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A Santa Cecilia inizia la stagione del “bello della musica”

Mario Leone

All’Auditorium Parco della Musica un cartellone ricco di star internazionali, da Daniel Harding a Martha Argerich, tra Wagner, Mahler e Beethoven nel segno del sovrintendente Massimo Biscardi

“Il bello della musica” è il titolo che accompagna la nuova stagione dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia a Roma, presentata questa mattina all’Auditorium Parco della Musica. E’ una stagione in cui si avverte la mano del sovrintendente Massimo Biscardi e che si muove tra ritorni, debutti e proposte inedite.

E’ inutile tentare di dettagliare un intero anno musicale, nel quale si intrecciano stagione sinfonica, musica da camera e tournée. Ciò che colpisce, scorrendo il cartellone, è la presenza dei maggiori artisti internazionali: una conferma della caratura di un’istituzione che ha saputo ritagliarsi uno spazio tra le grandi realtà culturali mondiali. Oggi, dire Accademia Nazionale di Santa Cecilia significa incontrare una proposta musicale di alto profilo, capace di valorizzare eccellenze note e meno note e di offrire nuovi stimoli a un pubblico esigente o ancora da conquistare.

Colonna portante di questo lungo viaggio è Daniel Harding. Il direttore britannico ha raccolto il testimone di Sir Tony Pappano, portando una propria idea di musica e cercando di conquistare orchestra e pubblico con una visione approfondita, capace anche di sfidare l’ascoltatore. Un esempio lampante è stata la prima de La Valchiria, che ha aperto la stagione 2025–2026: la Sala Santa Cecilia si è trasformata in un teatro d’opera e l’orchestra ceciliana ha mostrato uno dei suoi volti migliori nell’interpretazione delle pagine wagneriane.

Saranno otto le produzioni dirette da Harding. La prima - che coincide con la serata inaugurale - è in programma il 21 ottobre. Il direttore proseguirà il suo imponente viaggio nel cuore del mito wagneriano dirigendo Siegfried, seconda giornata della tetralogia del Ring. Harding porterà avanti anche il ciclo dedicato alle sinfonie di Mahler: la Quinta e la Sesta sono previste per la primavera del 2027.

Nel cartellone non poteva mancare Beethoven, anche perché proprio nel 2027 ricorrono i duecento anni dalla morte del compositore di Bonn. Si parte con due pagine di raro ascolto, Il momento glorioso e Canto del sacrificio, dirette da Riccardo Minasi. Nel corso della stagione Sir Tony Pappano e Jan Lisiecki eseguiranno il Concerto per pianoforte n. 5, l’«Imperatore». Fabio Luisi dirigerà la Missa solemnis, mentre Harding sarà alla guida della Sinfonia n. 9. A impreziosire le celebrazioni sarà la presenza di Martha Argerich in due concerti: la «pasionaria» del pianoforte proporrà il Concerto n. 1 diretta da Charles Dutoit e il Secondo con l’Orchestre de Chambre de Lausanne diretta da Renaud Capuçon.

Tra i direttori ospiti figura Kirill Petrenko. Il direttore dei Berliner è accolto come una vera divinità dal pubblico romano che negli ultimi anni ha riempito i suoi concerti. Con l’orchestra ceciliana propone pagine di Hindemith, Richard Strauss e Schumann. 

Nella stagione da camera non mancano le star del pianoforte, ormai ospiti abituali dalle parti di viale de Coubertin. Accanto ai concerti, il programma prevede giornate di studio, attività per le scuole e tournée in diversi paesi europei. Il cartellone riserva spazio anche al Novecento e a tentativi di far dialogare pagine meno frequentate con partiture più note.

Il sipario scenderà a giugno 2027 con il Concerto per orchestra di Hisaishi, la suite sinfonica tratta dai film di Hayao Miyazaki (Studio Ghibli), diretta dallo stesso Hisaishi. Così, mentre siamo ancora nel pieno della stagione 2026, ci si proietta verso il prossimo futuro musicale con un’attesa lieta e desiderosa di scoperte. Di questi tempi non è roba da poco.

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