L'anniversario

Solo un anno fa il M5s gridava ancora "No alla Kasta!". Ora è a pezzi

Di quegli slogan non rimane nulla. A parte il Movimento in piena crisi esistenziale spaccato sulla fiducia al nuovo esecutivo

Simone Canettieri

Il 15 febbraio del 2020 in piazza Santi Apostoli la manifestazione dei grillini in difesa di Bonafede e contro i vitalizi. Ora con Draghi è tutto cambiato. E i ministri si sono dimezzati

"Stop privilegi". "Basta con la casta". "Giù le mani da Bonafede". "Niente alleanze con il Pd nei territori". 

Erano i cartelli sventolati in piazza Santi Apostoli lo scorso 15 febbraio 2020 durante l'ultima vera manifestazione del M5S. Sembra passata una vita invece è trascorso solo un anno.  Era la prima uscita di Vito Crimi come capo politico dei grillini dopo le dimissioni di Luigi Di Maio. Paola Taverna ambiva a un posto da leader.  Il coronavirus era sottovalutato da tutti, nonostante il caso della prima coppia cinese ricoverata a Roma. 

Il Movimento governava con il Pd da qualche mese, ma poteva contare su una ricca pattuglia di ministri: Bonafede, Fraccaro, Azzolina, Catalfo, Costa non ci sono più. Sono stati spazzati via dal nuovo esecutivo guidato da Mario Draghi.

Quella di un anno fa fu una manifestazione molto simbolica, puntellata però da una polemica rivelatrice: all'evento contro la casta i ministri grillini si presentarono tutti a bordo delle auto blu, parcheggiate dietro al palco. 

In 365 giorni è cambiato il mondo pentastellato: Vito Crimi è ancora capo politico, ma il M5s è a pezzi, dilaniato in queste ore dall'appoggio o meno al nuovo esecutivo. Soprattutto alla luce dei soli quattro posti rimediati nel nuovo governo.  

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  • Simone Canettieri
  • Viterbese, 1982. Al Foglio da settembre 2020 come caposervizio. Otto anni al Messaggero, prima ancora Parma, Firenze e Viterbo, dove iniziò a 19 anni con un pezzo sul pattinaggio artistico. Ama i giornali, e soprattutto le notizie. Molto meno le bio. Premio Agnes 2020 per la carta stampata in Italia.