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Governo Veltroni fisso

Alle prossime elezioni non vince nessuno, Mattarella affida l’esecutivo all’ex segretario del Pd, che trasforma l’Italia in un paese bello e completo. Milani ha già previsto tutto

8 Novembre 2017 alle 06:00

Governo Veltroni fisso

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella con Walter Veltroni (foto LaPresse)

Dispiace dirlo, ma pur essendo la legge Rosato la più bella, alla fine non si avrà una maggioranza. Mattarella chiama Malagò per dargli un incarico esplorativo. Ecco il colloquio dopo che Malagò ha sondato i partiti presenti in Parlamento.

 

Il Quirinale dà l'incarico esplorativo
a Malagò, Facebook minaccia
una campagna ostile per far uscire l'Italia dall'Unesco

Malagò: “Presidente ci sarebbe una soluzione”. Mattarella: “Forza Malagò, sono tutto orecchie. Non perdiamo altro tempo, mi ha già telefonato Zuckerberg che ha detto che se l’Italia non forma subito un governo ci butta fuori dall’Unesco tramite campagna ostile su Facebook”. Malagò: “Abbiamo una convergenza sul nome di Veltroni”. Mattarella: “Veltroni Walter?”. Malagò: “Sì, Berlusconi e gli azzurri ci stanno; Renzi anche, e Tosi e Montezemolo con i rispettivi gruppi votano la fiducia”. Mattarella: “Quanti voti avrebbe il governo Veltroni?”. Malagò: “500 alla Camera e 250 al Senato”. Mattarella: “Così tanti?”. Malagò: “Sì! 200 grillini eletti sia in un ramo del Parlamento sia nell’altro si staccano dal gruppo 5 stelle e aderiscono ad Ala di Denis Verdini, che diventa il primo partito dell’esecutivo”. Mattarella: “Ok, vada per Veltroni”. Malagò: “E io adesso cosa faccio?”. Mattarella: “Ti metto alla Corte costituzionale”. Malagò: “Ok, al Coni però chi ci va?”. Mattarella: “Rimani tu”. Malagò: “Ma non è conflitto d’interessi?”. Mattarella: “Ma basta con queste cretinate, è tutto conflitto d’interessi! Piuttosto telefona a Trump per me e digli che vado giù a Washington domani senza avvertire”.

 

Il governo Veltroni fa tutto quello che dice il Papa. Rutelli, geloso, chiama Travolta per contrastare
il Vaticano con Scientology

Veltroni riceve la telefonata dal capo della segreteria della presidenza della Repubblica: “Sindaco Veltroni?”. Veltroni: “Sìììì?”. “Sono Zampetti, capo gabinetto del Quirinale”. Veltroni: “Ma va’, sarà Cruciani dalla Zanzara”. Zampetti: “No, no! Volevo comunicarle…”. Veltroni: “Smettetela di prendere in giro le persone di una certa età con gli scherzi telefonici, adesso mi lamento con il direttore del Sole 24 Ore”. Zampetti: “Senta, per convincerla che è il Quirinale che la cerca le faccio vedere in videochiamata la Sala degli arazzi”. Veltroni: “Può tirarne giù uno?”. Zampetti: “Aspetti che chiamo due inservienti, sa gli arazzi sono lì dal 1530, non vorrei che a tirarne giù uno si spacca in due…”. Veltroni: “Ok, mi ha convinto dicendo tale data con precisione, adesso ci credo: mi scusi lo scetticismo, ma sa… con decine di cretini che scherzano le istituzioni, non si capisce più niente”. Zampetti: “Ha ragione! Le comunico ufficialmente che è convocato al Quirinale tra 20 minuti”. Veltroni: “A fare cosa?”. Zampetti: “Lo saprà dalla viva voce del presidente. Comunque è per dare a lei l’incarico di formare il governo”. Veltroni: “Ok, parto adesso”.

  

Le cose procedono benissimo, Veltroni accetta e dopo le consultazioni con le delegazioni dei partiti (la Lega non va) dichiara a Mattarella: “Ho la maggioranza”. Ecco la compagine di governo:

Primo ministro con delega alla riforma dei calendari di serie A e B della Figc, ing. Veltroni Walter.

Alla Farnesina, con delega di risolvere la crisi del Darfour, prof. Angelo Alfano.

Al Viminale, Marco Minniti.

Alla Giustizia, il senatore Vincenzo D’Anna (con delega alla riforma del Csm).

All’Istruzione Lara Comi (Forza Italia).

