Il caso

Di Maio: "Via trenta diplomatici russi dall'Italia". Sono sospettati di spionaggio

Simone Canettieri

L'annuncio del ministro degli Esteri: "Sono persone non grate". Questa mattina il segretario generale della Farnesina ha convocato l'ambasciatore Razov per annunciargli la decisione 

Sospettati di spionaggio, saranno espulsi dall'Italia. L'annuncio del ministro degli Esteri Luigi Di Maio arriva da Berlino: "Il Segretario generale del Ministero degli Affari Esteri, ambasciatore Ettore Sequi, ha convocato questa mattina alla Farnesina, l’Ambasciatore della Federazione Russa in Italia, Sergey Razov, per notificargli la decisione del Governo italiano di espellere 30 diplomatici russi in servizio presso l’Ambasciata in quanto “persone non grate”.

La decisone del governo segue quella di altri paesi europei come la Germania e la Francia. Questa mattina anche la Danimarca ha deciso di mettere alla porta quindici diplomatici russi.

Dalla Farnesina spiegano che questa misura, assunta in accordo con altri partner europei e atlantici, si è resa necessaria per ragioni legate alla nostra sicurezza nazionale e nel contesto della situazione attuale di crisi conseguente all’ingiustificata aggressione all’Ucraina da parte della Federazione Russa. Sono dunque motivi di sicurezza nazionale a motivare la decisone del ministero degli Esteri e di Palazzo Chigi. Mai prima di oggi l'Italia aveva adottato una decisione così forte, anche dal punto di vista numerico, nei confronti di una delegazione estera. 

 

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  • Simone Canettieri
  • Viterbese, 1982. Al Foglio da settembre 2020 come caposervizio. Otto anni al Messaggero (in cronaca e al politico). Prima ancora in Emilia Romagna come corrispondente (fra nascita del M5s e terremoto), a Firenze come redattore del Nuovo Corriere (alle prese tutte le mattine con cronaca nera e giudiziaria). Ha iniziato a Viterbo a 19 anni con il pattinaggio e il calcio minore, poi a 26 anni ha strappato la prima assunzione. Ha scritto per Oggi, Linkiesta, inserti di viaggi e gastronomia. Ha collaborato con RadioRai, ma anche con emittenti televisive e radiofoniche locali che non  pagavano mai. Premio Agnes 2020 per la carta stampata in Italia.