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Di Maio ha incontrato Macron a Madrid per entrare in Renew

Salvatore Merlo

Il ministro degli Esteri entrerà a far parte della formazione politica fondata dal presidente francese. Lì dove siedono anche Carlo Calenda e Matteo Renzi. Si aprono scenari interessanti per il piccolo centro che potrebbe nascere in Italia in vista delle elezioni politiche

Non sarà un iter lento come quello dell’ingresso dell’Ucraina nell’Unione europea, ma non sarà nemmeno una adesione istantanea. Tuttavia è cosa praticamente fatta: il gruppo politico di Luigi Di Maio, rappresentato a Bruxelles al momento da due europarlamentari, Daniela Rondinelli e Chiara Maria Gemma, entrerà a far parte del partito centrista europeo Renew, la formazione politica fondata dal presidente francese Emmanuel Macron.
 

Di Maio ha avuto un informale via libera dalla viva voce di Macron a margine del vertice Nato di Madrid. I due ne hanno parlato, e il leader francese ha detto che si può fare. Appena tre anni fa Di Maio incontrava a Montargis  il leader estremista dei gilet gialli, Christophe Chalencon, quello che evocava un colpo di stato militare in Francia. E provocava così la più grave crisi diplomatica con la Francia dai tempi della seconda guerra mondiale. L’anno scorso però, alla Festa del Foglio, a Firenze, Di Maio, spiegando di aver cambiato idea,  aveva già detto che “voterei Macron”. Adesso fa un passo in più. Entrerà – si vedrà con che tempi – nel partito macroniano. Lì dove siedono anche Carlo Calenda e Matteo Renzi. Si aprono  scenari interessanti per il piccolo centro che potrebbe nascere in Italia in vista delle elezioni politiche. 

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  • Salvatore Merlo
  • Milano 1982, vicedirettore del Foglio. Cresciuto a Catania, liceo classico “Galileo” a Firenze, tre lauree a Siena e una parentesi erasmiana a Nottingham. Un tirocinio in epoca universitaria al Corriere del Mezzogiorno (redazione di Bari), ho collaborato con Radiotre, Panorama e Raiuno. Lavoro al Foglio dal 2007. Ho scritto per Mondadori "Fummo giovani soltanto allora", la vita spericolata del giovane Indro Montanelli.