Virginia Raggi (foto LaPresse)

Raggi fa peggio di Marino, ma Grillo non commenta

Claudio Cerasa

Nel 2015 l'esponente Pd era ottantaduesimo nella classifica dei sindaci più amati e Grillo scriveva: “Roma è governata da uno zombie”. Oggi la grillina è ottantottesima

Al direttore - Il vento è calato?

Giuseppe De Filippi

   

Virginia Raggi: ottantottesimo posto nella classifica italiana dei sindaci più graditi. Persino peggio di Ignazio Marino, che nel 2015 arrivò ottantaduesimo. Sono andato a rivedere cosa diceva in quei giorni Beppe Grillo del sindaco di Roma. Diciassette giugno 2015. Uno spasso. “Roma è governata da uno zombie: Ignaro Marino è un morto che cammina… La città è nel caos istituzionale e amministrativo e non si può più tergiversare… I servizi non sono più garantiti, Roma è sommersa dalla spazzatura e i topi banchettano con i rifiuti da Castel Sant’Angelo a Prati, a due passi da San Pietro: ‘Basta farsi un giro tra i cassonetti del quartiere Prati, che è tutto un brulicare. Da via Lucrezio Caro, a via Belli, a via Cicerone, a via Pierluigi da Palestrina, a tutta la zona intorno a San Pietro, via Candia, viale Giulio Cesare. Appena inizia a fare buio, intorno alle 20 e al mattino presto, intere colonie di roditori iniziano a rovistare tra i secchioni’”. “Negli ultimi tempi la situazione è peggiorata, adesso siamo completamente invasi – spiega Paola de Vecchis, presidente del Comitato Trionfalmente 17 –. L’aumento dei topi è direttamente proporzionale alla mancata raccolta dei rifiuti”… Il degrado è palpabile, lo vedi, lo senti. Erbacce, cantieri semi-abbandonati, pavimentazioni distrutte.… Roma deve essere liberata tramite il voto popolare… Non si può aspettare… bisogna andare a elezioni il prima possibile, prima che Roma venga sommersa dai topi, dalla spazzatura e dai campi dei clandestini gestiti dalla mafia… L’Onestà sta tornando di moda. L’abbuffata a spese dei contribuenti sta per finire”. Il vento è cambiato.

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  • Claudio Cerasa Direttore
  • Nasce a Palermo nel 1982, vive a Roma da parecchio tempo, lavora al Foglio dal 2005 e da gennaio 2015 è direttore. Ha scritto qualche libro (“Le catene della sinistra”, con Rizzoli, “Io non posso tacere”, con Einaudi, “Tra l’asino e il cane. Conversazione sull’Italia”, con Rizzoli, “La Presa di Roma”, con Rizzoli, e "Ho visto l'uomo nero", con Castelvecchi), è su Twitter. E’ interista, ma soprattutto palermitano. Va pazzo per i Green Day, gli Strokes, i Killers, i tortini al cioccolato e le ostriche ghiacciate. Due figli.