Il teorema di Malika Ayane nel segno di Ornella Vanoni

Raffaele Rossi

Cinque anni dopo l'ultima partecipazione, la cantante milanese torna a Sanremo con “Animali notturni” tra teatro, leggerezza e rifiuto delle polemiche. In tour a novembre. “I palchi grandi, come l'Eurovision, devono servire a portare messaggi positivi e di dialogo”

“L'insegnamento più grande che mi ha lasciato Ornella Vanoni è stato quello di ridere tantissimo. Ma anche la libertà e la leggerezza di vivere la vita senza filtri”. Malika Ayane mette subito in chiaro al Foglio quali coordinate ha seguito per il suo ritorno a Sanremo con “Animali notturni”. Per lei, il riferimento alla Signora della musica italiana non è solo un omaggio stilistico, ma una bussola emotiva. “In questo brano che porto all'Ariston, cinque anni dopo Ti piaci così, viene fuori involontariamente l'Ornella di Ricetta di donna”. Scritta dalla stessa cantautrice con Edwyn Roberts e Stefano Marletta e composta insieme a Merk & Kremont e Luca Faraone, la canzone è un congegno di precisione sonora che la voce milanese indossa “come un bel vestito”, rifinito con la cura di chi non vuole consegnare al pubblico un semplice prodotto, ma un'opera autentica. Tra concerti all'alba e aerei “ignoranti da prendere”, “Animali notturni” è il racconto di una notte vissuta in maniera “inedita, come finire la maratona di New York e poi entrare nei club all'alba”. Un brano che racchiude la notte e che, a sua volta, “contiene infinite storie: chi ha dormito male, chi è uscito per lavorare all'alba, chi è appena tornato da una festa. Volevo raccontare ogni visione”.

 

Il ritorno all'Ariston, però, è figlio di una lunga gestazione. Malika Ayane ha trascorso gli ultimi mesi tra le mura dei teatri, interpretando i brani della colonna sonora dello spettacolo Brokeback Mountain, ispirato al film con Heath Ledger e Jake Gyllenhaal. Location a lei non sconosciuta, visto che tra il 2022 e il 2024 ha interpretato Grizabella nel musical Cats e ancora prima, tra il 2016 e il 2017, ha vestito i panni di Evita Perón nel musical di Massimo Romeo Piparo. Il teatro, rivela, “non è stato un'alternativa, ma un'integrazione. Mi ha permesso, in anni in cui non avevo chiaro dove andare musicalmente, di incubare i miei desideri”. Oggi, dopo aver trovato la sua nuova casa nell'etichetta Carosello Records, l'artista rivendica la sua identità fuori dalle logiche delle major, cercando uno spazio che rispetti i suoi tempi e la sua modalità di costruire. “Aspettavamo il momento di essere pronti perché Sanremo ti mastica e ti sputa. È come il bowling: hai due tiri per turno, meglio non sprecarli. E io a bowling gioco malissimo”. Non mancano riflessioni più ampie, figlie di una sensibilità che va oltre l'estensione vocale. Sull'onda delle polemiche sollevate da Morgan contro Laura Pausini - rea, secondo la voce dei Bluvertigo, di un'esecuzione “più adatta a un contesto Disney” dell'Inno Nazionale a San Siro per l'apertura delle Olimpiadi di Milano Cortina - Malika resta pragmatica: “Non esiste un modo giusto per cantarlo, l'importante è ricordarsi le parole. Anche tra gli americani c'è stato chi non ha gradito la versione di Jimi Hendrix o quella di Christina Aguilera”. Se l'approccio di Morgan, che tornerà all'Ariston al fianco di Chiello durante la serata delle cover, è spesso di scontro, quello di Malika invece è di apertura totale, anche su questioni più spinose come l'Eurovision. Citando Julio Velasco, il ct della nazionale di pallavolo italiana, la cantante ribadisce: “I palchi grandi devono servire a portare messaggi positivi e di dialogo. La cosa più dannosa è sporcare le piattaforme con i pro e i contro di argomenti più grossi di noi”.

  

La Malika di oggi è dunque pronta ad affrontare la settimana sanremese con uno spirito “da film di Frank Capra”. Vede del bello ovunque, nel clima tra le colleghe e nella collaborazione con Claudio Santamaria, che la accompagnerà nella serata del venerdì con “Mi sei scoppiato dentro il cuore” di Mina. Poi, a novembre, partirà il tour nei teatri, anticipato dal nuovo album di inediti, il primo da “Malifesto” del 2021. Un progetto che promette intensità, con l'obiettivo costante di sorprendere se stessa e godersi il momento, proprio come la sua gatta Marmitta insegna: “Elegantissima nel suo silenzio o capace di dare fastidio senza motivo, ma sempre assolutamente libera”.

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