Costituzione o autodeterminazione? Equilibrismi catalani dei grillini

Parla Laura Agea, eurodeputata M5s: "Siamo da sempre a favore dell’autodeterminazione dei popoli, ma i passaggi per arrivarci debbano sempre restare nell’alveo della Carta"

Costituzione o autodeterminazione? Equilibrismi catalani dei grillini

Laura Agea con Luigi Di Maio e altri esponenti di M5s davanti ai giornalisti stranieri (Foto LaPresse)

Roma. Cosa pensano i Cinque stelle sul caso catalano? A differenza di tanti altri temi, la posizione del Movimento non è particolarmente gridata, tant’è che sui media non rimbalza. Però c’è, e la spiega al Foglio l’eurodeputata Laura Agea, portavoce dei Cinque stelle al Parlamento europeo. “Il Movimento Cinque stelle è ovviamente da sempre a favore dell’autodeterminazione dei popoli. E’ un principio al quale ci siamo sempre ispirati. Crediamo però che i passaggi per arrivarci debbano sempre restare nell’alveo della Costituzione. Bisogna seguire sempre appieno quelle regole costituzionali che sono state poste a salvaguardia e a fondamento degli stati. Noi ci siamo battuti lo scorso dicembre per difendere la nostra Costituzione, e insistiamo dunque sul principio che tutti i passaggi da fare all’interno degli stati devono seguire i princìpi delle Costituzioni”. Per Laura Agea, il riferimento all’ultimo referendum costituzionale italiano è l’occasione per ribadire anche un altro concetto, cui dice di tenere molto. “Il referendum in Catalogna è una questione inerente allo stato spagnolo. Noi abbiamo subìto moltissimo le ingerenze da altri stati durante il nostro referendum, e dunque rigettiamo queste ingerenze”.

 

Come portavoce, Laura Agea è stata incaricata di parlare a nome di tutti i membri del Movimento. Dunque, altri dirigenti avrebbero detto le stesse cose, compreso il neo investito leader Di Maio. Cerchiamo dunque di far svolgere un po’ meglio il chiaro, ma fin troppo abbottonato concetto. Da quel che si capisce, i Cinque stelle sarebbero dunque d’accordo nel ritenere che ricade sul governo regionale catalano la responsabilità di aver provato a forzare i limiti della Carta costituzionale spagnola. Giusto? “Oggi la Costituzione spagnola non consente un referendum di questo tipo”, premette Laura Agea. “Laddove ci sia da parte dei cittadini il desiderio di autodeterminarsi si devono seguire le regole all’interno della Costituzione, per eventualmente fare i passaggi che possono essere espressione della volontà dei cittadini”.

 

Cerchiamo di esplicitare ancora di più. Dunque, secondo i Cinque stelle, il popolo catalano ha in linea di principio il diritto all’autodeterminazione. Piuttosto che provare a fare a tutti costi un referendum non consentito dalla Costituzione avrebbe dovuto fare questa battaglia per far includere nella Costituzione spagnola la possibilità di fare referendum sull’autodeterminazione. Giusto? “Seguendo le regole, seguendo i princìpi che stanno alla base della Costituzione”, concorda Laura Agea. “Eventualmente, facendo tutto quello che si sarebbe dovuto fare per arrivare alla possibilità di autodeterminarsi”. Però insiste di nuovo: “Fermo restando che è una questione nazionale spagnola e che quindi non è corretto ingerirsi. Noi abbiamo sofferto molto l’ingerenza degli altri stati rispetto al nostro referendum, che sono state pressanti. C’era la volontà di far passare quel referendum anche attraverso l’ingerenza europea. Lasciamo dunque che la Spagna riesca in qualche maniera a trovare una sintesi, ma seguendo i princìpi della Costituzione”.

 

Stiamo per chiedere se per i Cinque stelle la non ingerenza sia un dogma invalicabile, ma subito Laura Agea ci previene. “Ovviamente, se ci sono casi di violenza e di repressione che vanno condannati. Però bisogna seguire un processo che sia nella più assoluta trasparenza, per portare poi eventualmente a esprimere la volontà dei cittadini”.

 

La portavoce parla per tutti, ci è stato spiegato. Però qualche presa di posizione un po’ più impegnativa dalla galassia riconducibile ai Cinque stelle è arrivata. C’è per esempio Riccardo Fraccaro, deputato trentino considerato un fedelissimo di Di Maio: in una nota stampa ha parlato di “repressione inaccettabile delle spinte autonomiste”. C’è l’Antidiplomatico, sito di quell’Alessandro Bianchi che è consulente dell’Ufficio Legislativo dei Cinque stelle alla Camera: taccia Rajoy di ipocrisia per aver represso il referendum catalano dopo aver appoggiato l’“illegale referendum” indetto in Venezuela dall’“opposizione” (in realtà dall’Assemblea Nazionale). Laura Agea taglia corto: “ Per il Movimento Cinque stelle il referendum è un caposaldo. Uno strumento importantissimo che permette il coinvolgimento e la partecipazione dei cittadini e attraverso il quale la politica può ricevere un mandato forte. Quindi non confondiamo il fine con lo strumento. L’autodeterminazione è un principio; il referendum uno strumento che per il Movimento Cinque Stelle è un pilastro. Ma tutto questo va inserito in un percorso che segua delle regole che sono scritte e sancite dalla Costituzione. Se poi ci sono episodi di violenza che si condannino, e che si condannino fermamente. Ma seguiamo i princìpi che sono dettati dalle Costituzioni”. Dunque? “Ci auguriamo che la Spagna viva un percorso che porti poi eventualmente i cittadini a esprimere la loro volontà di autodeterminarsi”.

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    01 Ottobre 2017 - 14:02

    Al direttore - Andando un po' sotto la superficie emotiva/sentimentale/economica: il core dell'affaire, Spagna Una - Catalogna indipendente, sovverte il principio della intangibilità dei cardini fondanti di ogni Costituzione. Non c'è da stupirsi e indignarsi più che tanto: quando l'entropia di un sistema galoppa senza freni, ne derivano disordine e caos. E' quello che sta accadendo, sia pur con connotati e modalità e intensità diverse, dal Polo Sud al Polo Nord. Ma cos'è l'Entropia? In tre parole: Libertà senza responsabilità.

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