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Cuperlo, il panno morbido della sinistra

La battuta non era per nulla male – “alla fine di quella partita ha sorpreso il fatto che l’allenatore del Giappone abbia detto che è favorevole al Senato elettivo” – offerta in garbata replica a Matteo Renzi che, un po’ gradasso comme d’habitute, aveva paragonato le riforme del governo alla vittoria giapponese nel rugby.

22 Settembre 2015 alle 18:47

Cuperlo, il panno morbido della sinistra

Gianni Cuperlo (foto LaPresse)

La battuta non era per nulla male – “alla fine di quella partita ha sorpreso il fatto che l’allenatore del Giappone abbia detto che è favorevole al Senato elettivo” – offerta in garbata replica a Matteo Renzi che, un po’ gradasso comme d’habitute, aveva paragonato le riforme del governo alla vittoria giapponese nel rugby. Ma è una battuta fin troppo raffinata, per poter efficacemente contrastare un segretario-premier che la butta muscolare, sulla superiorità di Rambo rispetto ai giornalisti da talk-show. C’è tutto Gianni Cuperlo, e anche qualcosa di una certa sinistra, in  quella battuta sull’allenatore del Giappone fatta in direzione del Pd. Prima di dare il sostanziale via libera alla riforma del Senato che tanto dispiace (o dispiacque) alla minoranza del partito. Cuperlo di quella minoranza fa parte ed è alfiere, ma non è l’utopico Civati, non è il più rude Fassina e nemmeno il pragmatico Bersani.

 

Lui incarna la sinistra che lavora di fino, quella cui spesso si possono riconoscere delle ragioni. A Cuperlo non piacciono tanti aspetti delle riforme, ma le riforme restano “un obiettivo comune”. Chiede una soluzione che unisca il Pd e allarghi il fronte parlamentare, ma se poi non accade, non fa nulla. Ora Cuperlo apprezza la soluzione Tatarella, suggerita da renzi, anche perché forse è uno dei pochi italiani ad aver colto subito, senza googolare, di che si trattasse: “Ci sarebbe una scelta diretta dei senatori da parte dei cittadini”. Insomma i senatori provenienti dai consigli regionali non giungeranno attraverso una “designazione”, ma attraverso la “ratifica” dei voti del listino. Sottigliezze estreme. Cuperlo aveva detto che “se il Pd dovesse diventare il partito della nazione di ispirazione centrista potrebbe non esser più la casa per tanti di noi”, ma adesso che il Pd è a un passo dal farlo, ancora sta lì. Non lo ha mai convinto la sinistra “che riparte dal centro”, ma non s’è spostato altrove. Gianni Cuperlo è uno che la politica la accarezza per il suo verso, con intelligenza. Ma è un po’ come una certa sinistra che capisce sempre tutto, ma che alla fine dove la metti sta. E’ come un panno morbido sopra un bel legno tirato cera. Toglie la polvere, non provoca scissioni.

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