Al Lavoro, Giorgio Armani.

Alla Coesione sociale, Pizzarotti.

Alla Difesa, Lupi.

Al Lavori pubblici, Toninelli (già 5 stelle ma uscito e aderente al gruppo Ala).

Alla Sanità, Lorenzin.

Alla Ricerca scientifica, Alberto Angela (sottosegretario il Trio Medusa).

All’Ambiente don Luigi Ciotti.

Ai Beni culturali, Confalonieri.

Sottosegretario alla presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi.

Vice primo ministro, Delrio.

Ministro Pari opportunità, Gentiloni Paolo.

Ministro delle Startup, quello che fa il direttore della Conad nella pubblicità.

Calenda sottosegretario di Minniti.

  

Zampetti chiama Veltroni al telefono, che pensa sia uno scherzo di Cruciani. Come prova fa tirare giù
un arazzo del Quirinale in diretta

Il programma, firmato da tutti i sostenitori dell’esecutivo è di dieci punti.

1) I ministri hanno assoluto divieto di rilasciare interviste al Fatto (specialmente a Scanzi). Vale anche per i viceministri.

2) Viene reintrodotta l’immunità parlamentare, per cui la magistratura non può interferire anche in presenza di prove (che poi, che prove sono) sull’attività dei deputati.

3) Viene abolita la commissione Antimafia e la Rosy Bindi viene indagata per omissione di interrogatorio di un fratello Graviano, che agli atti non risulta. Ma lui dice di essere stato interrogato. Per non far torto a nessuno, il fatto viene archiviato.

4) Viene abolito il Mose di Venezia, che però essendo già finito, il sindaco Brugnaro lo mette in moto proprio il giorno del giuramento dei ministri. Per questo verrà rinviato a giudizio. Fatto subito archiviato perché non sussiste. Al giorno del giuramento si presenta il presidente della Campania De Luca, che a sorpresa viene nominato da Veltroni commissario straordinario (con più poteri del ministro dell’Interno) per porre fine ai moti scissionisti di Veneto e Lombardia. Mattarella e Zampetti rimangono un po’ perplessi e chiamano il colonnello dei corazzieri (che è mio zio) per chiarimenti. Mio zio dice che è tutto ok e si procede. La più elegante e bella alla cerimonia è come sempre Maria Elena Boschi (detta Sogno). Gli altri ministri sono vestiti tutti in modo conforme alla solennità della cerimonia, tranne Pizzarotti che viene al giuramento vestito da guardia svizzera. Subito Zampetti lo fa cambiare prima che la stampa lo veda. Lui si offende ma poi fa tutto quello che gli dice il senatore Razzi.

5) Milena Gabanelli va riportata in Rai, però non deve più rompere le scatole alle aziende italiane, ma fare le sue belle inchieste sulle aziende straniere che poi si lamentano con il ministro per il Commercio estero, che è Raoul Bova. Egli essendo molto bello può fare innamorare nelle missioni all’estero le principesse del Golfo arabo che poi investono in Italia.

6) Il sesto punto del governo Veltroni è il più importante: riconoscere la nuova Repubblica della Catalogna, con scambio di corpo diplomatico. L’Italia sarebbe la prima nazione al mondo a fare questo passo che, dispiace dirlo, farà rompere i rapporti diplomatici con Madrid, e sia il Real che l’Atletico si rifiutano a quel punto di giocare contro squadre italiane. A quel punto le squadre di basket catalane e tutte le altre squadre sportive chiedono di potere partecipare ai campionati italiani. Che è anche giusto, altrimenti il Barcellona nel campionato catalano con chi gioca? Veltroni dice sì, non c’è problema. A quel punto anche Slovenia e Croazia riconoscono la Catalogna e mandano e ricevono gli ambasciatori.

7) Veltroni nel suo discorso di insediamento stupisce tutti (ma nemmeno) dicendo: “Farò tutto quello che dice il Papa!”. Un deputato di Articolo 1: “Si spieghi meglio, presidente”. Veltroni: “Sia in politica estera che in tutte le varie attività del governo voglio sentire il parere del segretario di stato vaticano”. Un deputato grillino: “Ma questa è interferenza”. Veltroni: “No, lo sarebbe se sono loro a volere prima le leggi da me promulgate, ma è il contrario: sono io che vado a disturbarli per chiedergli un parere”. Grillino: “E’ un parere vincolante?”. Veltroni: “Certo! Se il Vaticano dice che una legge che noi volevamo approvare non è bella e completa, non si fa”.

