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Scuola di Polizia

Alla trasmissione Propaganda Live ennesima dimostrazione di come qualcosa all’interno delle forze dell’ordine continui a non funzionare

15 Dicembre 2018 alle 16:04

Scuola di Polizia

Ammettiamo pure che il cartello “ama il prossimo tuo”, issato a girovagare fra la folla dei simpatizzanti leghisti riunitisi sabato scorso a Piazza del Popolo per ascoltare il vangelo del Capitano Salvini, avrebbe potuto rappresentare un pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica nel corso della manifestazione.

Ammettiamo pure, cioè, che il simpatizzante leghista si sarebbe di sicuro turbato nel vedere innalzato ad una manifestazione del proprio partito politico un cartello recante cotanta blasfemia.

Diamo pure per scontato che l’operazione provocatoria non avesse altro scopo che quello d’accendere la miccia della scomposta contestazione dei manifestanti leghisti per montare un caso mediatico a detrimento della onorabilità della Lega Nord.

Diamo pure per scontato che la Polizia di Stato, presente a presidiare la manifestazione dell’8 dicembre, abbia ritenuto necessario interrompere la provocazione proprio per evitare tafferugli e grave turbamento dell’ordine pubblico.

Sia concesso pure che tale azione cautelare della Polizia di Stato avesse tutti i crismi della legalità.

Ciò che non è comprensibile è la ragione per la quale alcuni (presunti) agenti, invece di fermare i provocatori e dire loro “buonasera, siamo della Polizia e purtroppo dobbiamo invitarvi a interrompere l’esibizione del cartello che avete issato, per ragioni di ordine pubblico. Vi preghiamo di seguirci”, hanno letteralmente aggredito uno dei due manifestanti, senza essersi previamente qualificati, senza avere esibito alcun distintivo delle forze dell’ordine ed esercitando violenza gratuita e non necessaria, abbigliati da novelli giustizieri della notte in giubbotti scuri, occhiai a specchio e muscoli in bella vista.

Ciò che non è comprensibile è la ragione per la quale gli agenti di Polizia in regolare divisa ufficiale hanno adottato un atteggiamento di protezione dei “provocatori”, quasi a volerli sottrarre da chissà quale pericolo.

Ciò che non è accettabile è che l’addestramento delle forze dell’ordine avvenga, ancora nell’anno di grazia 2018, alla bocciofila.

Rocco Todero

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