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La giravolta di Di Maio: niente confronto tv con Renzi

Il grillino gioca con una non notizia: “Non è lui il candidato premier del centrosinistra”. E annulla l'appuntamento di domani. Al suo posto, forse, Di Battista. Ma non ci sarà un faccia a faccia. Renzi: “Un leader non fugge”

6 Novembre 2017 alle 12:20

La giravolta di Di Maio: niente confronto tv con Renzi

Doveva essere l'evento tv della settimana. O almeno così era stato annunciato e presentato. Una sfida in grado, forse, di segnare in maniere determinante la campagna elettorale per le elezioni politiche. Luigi Di Maio contro Matteo Renzi. Il candidato premier del M5s contro il segretario del Pd. Perché nonostante tutto questo è, oggi, Matteo Renzi: candidato premier del Pd (perché così prevede lo statuto del partito), ma non certo del centrosinistra. 

 

Una “non notizia” come ha spiegato sul Foglio Claudio Cerasa, visto che al di là del risultato delle regionali in Sicilia, è il nuovo contesto politico, in cui le coalizioni nazionali non possono più esprimere un candidato unitario, a rendere questa ipotesi non percorribile.

 

Ma tanto è bastato a Di Maio per decidere di annullare il confronto tv previsto per domani sera su La7. “Il Pd è politicamente defunto - scrive il vicepresidente della Camera su Facebook -. A quello che leggo oggi sui giornali in interviste di esponenti Pd, non sappiamo neanche se Renzi sarà il candidato premier del centro sinistra. Anzi, secondo le ultime indiscrezioni riportate dai media, a breve ci sarà una direzione del Pd dove il suo ruolo sarà messo in discussione. Il nostro competitor non è più Renzi o il Pd. Combattiamo contro l'indifferenza che genera l'astensione”.

 

E ancora: “Avevo chiesto il confronto con Renzi qualche giorno fa, quando lui era il candidato premier di quella parte politica. Il terremoto del voto in Sicilia ha completamente cambiato questa prospettiva. Mi confronterò con la persona che sarà indicata come candidato premier da quel partito o quella coalizione”.

 

 

Prevedibile la reazione alle parole di Di Maio. Con gli esponenti del Pd che lo accusano di voler scappare dal confronto. “Spero che Floris mantenga il confronto - commenta il presidente del partito democratico, Matteo Orfini -. Al limite con una sedia vuota. Tanto non si noterà granché la differenza”. Mentre il portavoce della segreteria, Matteo Richetti, rincara: “Di Maio è talmente ridicolo che ogni commento rovinerebbe questa sua farsa”.

Mentre Matteo Renzi affida il suo commento a Twitter.

 

 

Duello Renzi-Di Battista? Secondo l'Adnkronos il M5s non ha alcuna intenzione di lasciare vuota la sedia del confronto con Matteo Renzi. Al posto di Di Maio, a diMartedì, dovrebbe esserci Alessandro Di Battista anche se non si tratterà di un faccia a faccia. Renzi e Di Battista, infatti, dovrebbero rispondere in due momenti distinti alle domande di Giovanni Floris.

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Commenti all'articolo

  • guido.valota

    06 Novembre 2017 - 19:07

    Forse è l'inizio della fine per l'M5SS. Se non stravincono non sanno reggere lo stress della normalità, della politica in condizioni normali, del lavoro insomma. Devono trovarsi la strada già spianata - da Grillo, dalla magistratura, dall'analfabetismo - altrimenti rimangono completamente passivi. Quando la squadraccia dei gerarchi Casaleggesi ha preteso il ristorante di palermo solo per loro, scacciando gli altri presenti, è stato chiaro che avrebbero perso o almeno non stravinto che per loro è anche peggio. Fuggire dal confronto con Renzi è il classico errore che rivela il quaqquaraqquà. Gli italiani hanno tanti difetti ma sanno fiutare chi vince e chi perde, i culi da leccare e quelli da prendere a calci. Quando questi incapaci commetteranno altri errori (frignare per i brogli è un altro errore che si berranno solo i loro pecoroni), gli italiani fiuteranno l'odore del sangue e li azzanneranno.

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  • sara.romoli74

    06 Novembre 2017 - 13:01

    Gigetto ha trovato una buona scusa per darsi.

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  • Giovanni Attinà

    06 Novembre 2017 - 12:12

    Su questo confronto a due cè è stata troppa enfasi dalla carta stampata. More solito si enfatizza la tv che non meriterebbe, per la politica, nemmeno di essere vista, con passerelle dei soliti personaggi e anche dei soliti giornalisti, con il politicamente corretto in auge.

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