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“L’Italia riparte solo se ripartirà il lavoro”. Una proposta

Un modo di intraprendere il cammino virtuoso verso un regime fiscale che favorisca la ripresa può essere l’innalzamento del tetto del cosiddetto regime forfettario agevolato al 15 per cento, previsto per i professionisti e le altre tipologie di partite Iva

1 Giugno 2018 alle 10:49

“L’Italia riparte solo se ripartirà il lavoro”. Una proposta

Al direttore - Per avere un governo nel pieno delle sue funzioni servirà ancora del tempo, ma non è detto che si debba restare tutti a guardare. La discussione euro sì euro no, la diffusione di fantomatici piani per ristampare la lira (e perché no i fiorini, allora?) sono solo cortine fumogene per mascherare altre – e ben più gravi – difficoltà. Ecco perché ho depositato questa proposta di legge a mia firma alla Camera dei deputati: è un contributo alla maggioranza che sarà.

 

L’Italia riparte se riparte il lavoro, soprattutto quello dei giovani e in particolare di chi è imprenditore di se stesso. Un modo pragmatico e immediato di intraprendere il cammino virtuoso verso un regime fiscale che favorisca la ripresa può essere l’innalzamento del tetto del cosiddetto regime forfettario agevolato al 15 per cento (qualcuno lo chiama ancora “regime dei minimi”), previsto per i professionisti e le altre tipologie di partite Iva. Stiamo parlando di un esercito di seicentomila persone, non garantite da contratti o da tutele, free lance e creatori del proprio lavoro. Oggi questo limite è 30 mila euro annui: elevarlo fino a 50 mila euro, con una fascia di uscita graduale sino a 55 mila euro, sarebbe un’autentica iniezione di libertà dal peso eccessivo del fisco per centinaia di migliaia di professionisti, prevalentemente giovani.

 

L’attuale limite a 30 mila euro è un’agevolazione utile, ma finisce per intrappolare molti di loro sotto quella soglia: se guadagni anche solo un euro in più, perdi il beneficio e paghi Irpef e Iva ordinarie. Per questo, innalzare il limite a 50 mila per la tassazione al 15 per cento e prevedere poi un phasing-out al 24 per cento per i successivi 5 mila euro di fatturato favorirebbe la crescita dimensionale, scoraggerebbe il sommerso e semplificherebbe gli adempimenti burocratici-fiscali per una fascia più ampia di lavoratori autonomi. Come è giusto, prima di depositare la proposta abbiamo considerato quali potrebbero essere gli effetti economici e individuato costi e coperture. L’innalzamento della soglia per il “regime dei minimi” può essere interamente coperto attraverso tagli di sprechi e piccole spese improduttive, ma il beneficio economico e sociale sarebbe importante: darebbe a centinaia di migliaia di giovani un messaggio positivo e incoraggiante di un paese che riprende a scommettere sul futuro di chi il lavoro ha saputo crearselo da solo. Il programma elettorale del centrodestra poneva come obiettivo di legislatura l’introduzione di un regime fiscale più semplice e più leggero per il reddito da lavoro, la cosiddetta flat tax: cominciamo da qui.

 

Mara Carfagna è deputata di Forza Italia

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