Conte: "Comprendo l'angoscia di Grillo". Ma nel M5s resta l'imbarazzo

Valerio Valentini

Alla Camera il capogruppo grillino Crippa si sfoga coi suoi. E dal Pd salgono le voci critiche, da Provenzano fino a Marcucci e Fedeli, che chiedono all'ex avvocato del popolo una presa di posizione. "Così è difficile ipotizzare un'alleanza"

Alla fine pure Davide Crippa s’è stretto nelle spalle. “Ma cosa volete che faccia?”. Ce l’aveva coi suoi deputati, il capogruppo del M5s alla Camera, con quel nugolo di colleghi che, tutti stretti intorno a lui, cercava di strattonarlo da un lato e dall’altro. E del resto la questione era delicata. Perché, in apertura di seduta, dai banchi di Fratelli d’Italia s’è alzata Ylenia Lucaselli e ha preso la parola: “Vorrei portare all’attenzione di questa aula fatti che riteniamo gravissimi”. Si riferiva al video di Beppe Grillo, ovviamente. Quello in difesa del figlio Ciro. Quello finito al centro della bufera politica. “Mi aspetto che da tutti i gruppi ci sia una condanna forte e me lo aspetto soprattutto dalle donne M5s”. Nel gruppo dei grillini c’è un attimo di spaesamento. Ma è una di FdI, si dice: pura provocazione. Sennonché di lì a poco interviene anche Carla Cantone. E anche lei stigmatica, inflessibile. (Del resto già ieri, sulla chat delle deputate del Pd, si era deciso di seguire una linea del rigore: “Serve una presa di posizione fermissima”, aveva convenuto la capogruppo Debora Serracchiani. “Non c'è amarezza di padre che tenga. Soprattutto se sei influente, non alzi il velo del sospetto sui giudici e non getti l’ombra della colpa su una ragazza che ha denunciato lo stupro”, aveva twittato. E come lei anche Cecilia D’Elia, portavoce della Conferenza delle donne del Pd, aveva espresso la sua condanna. E insomma si capisce che il M5s non può restare in silenzio.

 

E però, che dire? Come svincolarsi dall’imbarazzo? Crippa prima s’iscrive a parlare per replicare. Solo che quando è il suo turno, lui non c’è. Assente. Uscito dall’Aula. Poi rientra, intorno a lui si riunisce un capannello. L’agitazione è visibile. C’è Maria Edera Spadoni, vicepresidente della Camera, emiliana tosta, una delle capofila nelle battaglie femministe a cinque. C’è il vice capogruppo Riccardo Ricciardi. C’è Angela Salafia e c’è Giuseppe Brescia, presidente della commissione Affari costituzionali. Nella confusione generale, c’è chi contatta i vertici della comunicazione di Montecitorio. “Cosa facciamo?”. Nessuna risposta. E allora si prova ad abbozzare un discorso, ad allestire una difesa d’ufficio del Movimento e del suo Garante. “Credo che sia una vicenda strettamente personale, complessa e dolorosa che coinvolge diverse famiglie che stanno vivendo, ormai da diversi mesi, una situazione estremamente drammatica. E dopo due anni i toni purtroppo possono essere anche esasperati”. Alla fine Crippa se la cava così, come può. “Ma cosa volete che faccia?”, si sfoga poi.  

Nel frattempo, però, il corpaccione parlamentare è in fibrillazione. “A noi Beppe c’impone di fare dei corsi di comunicazione prima di andare in tv, e poi lui se ne esce così e ci mette tutti nel pantano?”. Gli sfoghi vengono raccolti anche dall’AdnKronos, finiscono ad alimentare il malcontento generale. “E in tutto questo, Giuseppe Conte non dice niente? Possibile che oltre alla SuperLega non abbia nulla su cui commentare?”.

 

E in effetti è anche lui, l’ex premier, il convitato di pietra. Perché più le faccende si complicano, nel M5s, più lui si eclissa dietro il suo silenzio. Solo nel pomeriggio ha commentato il video, tirando un colpo al cerchio e uno alla botte. "Comprendo le preoccupazioni e l’angoscia di un padre" , ha detto Conte, "ma non possiamo trascurare che in questa vicenda ci sono anche altre persone, che vanno protette e i cui sentimenti vanno assolutamente rispettati, vale a dire la presunta vittima, la giovane ragazza direttamente coinvolta nella vicenda e i suoi familiari che stanno vivendo anche loro momenti di dolore e sofferenza". 

 

In tutto questo il Pd soffia sul fuoco come può. C’è Peppe Provenzano, vicesegretario dem, che prova a metterla in forma costruttiva: “Le parole di Grillo sono inaccettabili”, twitta il braccio destro di Andrea Orlando. “Tutta la solidarietà alla ragazza denigrata. Il M5S acceleri la sua transizione e con la guida di Conte abbracci sempre e comunque garanzie e principi dello Stato di diritto, in cui quel video è semplicemente inconcepibile e da condannare”. Andrea Marcucci va giù più duro: “Aspetto con impazienza le parole che dovrà dire il leader in pectore del M5S Giuseppe Conte in merito all'incredibile video del garante. Dopo le parole dell'ex comico, servono chiarimenti urgenti come minimo sulla giustizia e sulla responsabilità della politica. Il perdurare di questo silenzio renderebbe qualsiasi alleanza privilegiata molto più difficile”. Ma oltre all’ex capogruppo a Palazzo Madama, anche la senatrice Valeria Fedeli interviene con fermezza: “Se sul video di Grillo le dichiarazioni di alcuni esponenti del M5s indignano, il silenzio di Giuseppe Conte preoccupa molto. L’ex premier dica in modo trasparente da che parte sta: con chi denuncia uno stupro o con chi attacca le vittime?”. E la domanda, per ora, resta lì, a mezz’aria, sopra il disorientamento generale del grillismo in perenne rifondazione.

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  • Valerio Valentini
  • Nato a L'Aquila, nel 1991. Cresciuto a Collemare, lassù sull'Appennino. Maturità classica, laurea in Lettere moderne all'Università di Trento. Al Foglio dal 2017. Ho scritto un libro, "Gli 80 di Camporammaglia", edito da Laterza, con cui ho vinto il premio Campiello Opera Prima nel 2018. Mi piacciono i bei libri e il bel cinema. E il ciclismo, tutto, anche quello brutto.