L'intervista

"Riaprire cinema e teatri ora. Non solo ristori. Serve prospettiva". Parla Bonaccini

"Le aziende farmaceutiche si sono comportate in modo vergognoso"

Carmelo Caruso

"Le prossime riaperture devono essere definitive. Le regioni mettano in comune le dosi di vaccino acquistate. Letta ha fatto bene con le sue scelte. Intervista al presidente della conferenza Stato-Regioni

I viaggi all’estero consentiti? “Un’ingiustizia solo parzialmente sanata”. Le riaperture? “Le prossime devono essere definitive. Cinema e teatri bisogna però riaprirli adesso e in sicurezza”. Obbligo vaccinale per operatori sanitari? “Misura sacrosanta”. Lo Sputnik? “Non è autorizzato. Le regioni che comprano dosi le mettano a disposizioni del paese”. Il presidente dell’Emilia-Romagna e della Conferenza stato-regioni, Stefano Bonaccini, al Foglio.


Presidente, fuori dall’Italia ma dentro ai confini regionali. E’ solo un pasticcio di norme o è qualcosa di insopportabile? “E’ una contraddizione palese e un’ingiustizia vera e propria, che l’ordinanza del ministro Speranza su tamponi e quarantena ha, almeno parzialmente, sanato. Non si può dire agli italiani di restare in casa ma anche che si può partire per un viaggio all’estero. O ai nostri operatori del turismo di sopportare le chiusure delle proprie attività e poi spingere i cittadini verso i loro concorrenti”.

 

Si è rassegnato pure lei all’idea che bisogna attendere maggio per ricominciare? “La velocità della campagna vaccinale è l’unica leva che abbiamo per poter progettare una vera ripartenza. Come regioni abbiamo detto al governo che ci siamo. Il mio appello è farlo con serietà, perché le prossime riaperture dovranno essere quelle definitive”.

 

Parliamo di disparità vaccinali. Sul serio crede che le regioni non abbiano nessuna responsabilità e che sia colpa delle precedenti linee guida? “Intanto non esistono 20 campagne vaccinali, ma una sola. Ed è, giustamente, nazionale. Lo abbiamo ribadito al premier e al commissario Figliuolo: insieme stiamo lavorando bene e se i numeri delle forniture dei prossimi mesi saranno confermati, potremo vaccinare davvero tutta Italia entro la fine dell’estate”.

 

Veniamo alle frasi: “Le dosi arriveranno”, il “clima con Draghi è cambiato”. Stanno arrivando sul serio e cosa è mutato con la gestione di Figliuolo rispetto a quella di Arcuri? “Evitiamo le polemiche personali. Il problema più grosso è stato un altro, quello dei tagli unilaterali alle forniture decisi dalle aziende farmaceutiche; stiamo parlando della vita delle persone, il loro è stato un comportamento vergognoso”.

 

Presidente Bonaccini, acquisterebbe lo Sputnik? “L’Emilia-Romagna rispetta le norme e al momento quello russo non è un vaccino autorizzato in Europa. E se anche fosse consentito alle regioni l’acquisto di questo o altri vaccini, concordo con Figliuolo, per il quale le regioni dovrebbero poi metterli a disposizione di tutti gli italiani”. Si ricorda? E’ stato più volte “pizzicato” dal suo partito per aver invocato riaperture. Il Pd è il partito della chiusura a prescindere? Cosa replica? “Le nuove varianti hanno cambiato tutto in pochi giorni e il virus è ripartito in maniera ancor più cattiva e veloce. La priorità resta sempre la tutela della salute dei cittadini, ma dobbiamo restare vicini a quelle categorie che sono chiuse da mesi: i ristori sono fondamentali, vanno erogati velocemente e con risorse adeguate, ma da soli non bastano. A questi operatori economici dobbiamo dare una prospettiva”.

 

Cinema e teatri. Il ministro Franceschini si era impegnato. Si potrà continuare a pensare che devono essere gli ultimi a riaprire così come palestre e ristoranti? “Assolutamente no. Mauro Felicori, che è assessore alla Cultura nella mia giunta, mi scrive o chiama ogni giorno su ipotesi di riaperture in sicurezza. Ha ragione. Cultura e spettacolo sono fermi da un anno, devono poter ripartire. Se necessario facciamo anche scelte selettive, mettiamo paletti stringenti, ma nulla è troppo poco. E quando riapriranno andranno sostenuti in maniera ancora maggiore. Su palestre, ristoranti, ripeto, dobbiamo dare loro una prospettiva ravvicinata da cui non tornare più indietro”.

 

Sull’obbligo vaccinale per operatori sanitari. La sua opinione? “Misura sacrosanta. Chiunque lavori in ospedale, o in strutture sanitarie, e decida di non vaccinarsi non può stare a contatto con i pazienti esposti al contagio”.

 

Per finire, il Pd. Letta ha parlato di partito maschilista. Siete dei bruti maschilisti? “No, ma il tempo delle parole è esaurito e servono fatti. Ha fatto bene Letta a compiere scelte di discontinuità”. Ha abbandonato l’idea di candidarsi alla segreteria? “Parlare di congresso oggi significa essere fuori dalla realtà. Quando verrà il momento darò il mio contributo, come ho sempre fatto. Che sia da militante o da candidato a qualcosa oggi è totalmente irrilevante. Chi incontro mi chiede quando vaccineremo tutti, ripartiranno lavoro e imprese, riapriranno le scuole e usciremo da questo incubo”.

  • Carmelo Caruso
  • Carmelo Caruso, giornalista a Palermo, Milano, Roma. Ha iniziato a La Repubblica, ha scritto otto anni per Panorama occupandosi di politica, cronaca, cultura. Nel 2018 a Il Giornale. Oggi in redazione a Il Foglio.