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Sostiene Pannella

Come per l’ex Jugoslavia un’Europa vigliacca e gollista è la principale responsabile della tragedia in medio oriente.

15 Luglio 2006 alle 13:16

Pubblichiamo un intervento del leader radicale, Marco Pannella, sull’attuale crisi mediorientale.

 

Ancora una volta, come per la tragedia ex jugoslava, un’Europa, vigliacca e gollisticamente divisa in patrie nazionalistico-burocratiche, è la principale responsabile della prevista e inevitabile tragedia, che ora coinvolge direttamente palestinesi, libanesi e israeliani. Era evidente e inevitabile che un Israele, che copre lo 0,4 per cento del territorio mediorientale, testa di ponte della democrazia in quell’area, avrebbe potuto resistere, progredire e diffondere un regime civile solo quale stato membro dell’Europa, cioè di poco meno di mezzo miliardo di persone.

 

In ogni modo si è così sospinta la classe dirigente israeliana a perseguire un obiettivo impossibile, a pena della sua necessaria trasformazione in uno stato nazionale, illusoriamente costretto a difendersi con guerre (e paci), e non con l’offerta in primo luogo ai palestinesi, ai libanesi, e non solo, di democrazia, qualità della vita, progresso civile e sociale. E offrendo invece nel 2000, come ha testardamente e ciecamente fatto la cosiddetta comunità democratica e “occidentale”, la soluzione di uno “stato nazionale” ai palestinesi che è, oltre che un crimine, un errore dai costi inimmaginati. La politica “europea”, che già fu causa prima della tragedia jugoslava dopo la morte di Tito, pretendendo che continuasse a essere “neutrale”, non europea e democratica; che nei confronti di Israele ha puntato tutto sulla “pace”, piuttosto che sulla democrazia, la libertà e il progresso sociale, per tutta quella parte del medio oriente, che corrisponde anche alla quarantennale scelta filo-occidentale e sempre più democratica della Turchia, un paese letteralmente stremato, che ha compiuto negli ultimi dieci anni progressi senza confronti, e di cui si accentuano oggi le difficoltà invece di condividerne l’ultimo tratto di strada di compimento democratico.

 

Questa Europa non ha più nulla a che vedere con quella di Schuman, Adenauer e De Gasperi e, soprattutto di Altiero Spinelli, Ernesto Rossi, Eugenio Colorni. L’Italia, per suo conto, vede unito il regime oligarchico, che va praticando sempre più l’illegalità anche ai suoi più alti momenti istituzionali (con l’eccezione, a oggi, del solo suo nuovo presidente della Repubblica). L’anno prossimo l’Europa a Gerusalemme, Gerusalemme Europa.

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