Il caso

Al ristorante della Camera la svolta meloniana: menù tricolore e piatti regionali

Simone Canettieri

Non sarà prorogato l'appalto in scadenza a dicembre. Trancassini (FdI): "Aumenteranno gli standard qualitativi nel nome della sovranità alimentare"

Orecchiette con le cime di rapa, ma anche coda alla vaccinara. Oppure pizzoccheri e bagna cauda. Anche il ristorante della Camera è pronto ad assecondare lo Zeitgeist meloniano. E quindi lo spirito del tempo dice menù tricolore per i deputati. “O meglio pensiamo di introdurre, a rotazione, piatti regionali”, dice Paolo Trancassini, questore di Montecitorio in quota FdI ma anche ristoratore (è il proprietario della Campana, il locale più antico della capitale a due passi da via della Scrofa). 


A dicembre scadrà l’appalto della ristorazione a Montecitorio. Non sarà prorogato. Si farà una nuova gara. Si punterà a  innalzare gli standard qualitativi del servizio: dalle materie prime ai pasti. Con un capitolato molto esigente. Al momento l’appalto che soddisfa gli onorevoli palati è stato vinto dalla cooperativa Cirfood di Reggio Emilia. L’obiettivo dei vertici di Montecitorio è chiaro: alzare la qualità, vincere il derby con il Senato dove si mangia meglio, e puntare sulla sovranità alimentare. Come da delega, d’altronde, di “nostro fratello Lollobrigida”, dice Trancassini riferendosi al plenipotenziario di FdI che appunto  è ministro all’Agricoltura. E dunque si cambia. Il ristorante della Camera, che gestisce anche un servizio mensa per i dipendenti, è pronto al salto. Aumenterà  il gusto con un tocco meloniano nei menù del giorno. Pronti a variare in base alle specialità regionali. Vieni avanti Artusi, vade retro sushi e cibo etnico.

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  • Simone Canettieri
  • Viterbese, 1982. Al Foglio da settembre 2020 come caposervizio. Otto anni al Messaggero (in cronaca e al politico). Prima ancora in Emilia Romagna come corrispondente (fra nascita del M5s e terremoto), a Firenze come redattore del Nuovo Corriere (alle prese tutte le mattine con cronaca nera e giudiziaria). Ha iniziato a Viterbo a 19 anni con il pattinaggio e il calcio minore, poi a 26 anni ha strappato la prima assunzione. Ha scritto per Oggi, Linkiesta, inserti di viaggi e gastronomia. Ha collaborato con RadioRai, ma anche con emittenti televisive e radiofoniche locali che non  pagavano mai. Premio Agnes 2020 per la carta stampata in Italia.