cerca

Brunetta: "Pannella non ha fatto dormire la coscienza di nessuno"

Il deputato di Forza Italia ricorda in aula il leader radicale scomparso: dalla battaglia per Israele a quella per una giustizia giusta "Pannella ci ha costretti ad avere una coscienza".

25 Maggio 2016 alle 10:17

Presidente, c’è una vignetta di Altan che dice tutto su Pannella e su quel che ha portato alla nostra Italia. In questa vignetta, apparsa sulla prima pagina di "La Repubblica", si vede San Pietro che va a rapporto del Padreterno morbidamente assiso in poltrona e gli dice: è arrivato Pannella; e Dio risponde: addio tran-tran. Ha avuto questo dono, Pannella: non ci ha lasciato mai tranquilli, ci ha costretti ad avere una coscienza. Pannella è stato uno che non dorme e non ha fatto dormire; non ha fatto dormire la coscienza di nessuno.

 

Tra tutte le battaglie che ha fatto Pannella, una che non ricorda nessuno è stata quella per Israele, non solo per difenderlo per i tentativi di annientamento, ma inteso come forza positiva e propositiva di autentica democrazia e moralità: ha proposto che Israele entrasse a far parte dell'Unione europea, garanzia per una stabilizzazione democratica del Medio Oriente. Io stesso ho raccolto le firme al Parlamento europeo per questo obiettivo. Pannella ci obbliga a star svegli anche sulle sorti non solo della democrazia nel mondo e dell'Europa, ma proprio a casa nostra. Senza democrazia – e non una democrazia qualsiasi, ma senza la democrazia occidentale che viene dalla tradizione anglosassone – si è a rischio di dittatura. Per questo si è battuto per un presidenzialismo chiaro e democratico, dotato di contropoteri efficaci, con il diritto contemplato e ampio al referendum popolare come correttivo e valvola di sicurezza dinanzi alle deviazioni e agli inciuci della democrazia rappresentativa e delle sue derive autoritarie.

 

E ancora, la battaglia per la giustizia giusta, contro la custodia cautelare usata come forma di tortura. Credo che un modo per onorare Pannella sia quello di seguirlo in quello che negli ultimi anni è stato il suo chiodo fisso: la condizione delle carceri e la necessità di un'amnistia ed un indulto. Ultima cosa personale: non sono andato a visitare Pannella quando alla fine, anche chi non era amico personale, ha voluto forse onorarlo o forse cercare la photo opportunity; ho rispettato la distanza che c'era tra noi, anche se ricordo la strada fatta insieme. Ma so una cosa: avrebbe difeso a qualunque costo la libertà, ma non una libertà generica, la mia libertà ! Ho sempre pensato che, se qualcosa fosse accaduto per negare le libertà mie e dei miei cari, Marco Pannella si sarebbe mosso, non in generale, ma per me; così io credo abbiano pensato migliaia e migliaia di italiani che già lo rimpiangono.

 

Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi