Pasquale Pepe (foto Ansa)

Pepe, il leghista del sud in corsa per diventare sottosegretario all'Agricoltura

Michele De Feudis

Il senatore e sindaco di Tolve Pasquale Pepe è stato uno dei primi amministratori meridionali a aderire al progetto autonomista di Matteo Salvini: potrebbe essere nominato nella squadra di governo

Bari. Pepe sul Sud per rimarcare la centralità del progetto nazionale della Lega salviniana e non cedere terreno nella contesa con Giorgia Meloni. Il totonomi dei sottosegretari impazza nei Palazzi della politica romana e per il Carroccio la partita è doppia: provare a riequilibrare in chiave “destrorsa” le attività di alcuni ministeri (per non offrire spazi alle critiche di Fdi) e puntellare il progetto nazionale con indicazioni che guardino al Mezzogiorno.

 

In questa prospettiva è emerso il nome del senatore lucano Pasquale Pepe come sottosegretario all’Agricoltura. Il diretto interessato non commenta, allineato alla disciplina di partito, ma fonti del Carroccio del Sud confermano che i dirigenti meridionali “attendono un segnale di attenzione per i territori meridionali”, una sorta di risposta a chi ritiene che la trazione dell’esecutivo Draghi “sia nordista”, sulla spinta del blocco economico lombardo-veneto che ha nel ministro Giancarlo Giorgetti il proprio interlocutore privilegiato.

 

Salviniano meridionale della prima ora

 

Parlamentare eletto nel 2018 in Basilicata, Pepe, laureato in giurisprudenza nell’Università di Bari, avvocato classe 1975, è espressione della prima ondata di amministratori meridionali che hanno aderito al movimento “Noi con Salvini”, esperimento di esportazione nel Sud delle tematiche autonomiste: un anno prima delle politiche aderì al network salviniano “Sud in testa” come sindaco del comune di Tolve. La candidatura a Palazzo Madama fu il passaggio successivo, salutato dal sorprendente risultato emerso nelle urne: 20.591 voti, con il 7,19% e un seggio conquistato. Nel 2019 nuovo exploit del Carroccio alle regionali, vinte dal governatore forzista Vito Bardi: Lega primo partito della coalizione. Pepe, in questo frangente, spiegò così l’attenzione per il “modello Salvini” in una terra dove l’immigrazione non era certo una delle priorità: “Siamo per la politica della prossimità, siamo gomito a gomito con la gente come il nostro leader. Solo così si raggiungono numeri stratosferici: abbiamo triplicato il risultato di un anno fa, con una avanzata superiore a quella registrata dalla Lega in Abruzzo. Poi certo Salvini si incarna nell’immaginario italiano “il patriota”, l’amico a cui dare forza”.

 

La contesa a destra con la Meloni

 

In questa legislatura Pepe è componente della Commissione Difesa a Palazzo Madama, e da sottosegretario rappresenterebbe anche una risposta al derby in corso con la Meloni (nei giorni scorsi il capogruppo della Lega in consiglio regionale della Basilicata, Tommaso Coviello, ha aderito a Fdi): il senatore di Tolve è cresciuto nella generazione Atreju, è stato segretario regionale del movimento giovanile Azione Giovani, al tempo guidato da Giorgia Meloni.