempo il governo ha allertato prefetture e forze dell'ordine. A Napoli, appunto, ma non solo. Le maggiori preoccupazioni, per una questione numerica, riguardano il sud Italia, ma anche a Roma e Milano l'asticella dell'allerta si è alzata. In mattinata comunque non sono stati registrate particolari criticità, dal punto di vista dell'ordine. Sullo sfondo resta lo scontro politico.

Dall'opposizione accusano il governo di essere arrivato impreparato a questa giornata, mentre molti degli ex beneficiari denunciano incertezze sulle modalità attraverso cui i Comuni dovranno farsi carico della loro situazione. Una dinamica che pure molti sindaci di centrodestra hanno lamentato. "Hanno sbagliato i calcoli", dice Antonio Decaro, presidente dell'Anci. Mentre avanzano le perplessità di Enrico Trantino, primo cittadino meloniano di Catania, e quelle di Roberto Lagalla, sindaco di Palermo con una coalizione figlia della maggiornanza di governo. Entrambi non nascondono le preoccupazioni per la situazione che si apprestano ad affrontare, temono fibrillazioni e tensioni. 

E d'altra parte la giornata di oggi arriva dopo un weekend in cui i toni si sono fatti sempre più aspri, tra promesse d'autunno caldo da parte dei sindacati e l'ennesima commissione d'inchiesta, questa volta per indagare sul reddito e sull'operato dell'ex presidente Inps Pasquale Tridico, paventata dai partiti di governo. "È una guerra ideologica condotta sulla pelle dei più deboli, un disastro sociale, una vendetta contro il Movimento", dice sempre a Repubblica Giuseppe Conte, che definisce Meloni una "fredda burocrate", quello di oggi "un disastro sociale annunciato" e prevede un ottobre di manifestazioni e proteste. "Ormai è chiaro: il focus di questo Governo è la lotta ai poveri", sottolinea Beppe Grillo, tornato ieri a farsi sentire via Twitter. Elly Schlein utilizza invece la parola "brutale" per descrivere l'operato del governo sull Rdc e sulla lotta alla povertà. "La risposta della destra sostanzialmente è: 'Fatti vostri'. E noi non ci stiamo". aggiunge la segretaria su Facebook, mentre dem e grillini valutano iniziative congiunte nei prossimi giorni. 

Sono accuse che Palazzo Chigi respinge ai mittenti, perché - fanno sapere - la decisione di eliminare il provvedimento bandiera del M5s non è di ieri, ma risale al dicembre scorso. "Tutti sapevano che doveva interrompersi. La stessa misura, quando è stata creata, doveva essere temporanea, per incrociare tra domanda e offerta di lavoro. Ma non è avvenuto perché è diventata una misura elettorale che costava dieci miliardi all’anno", attacca dalle colonne della Stampa Luca Ciriani, ministro per i Rapporti con il Parlamento, Dello stesso segno anche le parole del collega Tommaso Foti, che se la prende in particolare con il M5s: "L'ignoranza costituzionale del presidente Conte che parla di 'bullismo istituzionale' circa la commissione d’inchiesta, è preoccupante. È la Carta che dà alle Camere la possibilità di condurre inchieste. Non c'è alcun attacco ad personam", è la versione del capogruppo alla Camera di Fratelli d'Italia. Tuttavia - anche dopo le parole di Sergio Mattarella sui rischi che potrebbero derivare dall'abuso di uno strumento come la commissione d'inchiesta - prende corpo l'idea di un'indagine conoscitiva condotta nelle commissioni  di Camera e Senato. A differenza della Commissione d'inchiesta sarebbe questa una strada più morbida. 

Di più su questi argomenti: