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Perché è un guaio serio per la democrazia se lo stato coincide con un solo partito

Il dramma di un partito che gioca con una formula pazza: “Lo stato siamo noi”. Il caso Tap, il Quirinale, i tecnici infangati. Il M5s ha trasformato il dissenso in un crimine e ha messo in circolo un veleno pericoloso. Come reagire

Claudio Cerasa

Email:

cerasa@ilfoglio.it

5 Novembre 2018 alle 07:45

Perché è un guaio serio per la democrazia se lo stato coincide con un solo partito

Beppe Grillo, Davide Casaleggio e Luigi Di Maio (foto LaPresse)

Pochi giorni fa, alcuni inferociti militanti no Tap hanno diffuso sui social e sulla rete diversi video molto critici con il Movimento 5 stelle per protestare contro la decisione del governo CDS (che curiosamente significa sia Credit Default Swap sia Conte Di Maio Salvini) di dare il via libera alla costruzione del gasdotto Tap. Gli attivisti, come avrete visto, hanno criticato Luigi Di Maio promettendo di non votare mai più per il Movimento 5 stelle, che il 4 marzo in...

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  • stearm

    06 Novembre 2018 - 01:01

    Lo Stato -il Sovrano- deve essere temuto, non amato. Che poi il Sovrano si sia posto dei limiti -nel nostro caso, quelli garantiti dalla Costituzione- non implica che il popolo debba cessare di temerlo.

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  • Giovanni Attinà

    05 Novembre 2018 - 18:06

    Quello che non riesco a capire nei vari commenti e non solo su"Il Foglio" sono le sole critiche a Giggino, mentre Matteuccio è il nuovo eroe italiano. Davvero , cadono le braccia!

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    05 Novembre 2018 - 15:03

    Caro direttore - A latere, ma mica tanto. Il camaleonte istituzionale che chiamiamo "democrazia" sembra non si senta bene. Appare in confusione. Non riesce più a controllare, a gestire i cambi di pelle. Strano: ma non erano proprio le "democratiche"mutazioni di pelle, il sale della democrazia? Ci siamo perso qualcosa?

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    05 Novembre 2018 - 13:01

    Sarebbe interessante capire cosa le masse italiche, maxime quelle che vivono sotto la linea centrale Toscana, Umbria, Marche, intendano per Stato. Già perché il concetto di Stato postula l’esistenza di un popolo e di un territorio unitario, con propri confini sovrani. Lo Stato ha proprie istituzioni, legislative, esecutive, giudiziarie e culturali omogenee e condivise, in cui il Popolo di quello Stato si riconosce. Riassumendo: il combinato disposto della nostra storia, della nostra indole, dei nostri costumi, della nostra istintiva rissosità, ha impedito che da noi potesse nascere, svilupparsi e consolidarsi il senso dello Stato. Nessuna forza politica che abbia raggiunto il potere s'è impegnata seriamente a far nascere un senso dello Stato che accomunasse dall'Alpe alla Sicilia. Il potere politico è sempre stato inteso come il potere di una parte e usato in prevalenza per gli interessi di quella parte e per averne consenso. Ergo, accostare i Grillozzi allo Stato è un ossimoro.

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