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Zan: "Il ddl affossato per la partita del Quirinale. Le forze di maggioranza hanno flirtato con i sovranisti"

Il promotore del ddl contro l'omotransfobia attacca Italia viva e Forza Italia. "Questa è una pagina nera per la nostra democrazia"

Lorenzo Sassi

Alessandro Zan sul ddl affossato al Senato: "È una pagina nera per la nostra democrazia"

Per il Pd e Alessandro Zan è il momento dell'analisi della sconfitta: "I numeri parlano chiaro", spiega il deputato dem promotore del ddl bocciato in queste ore dal Senato. "Alla Camera c'è stata una maggioranza netta, qui invece non c'era la volontà di approvare questa legge. E non c'era possibilità di raggiungere l'accordo, altrimenti Lega e Fdi non avrebbero proposto la tagliola". Il voto segreto alla fine ha fatto la differenza sull'all-in lanciato dal Pd: "Chi ha votato contro", attacca Zan, "si assumerà la propria responsabilità di fronte allo specchio di casa, per aver affossato una legge di civiltà. Questa è una pagina nera per la nostra democrazia: il Senato ha deciso di essere lontano dal paese reale che a grande maggioranza chiede una legge contro i crimini d'odio. L'Italia è l'unico fra i paesi più avanzati a non avere ancora una legge di questo tipo".

 

Secondo il deputato, non è questione di forzature imposte da Letta e i suoi: "Siamo stati costretti a votare in aula questa pregiudiziale che dimostra che la destra sovranista sia più vicina a Orban e alla Polonia che alla civiltà", continua Zan. "Purtroppo al Senato una forza politica si è sfilata da questa maggioranza e ha flirtato con la destra sovranista", la frecciatina nemmeno troppo velata contro Italia viva. "In più Forza Italia ha dimostrato di non essere liberale. E solo per un gioco legato alla partita del Quirinale. Questa battuta d'arresto però non ci ferma: siamo stati stritolati da logiche politiciste, da 16 franchi tiratori. Perché sulla carta avevamo una maggioranza consistente".

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