Tutta la storia del bluff di Di Maio sull'operazione Canadair

Telefonate sbagliate, contatti millantati. L’Europa mandava aerei contro gli incendi. L'onorevole M5s voleva aiuto dalle ambasciate, pure sbagliate

Tutta la storia del bluff di Di Maio sull'operazione Canadair

Foto LaPresse

Roma. Il Corriere scrive che Luigi Di Maio è andato a Ventimiglia in missione da “premier”, tra virgolette. Il 12 luglio il vicepresidente dei Cinque stelle si era molto esposto a proposito dei roghi che devastavano quattro regioni italiane, come se fosse stato anche quello un test “da premier”, ed era stato sbugiardato dall’ambasciata francese. Come è andato davvero quel test ? Il Foglio ha fatto un giro di verifiche alle ambasciate per capire meglio, questo è quello che ha ottenuto. Il 12 luglio Luigi Di Maio ha chiamato l’ambasciata tedesca e l’ambasciata austriaca per ottenere aiuto per domare gli incendi e ha parlato con l'ambasciatore tedesco Susanne Wassum-Rainer. Ma sono state chiamate inutili, come l'ambasciatore tedesco ha gentilmente spiegato a Di Maio, perché tra l’altro la Germania e l’Austria non sono fra i quattro paesi europei che dispongono di aerei Canadair e anche perché in questi casi le richieste di cooperazione passano per il Meccanismo Europeo di Protezione Civile.

 

Il Meccanismo è un sistema che assicura contatti molto rapidi fra le protezioni civili dei vari paesi europei in caso di catastrofi naturali o di attacchi terroristici. Molto più rapidi, ovviamente, che provare a telefonare all’ambasciatore tedesco per tentare di farsi mandare aerei Canadair che la Germania non ha.

 

Di Maio aveva detto di avere passato una serata “attaccato al telefono” per chiamare “le ambasciate dei paesi confinanti” (in una versione) e “tutte le ambasciate dei paesi europei” (in un’altra versione che ha dato) visto che “il ministro degli Esteri non lo sta facendo” e che “alcuni ambasciatori si sono già mostrati disponibili”. Dei quattro paesi europei che hanno a disposizione gli aerei Canadair la Francia – come già si sa – non è stata contattata da Di Maio, la Croazia ha verificato e ha risposto di non essere mai stata contattata da Di Maio, la Spagna ha risposto “è la prima volta che sento questa storia, ma non posso dirlo con sicurezza perché ci sono i turni delle vacanze e forse l’ambasciatore non era a Roma”, la Grecia ha risposto “non ci risulta”.

 

Insomma, Di Maio ha fatto una scena madre ma ha suonato il campanello sbagliato per chiedere soccorsi. Inoltre ha accusato il ministro degli Esteri di non fare nulla, ma il ministro non c’entra con gli incendi, non deve agire perché infatti ci stava già pensando la Protezione civile attraverso un meccanismo istituito dall’Europa (la stessa Europa altrimenti detta negli ambienti sovranisti tanto cari al movimento Cinque stelle: “La dittatura di Bruxelles”… ). Ha citato l’arrivo degli aerei francesi, ma non aveva contattato nemmeno per errore l’ambasciata francese, più attrezzata di Austria e Germania se proprio uno vuole tentare la via diplomatica allo spegnimento dei roghi (forse per soffocarli con vassoi di tartine). Ha fatto insomma quello che farebbe un qualsiasi cliente di bar se avesse a disposizione i mezzi della vicepresidenza della Camera: “Chiama l’ambasciatore di Germania, facciamoci mandare gli aerei anti-incendio”.

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Commenti all'articolo

  • luigi.desa

    19 Luglio 2017 - 12:12

    Proprio non capisco. Di Maio più stronzeggia e più i giornali lo titolano gaffeur .L'espressione appropriata è cialtrone . Per restare nell'esterofilia può andare cialtronèr. Se un giornalista correttamente lo definisce cialtrone è possibile che si offenda e quereli? Ma cialtrone è una offesa da querela o la descrizione di un comportamento?

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  • tamaramerisi@gmail.com

    tamaramerisi

    19 Luglio 2017 - 11:11

    Ha rivelato la fonte del sadismo che ambisce a esercitare da dittatore pro tempore della Repubblica Giudiziaria Italiana: la sua impotenza, la sua incapacità, e la sua abissale miseria caratteriale, tipica di chi vive di balle fotoniche snocciolate irrefrenabilmente come fossero noccioline. Manca il baffetto, poi è bello che pronto. O la fitta barbetta nera, come dettano i tempi, non più d'Alemiani.

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  • giantrombetta

    19 Luglio 2017 - 09:09

    Siamo alle comiche, ed altro non ci si può aspettare da un candidato premier del partito di un comico. E considerato lo stato di un Parlamento di centinaia e centinaia di migranti politici primariamente volti a conservare un seggio ben remunerato, ovvero a votar fiducia al governo qualunque cosa proponga a soli fini di sopravvivenza, non stupisce che un "onorevole" che si vanta di simili iniziative sieda all'ufficio di presidenza di tal Parlamento. Salvo poi unirsi al coro di coloro che denunciano essere in declino il prestigio internazionale dell'Italia. Ci fosse pero' almeno qualcuno delle istituzioni a richiamare tal Di Maio ai suoi compiti e doveri che sono semplicemente solo quelli di presiedere i lavori del parlamento, non già ( per il momento almeno) di surrogare presso le ambasciate ministri in carica con telefonate da bar, poco importa se millantate o meno, a conferma che purtroppo da noi ormai ogni tragedia diventa farsa.

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  • guido_tamburini@fastwebnet.it

    guido_tamburini

    18 Luglio 2017 - 23:11

    Caro Foglio, la vogliamo smettere di dare importanza a un simile analfabeta? Lsciamolo fare al Corriere! Grazie.

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