Alla Leopolda Renzi contestato per i suoi rapporti con l'Arabia Saudita

Simone Canettieri

Mentre è in corso il meeting di Italia Viva, una decina di attivisti mostra cartelli di denuncia ricordando l'omicidio del giornalista Jamal Khashoggi. "Non si può parlare di diritti umani prendendo soldi da chi li viola"

Davanti la Leopolda scatta la contestazione a Matteo Renzi per i suoi legami con l'Arabia Saudita. Ad rianimarla Dmitrij Palagi, consigliere comunale di Sinistra progetto comune. In mano una decina di attivisti mostrano i cartelli di denuncia dell'omicidio di Khashoggi. "È imbarazzante che i leopoldini giustifichino il loro leader parlando di legalità come ha fatto la Bellanova, si tratta di una questione di opportunità politica. Non si può parlare di diritti umani prendendo soldi da chi li viola". Dalla Leopolda appena saputo del piccolo trambusto sono usciti i ragazzi di Italia viva. Per discutere e polemizzare: "E allora Prodi, D'Alema e Bersani?", è stata la replica dei pretoriani renziani. La manifestazione si è sciolta dopo poco senza problemi sotto il sole caldo di Firenze.

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  • Simone Canettieri
  • Viterbese, 1982. Al Foglio da settembre 2020 come caposervizio. Otto anni al Messaggero (in cronaca e al politico). Prima ancora in Emilia Romagna come corrispondente (fra nascita del M5s e terremoto), a Firenze come redattore del Nuovo Corriere (alle prese tutte le mattine con cronaca nera e giudiziaria). Ha iniziato a Viterbo a 19 anni con il pattinaggio e il calcio minore, poi a 26 anni ha strappato la prima assunzione. Ha scritto per Oggi, Linkiesta, inserti di viaggi e gastronomia. Ha collaborato con RadioRai, ma anche con emittenti televisive e radiofoniche locali che non  pagavano mai. Premio Agnes 2020 per la carta stampata in Italia.