Il caso dei migranti

Crisi Italia-Francia: il giallo di 8 ore tra il silenzio di Meloni e la fuga in avanti di Salvini

Simone Canettieri

Il presidente del Consiglio parla di "incomprensioni" e si dice stupita dalla reazione di Parigi. Ma c'è un buco tra l'incontro con Macron a Sharm el-Sheikh e la nota di Palazzo Chigi che ringrazia l'Eliseo. In mezzo, le dichiarazioni del leader della Lega

Per Giorgia Meloni c'è stata un'"incomprensione" con la Francia sulla vicenda migranti. Ma c'è un giallo tutto da capire nella dinamica che ha portato alla crisi diplomatica con Parigi di queste ultime 24 ore. Bisogna fare un passo indietro e tornare a lunedì, Sharm el-Sheikh, Egitto. Fra i vari bilaterali alla Cop27, la premier incontra per una manciata di minuti Emmanuel Macron. La notizia non viene fatta trapelare subito da Palazzo Chigi, ma viene diffusa il giorno dopo, martedì. Secondo la ricostruzione italiana, il presidente francese nel corso del faccia a faccia avrebbe dato una disponibilità di massima a fare sbarcare in Francia i profughi soccorsi dalla Ocean Viking. E oggi - durante la conferenza stampa per presentare il decreto Aiuti, in cui la premier accetta solo 4 domande prima di andarsene - Meloni non chiarisce questo punto, che resta centrale. Quello che si sa è che martedì scorso la vicenda ha subito un'accelerazione. 

 

Bisogna controllare bene l'orologio. Alle 15.30 un lancio dell'agenzia Ansa, battuto da Parigi, dà questa notizia: "La Francia aprirà il porto di Marsiglia alla Ocean Viking nella notte fra mercoledì e giovedì, dipenderà da quando lascerà il sud del Mediterraneo". La nave della Ong Sos Méditerranée nel frattempo si trova a Catania. Ad affermare questa svolta è una fonte del ministero dell'Interno francese. Attenzione: passa un'ora e dieci e subito Matteo Salvini commenta: "La Francia apre il porto? Bene così, l'aria è cambiata". Intanto Giorgia Meloni è tornata in Italia, ma rimane in silenzio.

 

E lo fa fino alle 21.03 con una nota in cui esprime "il nostro sentito apprezzamento per la decisione della Francia di condividere la responsabilità dell'emergenza migratoria fino a oggi sulle spalle dell'Italia e di pochi altri stati  del Mediterraneo, aprendo i porti alla nave Ocean Viking". 
Da questo momento in poi si apre la crisi diplomatica tra Francia e Italia, con lo stop di Parigi al progetto di accoglienza dei migranti e con il contestuale invito agli altri paesi, a partire dalla Germania, a boicottare l'Italia. Isolandola. C'è un dunque un buco di otto ore tra la notizia dell'apertura dei porti francesi e il commento di Meloni. Prima però c'è Matteo Salvini che si intesta l'operazione. 

 

E forse l'irritazione dell'Eliseo parte da qui, soprattutto per motivi di politica interna. 
Sta di fatto che la premier sul caso è molto evasiva: si dice stupita della reazione di Parigi, parla di incomprensione e ribadisce di aver aspettato "otto ore" prima di commentare la notizia che nel frattempo "non era stata smentita". Teoria bizzarra visto i canali diplomatici (Viminale, Farnesina, ambasciate) che possono confermare o meno un fatto del genere.

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  • Simone Canettieri
  • Viterbese, 1982. Al Foglio da settembre 2020 come caposervizio. Otto anni al Messaggero (in cronaca e al politico). Prima ancora in Emilia Romagna come corrispondente (fra nascita del M5s e terremoto), a Firenze come redattore del Nuovo Corriere (alle prese tutte le mattine con cronaca nera e giudiziaria). Ha iniziato a Viterbo a 19 anni con il pattinaggio e il calcio minore, poi a 26 anni ha strappato la prima assunzione. Ha scritto per Oggi, Linkiesta, inserti di viaggi e gastronomia. Ha collaborato con RadioRai, ma anche con emittenti televisive e radiofoniche locali che non  pagavano mai. Premio Agnes 2020 per la carta stampata in Italia.