8) Uscire dalla Nato e cercare di stare con Putin su tutto. Prima di tutto facendo levare le sanzioni a Mosca.

9) Portare la capitale d’Italia da Roma a Torino e restituire Roma al Vaticano. Il Parlamento comunque rimane ancora a Roma fino al 2070 (salvo nuove leggi, ma non penso).

10) I sindaci delle città con più di 100.000 abitanti diventano anche prefetti, per cui la figura del responsabile del governo in periferia viene abolita. Dispiace dirlo. In più Veltroni si gemella con la maratona di Tunisi.

11) Viene istituita una nuova forza armata, formata da volontari senza limiti di età (può arruolarsi anche una donna o un uomo di 65 anni): basta sana e robusta costituzione, e non essere proprio brutto brutto, che parliamoci chiaro in divisa sta male. Questa forza armata avrà come base l’isola della Maddalena, non prenderà ordini dal capo di stato maggiore ma da Luciano Spalletti, che deve abbandonare la panchina dell’Inter per questo. Dispiace perché stava lavorando bene. Veltroni poi decide di spostare la sede della presidenza del Consiglio da dove è adesso presso una località segreta (Ravenna). Berlusconi approva tutto e sprona Veltroni ad andare avanti così. Il gradimento del governo salirà fino al 95 per cento. Veltroni sarà stimato in Europa e nel mondo come mai nessun leader italiano prima. Anche la Corea del nord parteciperà alle Olimpiadi di Roma del 2036. La Repubblica di San Marino a sorpresa parteciperà ai Mondiali di calcio in Qatar e arriverà in finale con l’Argentina. In campo ci saranno circa venti giocatori di fatto italiani, tra oriundi argentini e romagnoli di fatto. La Coppa del mondo la vince l’Argentina 2-1, Veltroni sarà in tribuna. Alcuni comunisti lo contesteranno per niente. Rutelli, geloso del successo di Veltroni e dell’idea di consegnare l’Italia alla Cei (cosa che voleva fare lui) telefona a John Travolta. L’obiettivo è chiaro: far sì che Scientology diventi una potenza in Italia e contrasti il Vaticano. La cosa ha molto successo e l’Italia diventa il secondo posto dopo gli Usa dove ci sono più aderenti a tale chiesa (io stesso mi sono convinto).

 

Renzi fonde il Pd con Forza Italia, Salvini e Meloni lo imitano.
Veltroni diventa il nuovo segretario generale dell'Onu

Al Festival (Festa) del cinema di Roma Veltroni nomina direttore artistico Mario Monti, che rinuncia all’incarico. A quel punto viene scelto un parente stretto di un ministro, che si dimette. Motivo: il film di Virzì che proiettano in Usa ha fatto il record negativo al botteghino: incasso 30 dollari (costo del film con contributo pubblico: 15 milioni di euro). Veltroni da qui interviene nella lotta agli sprechi in maniera energica come nessuno aveva fatto prima. Il debito pubblico passa all’85 per cento del pil. Quando aveva preso in mano il governo era al 135 per cento. Tutta Europa applaude. Ci vuole coraggio a tagliare del 95 per cento lo stipendio ai dipendenti pubblici. Veltroni non solo non dà più autonomia a Veneto e Maroni, ma toglie autonomia a Sardegna, Aosta, Friuli e Trentino. La Sicilia rimane autonoma perché il governo va sotto nel voto di fiducia. Renzi da segretario del Pd a quel punto cede e si fonde con Forza Italia (che era il sogno di Berlusca). Al comando di questo nuovo partito Emma Marcegaglia. I sondaggi danno alla nuova formazione un 52 per cento di voti. Veltroni aderisce e la Merkel lo incita a proseguire. Anche Salvini a quel punto aderisce al movimento guidato dalla Marcegaglia. Anche la Meloni. La Raggi a quel punto aderisce anche lei. Grillo finalmente può dire che il suo piano si è avverato: un partitone unico, bello e completo sia come ragionamenti che tutto.

  

Veltroni viene candidato a segretario generale dell’Onu. Viene eletto con 198 voti su 201. Astenuti il Nepal e altri due stati che però anche loro lo stimano.

Per quanto riguarda le altre cariche istituzionali della nuova legislatura, avremo Emiliano presidente del Senato e Fiorella Mannoia presidente della Camera. Per quanto riguarda il presidente Grasso, avrà un incarico molto importante a Strasburgo: vice di Tajani, con delega a far entrare nell’Unione la Turchia (che è giusto, per me).

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