Il retroscena

Fedriga lancia la lista civica per le regionali in Friuli. Ora Salvini ha un altro problema

Simone Canettieri

La mossa del governatore in vista delle elezioni del 2023 sta mandando in tilt la Lega locale. E anche il segretario nazionale la vive male

Si chiamerà “lista  Fedriga”. E punterà, nel nome del civismo, ad aggregare voti forzisti e moderati, di amministratori locali e perfino di mondi non lontani dal Pd.  La mossa del governatore del Friuli Venezia Giulia, nonché presidente della Conferenza stato-regioni, guarda alle regionali del 2023. Tuttavia sta già mandando in tilt  la Lega. Quella locale trema. Facile immaginare che diminuiranno gli scranni per i consiglieri regionali uscenti. Ma anche Matteo Salvini sembra essere molto sospettoso. I rapporti con Massimiliano Fedriga negli ultimi mesi si sono raffreddati, a detta di molti.  

Marco Dreosto, europarlamentare salviniano e segretario regionale,  per ora si morde la lingua. Ma in privato ha esposto il problema al leader del Carroccio. Quella di Fedriga però non sarà una “Lega 2” sul modello della civica presentata da Luca Zaia in Veneto alle ultime elezioni, ma un progetto politico più ampio.  A Trieste è motivata come “un’arma di difesa” nei confronti dell’avanzata delle truppe di Fratelli d’Italia. Allo stesso tempo, visti i sondaggi non esaltanti del Carroccio a livello nazionale, rischia di suonare come un campanello d’allarme nei confronti dei vertici.  Fedriga per molti in via Bellerio è Capitan futuro, l’uomo del dopo Salvini. Dai vaccini al green pass fino alla guerra  ha sempre anticipato, corretto e bacchettato la linea del segretario nazionale sul merito. Il quarantenne governatore dice di non nutrire ambizioni da leader di partito. Ma intanto si attrezza per la riconferma. Poi si vedrà.
 

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  • Simone Canettieri
  • Viterbese, 1982. Al Foglio da settembre 2020 come caposervizio. Otto anni al Messaggero (in cronaca e al politico). Prima ancora in Emilia Romagna come corrispondente (fra nascita del M5s e terremoto), a Firenze come redattore del Nuovo Corriere (alle prese tutte le mattine con cronaca nera e giudiziaria). Ha iniziato a Viterbo a 19 anni con il pattinaggio e il calcio minore, poi a 26 anni ha strappato la prima assunzione. Ha scritto per Oggi, Linkiesta, inserti di viaggi e gastronomia. Ha collaborato con RadioRai, ma anche con emittenti televisive e radiofoniche locali che non  pagavano mai. Premio Agnes 2020 per la carta stampata in Italia.