Eddie Brock  

Eddie Brock: “A Sanremo per merito di un algoritmo”. Dall'agenzia viaggi al Festival, la rivincita onesta del ragazzo dell'Aurelio

Raffaele Rossi

Dopo il successo virale “Non è mica te”, il cantautore romano è in gara con “Avvoltoi”, un brano sui “giudizi che volteggiano sopra i fallimenti”. Nella serata delle cover sarà insieme a Fabrizio Moro. “Eurovision? Non vado, voglio conoscere prima il mio pubblico nei club”

La gente dice che io sto a Sanremo per 'Non è mica te'. Ed è vero. Non serve nascondersi, non ho fatto un reato. Un po' di fortuna ogni tanto serve”. Con una sincerità spiazzante Eddie Brock racconta al Foglio il meccanismo di quello che definisce un “successo inconsapevole”, un algoritmo impazzito che ha trasformato un ragazzo romano, del quartiere Aurelio, in un caso discografico nazionale. “Ho iniziato a usare i social nel 2018, quando ho cominciato a fare musica seriamente. Mi piacciono, anche se sono riservato e non amo mostrare la vita privata. Però per il lavoro sono utilissimi, danno un modo gratuito per arrivare a più persone”, rivela il cantautore classe '97. Brock porta con sé la schiettezza di chi, fino a ieri, vendeva sogni in un'agenzia viaggi. “Non ho ancora una lira, ho solo cambiato lavoro. Ora non faccio più l'operatore turistico ma faccio il cantante”. E sul resto dei cantanti in gara rivela: “Conosco bene Leo Gassmann. Anche Fulminacci, abbiamo frequentato lo stesso liceo, il Dante Alighieri a Prati”. E proprio con lo spirito di chi vede tutto con la leggerezza e lo stupore della prima volta, è arrivato anche dentro quelli che qualcuno chiama "i corridoi del potere": “Quando siamo andati tutti al Quirinale, il presidente Mattarella ci ha fatto l'in bocca al lupo, è stato bellissimo”.

Ma la vera prova del nove è “Avvoltoi”, il brano in gara al Festival. Una canzone che parla di “sguardi famelici e di giudizi che volteggiano sopra i fallimenti”, nata probabilmente nel suo “momento buio” dello scorso aprile. “Ero appesantito dagli insuccessi, lavoravo tanto in agenzia e andare in studio la sera era diventato un sacrificio. Pensavo di non investire più soldi nella musica, poi è partita la viralità. L'ho visto come un segno del destino”. La famiglia, però, non l'ha mai lasciato solo. “I miei genitori mi hanno sempre supportato. Mio padre, dopo l'annuncio del mio nome in gara, stava singhiozzando. Verranno tutti all'Ariston”.

Dietro l'algoritmo, però, c'è il legame viscerale con un mostro sacro della canzone italiana. “Fabrizio Moro mi ha messo a mio agio, mi ha invitato a casa sua a cena. Abbiamo instaurato un ottimo rapporto umano prima ancora di cantare. Abbasso la testa e imparo da lui”. Con lui, Brock canterà “Portami via” nella serata delle cover e si aspetta “di piangere prima, durante e dopo l'esibizione. Volevo chiudere un cerchio iniziato nel 2017”. Corona così i suoi due sogni: “Il primo era andare in gara, il secondo cantare con Moro”. Per questo debutto si è preparato ossessivamente. “La mia insegnante di canto, Eleonora Bruni, mi ha aiutato tantissimo. Sto pian piano riconoscendo una sicurezza maggiore, anche se sono molto autocritico”.

Nonostante i 23 milioni di streaming su Spotify solo con “Non è mica te”, il cantautore frena sull'Eurovision. “Non andrei. È successo tutto da zero a cento e voglio prima rapportarmi con un pubblico che non ho ancora conosciuto bene. Se ti va bene l'esperienza in Europa, poi è difficile che tu continui a suonare nei club. Invece io volevo iniziare proprio dai posti più piccoli”. Il suo tour partirà il 26 marzo dalla Santeria Toscana 31 di Milano e proseguirà nella sua Roma il 29 marzo da Largo Venue, il 3 aprile al Duel Club di Napoli e il 4 aprile all'ECS Dogana di Catania. Poi continuerà in estate con un fitto calendario, puntando a un pubblico trasversale: “Spero di vedere sotto il palco un signore anziano che si abbraccia con un adolescente”.

Venerdì 6 marzo uscirà l'edizione deluxe del suo album, “Amarsi è la rivoluzione”, con tre canzoni in più: “Avvoltoi”, “Portami via” con Fabrizio Moro e “Il tuo universo”. Però, racconta, “ci sono brani come 'Matematica', che vorrei venissero riscoperti dal pubblico”. Nel frattempo, un ottimo modo per scaricare la tensione è il FantaSanremo. “La mia squadra si chiama Sono proprio Eddie, ovviamente il capitano sono io”. Altro amore di Brock è il calcio, per questo ha organizzato una partita di calcetto a Sanremo contro un team di influencer. “Ci hanno annunciato tra i Big mentre giocavamo a pallone, quindi mi sembrava il modo giusto di festeggiare”.

Il segreto, forse, è tutto in questo “pessimismo scaramantico” per difendere la meraviglia del suo nuovo mondo. In fondo, tra il rumore dei social e la “paura di cadere dalle scale dell'Ariston”, Eddie Brock resta il ragazzo dell'ultimo banco che non ha ancora smesso di guardarsi intorno con stupore. Perché io, rivela, “continuo ad aspettarmi il peggio, è l'unico modo che conosco per restare felice quando, all'improvviso, la vita decide di regalarti qualcosa di buono”.

Di più su questi argomenti: