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editoriali

Criticare Lorenzo Fontana sì può, satanizzare no

Redazione

Perché è sbagliato l’assalto al nuovo presidente della Camera sui “valori”. Basta rispettare leggi e democrazia

In un paese che non avesse del tutto perduto, anche nella parte soi disant laica e progressista, la capacità di separare le critiche culturali e le battaglie politiche dalla satanizzazione del nemico, il modo migliore per manifestare disaccordo con la persona di Lorenzo Fontana e con la sua elezione a presidente della Camera sarebbe quello utilizzato nel 2019 da Giuseppe Cruciani (non Padre Pio) al Congresso mondiale delle famiglie organizzato a Verona proprio da Fontana. Davanti a una platea tra il lefebvriano e il QAnonista, assediata all’esterno da cacciatori di streghe urlanti, Cruciani fu pannelliano: “Io non sono uno di voi, non ho una famiglia tradizionale. Mi sono battuto per anni per cose che voi avversate: il matrimonio omosessuale, il divorzio e l’aborto (ma ormai è acqua passata) persino l’utero in affitto. Ma mi sento uno di voi oggi perché molti vorrebbero spegnere questo microfono da cui sto parlando”. Delegittimare, quasi fosse una violazione della democrazia, l’elezione di un presidente dei deputati in base alle sue convinzioni politiche – e religiose: che sono ugualmente tutelate dalla Costituzione – è sbagliato e illiberale. E anche tatticamente perdente, se offre a Salvini la possibilità di dire: “Mi spiace che qualcuno veda il suo essere cattolico come un problema”.

 

Ci vorrebbe un po’ di laicità, ma nell’attuale opposizione scarseggia. Detto questo, si possono ovviamente avversare le idee propugnate da Fontana e dalla destra religiosa a cui fa riferimento, anche a livello internazionale. Famiglia tradizionale, difesa della vita “dal concepimento alla morte naturale” sono valori che possono essere interpretati in modo opposto. Ma non si può vietare di sostenerli. La Chiesa li sostiene, e invita i suoi fedeli e ogni persona ad aderirvi. Ma non lo fa – almeno nei paesi democratici, e da tempo – con imposizioni né violenze, come invece spesso le destre religiose (non solo cristiane) e certi governi tendono a fare. Sbagliando. Fontana, che comunque non sarà il demiurgo delle leggi, potrà essere giudicato in base ai suoi atti. Non al suo credo.

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