Viale Mazzini

Rai veleno. E' già guerra sotterranea tra Fuortes e Rossi

Carmelo Caruso

Da Montesano ai Mondiali fino al taglio di budget alle prime serate. Rossi accetterebbe il ruolo di direttore generale ma solo con deleghe operative. Fuortes ritiene il Maggio Fiorentino non abbastanza

Carlo Fuortes vuole andare via, Giampaolo Rossi non può entrare se resta Fuortes, ma di Rai che se ne occupa? C’è una grande questione che merita l’attenzione del governo ma che non può, al momento, essere affrontata dal governo. Lasciar correre è nelle cose, rimandare è fatale. Il caso Enrico Montesano con la sua maglia della X Mas esibita a Ballando con le stelle (lo stesso programma dove Iva Zanicchi aveva dato della “t…” a una giurata) si può derubricare a “e ora infine…”. La Rai travolta dalle palpatine di Memo Remigi (nel 2017 l’ad Antonio Campo Dall’Orto decise di chiudere in velocità il programma di Paola Perego per una gaffe sessista) smarrita dalla riforma dei generi (fallita a detta degli stessi autori Rai) e gravata dall’acquisto per i diritti dei Mondiali che provocano l’ilarità di Fiorello (si parla di 180 milioni di euro e l’Italia è fuori) ha tagliato il budget delle prime serate. La cifra si aggira intorno ai 15 milioni di euro. Il taglio non riguarderebbe solo quelle. Raccontano in Rai: “Si tratta di un taglio orizzontale alle produzioni. A marzo, di fatto, i programmi finiranno. Poi saranno repliche”. Sono pezze, rattoppi, come nel caso Montesano. Sta infatti passando la linea che se l’Anpi (ma che c’entra con una azienda che genera fatturato con il compagno Pagliarulo?) dovesse accettare le scuse di Montesano (ripete: “La Rai sapeva tutto, nel caso faccio io causa alla Rai”) il comico potrebbe tornare in tranquillità a gareggiare. In tema di legali, c’è pure questa. I consiglieri di amministrazione Rai si lamentano perché gli sarebbe negato l’accesso agli atti.

 

Chiedono di sapere quali cause legali sono in corso, quali quelle definite, chi sono gli avvocati esterni. Vogliono conoscere l’importo delle parcelle. Non ricevono risposta.


Chi guida oggi la Rai? La guida Fuortes che sarebbe pronto a offrire a Rossi il ruolo di direttore generale (carica che non è mai stata ricoperta durante il suo mandato) ma se voi foste Rossi andreste a fare il numero due di un numero uno che si sente già un numero due (perché indicato da un precedente governo)? Rossi non può accettare di lavorare con un ad che lo vivrebbe come un avversario. Nel caso in cui decidesse di accettare pretende, e giustamente, deleghe operative, un patto tra gentiluomini. Rossi non ha bisogno di fare il dg. Ha un lavoro di suo, vive bene senza la Rai. E’ la Rai che vive male. E’ Rai veleno. Ogni movimento di Rossi, in questi giorni, viene, stranamente, segnalato attraverso fotografie. Ogni suo incontro con una giornalista Rai, anche per caso, diventa l’offerta di un futuro programma alla “nota giornalista”. Si moltiplicano articoli e in questi articoli c’è sempre una frase che ricorre: “L’uomo che vuole prendere il posto di Fuortes”. La vera domanda è un’altra. A quale posto punta Fuortes per congedarsi? Ci sarebbe il Maggio Fiorentino che però l’ad, che ha diretto il Teatro dell’Opera di Roma, non ritiene una carica adatta alla sua levatura. E’ una soluzione. Si è parlato perfino della Fenice di Venezia come pure della guida dell’Auditorium di Roma, carica che scade l’anno prossimo. La Rai non può certo attendere un anno. Serve una riforma della governance, serve capire quale resta ancora la missione di questa televisione. La spia di questa decadenza è una: in passato la politica non vedeva l’ora di lottizzarla a ogni cambio di governo, oggi preferisce la Rai senza governo.

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  • Carmelo Caruso
  • Carmelo Caruso, giornalista a Palermo, Milano, Roma. Ha iniziato a La Repubblica, ha scritto otto anni per Panorama occupandosi di politica, cronaca, cultura. Nel 2018 a Il Giornale. Oggi in redazione a Il Foglio.