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“Tutta vita (sempre)”

È Ollymania, dal trionfo sanremese all'assalto agli stadi. E sarà il super ospite della prima serata all'Ariston

Annarita Digiorgio

Super ospite dopo l’omaggio a Pippo Baudo, Olly annuncia una novità dalla crociera. Ha un tour sold out, finisce sul Nyt, fa il record di streaming e ha tre date nello stadio di Genova esaurite in pochi minuti

Sarà Olly il super ospite della prima serata di Sanremo, subito dopo l’omaggio a Pippo Baudo. In collegamento dalla crociera, annuncerà una grossa novità. Quando l’anno scorso il cantautore genovese vinse il festival contro ogni pronostico (solo noi del Foglio lo avevamo azzeccato!), le critiche si scagliarono contro di lui a suon di tapiri accusandolo di essere raccomandato dalla sua supermanager Marta Donà. Non pareva vero a nessuno che un artista così diverso dallo stereotipo fluido degli ultimi anni (Blanco, Diodato) potesse imporre sopra e sotto il ritorno del maschio etero, macio e maleducato. "Temevo di passare per il ragazzo della porta accanto, lo sono anche ma metto musica pure di notte quindi potrei essere un po' scomodo”. Che poi in realtà Olly è un ragazzo di buona famiglia, madre pm e padre avvocato, laurea in marketing, conservatorio, rugby, faceva anche il volontario al carcere di Opera, si allena, mangia poco e poi va in detox. L’unica cosa che gli resta sono le sigarette e l’amaro Montenegro. Che fuma e beve sul palco. In piedi su quella tavola imbandita e sporca con attorno tutti gli amici, July e il capitano Alberto, gli stessi protagonisti della polemica estiva su cui sono cascati tutti per la tavola lasciata sporca al ristorante.

 

E allora Olly lo fa sul palco, mentre mima amplessi, davanti a 35 mila spettatori, perché “io me la vivo così, e più mi dire di no più voglio fare così”. E’ un inno alla libertà, la vita spericolata in un’epoca in cui non va più di moda ma che è dominata dal politicamente corretto e dal moralismo yoke. Mentre Olly non si fa mancare neanche il flirt con Belen. Per questo è scoppiata l’Ollymania. Sin da prima di Sanremo, quando uomini di tutte le età su tiktok già cantavano a squarciagola in macchina le sue canzoni. Da lì capimmo che avrebbe vinto, perché il pubblico era con lui, mentre soloni e giurati ancora non avevano capito niente. E non lo hanno capito neanche dopo la vittoria, pensando fosse solo un raccomandato. “Sono un raccomando, quello sempre ubriaco, io me la vivo così” gli ha risposto in una canzone. Dal giorno dopo Olly li ha spiazzati. Stranamente non aveva un album in uscita per Sanremo, l’ultimo era già uscito a ottobre 2024. Ci ha messo un anno per aggiornarlo inserendo il brano vincitore del festival, e altre 6 hit strepitose che rispondevano alle polemiche del momento. E il tour nei palazzetti era già soldout. Il disco è stato il più ascoltato del 2026, tanto da finire sul New York Times insieme a Bud Bunny che ha citato “Balorda Nostalgia” come una delle canzoni italiane più significative del 2025. Il quotidiano statunitense ha evidenziato non solo il successo commerciale del brano — oltre 121 milioni di stream su Spotify — ma anche la forza narrativa della rock ballad, legata all’esperienza personale del cantautore ligure.

 

Per 55 settimane consecutive l’album “Tutta vita (sempre)” (copertina iconica con l’amplesso fra tre mucche) è rimasto in Top10, per 11 al primo posto con 6 platino vincendo la classifica annuale compilation FIMI di tutti i canali di vendita e ascolto (fisico, digitale, audio streaming premium e free, video streaming), facendo tornare il pop al podio di una classifica da anni dominata dal tram. Il tour con tutte le date sold out, nonostante il suo mal di schiena, è stato pazzesco tanto da aggiungere due serata da 80 mila persone all’ippodromo di Milano. Ed è li che ha annunciato il grande evento: “Tutti a casa", la sua. Il primo e unico stadio, Genova 18 giugno 2026- Sold out in pochi minuti, le date sono diventate tre. Lui che Gena la incarna fino all’osso, unendo al rock di Vasco il cantautorato genovese di Paoli e Faber. Tradizione che oggi rinasce con i suoi amici Alfa, Bresh e Tedua e Sayf. Ed è la prima volta dopo ventidue anni che riapre lo stadio di Genova. E infatti la prima a darne l’annuncio è stata il sindaco Salis: "Riportare dopo 22 anni la grande musica al Ferraris è un sogno che si realizza E per questo non posso che ringraziare Olly e tutto il suo staff per aver fortemente voluto questo evento, mostrando ancora una volta lo stretto legame che unisce Federico alla sua, alla nostra città”. Sanremo finisce, il tour riparte a marzo. Tutta vita.

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