in controtendenza
Leo Gassmann, il suo Sanremo al Naturale e i boicottaggi all'Eurovision
Alla vigilia del suo terzo Sanremo, il cantautore difende l’idea di un’arte libera dalla politica. "Impedire a Israele di partecipare? Mi rattrista vedere alzare muri". Ad aprile il nuovo album e da maggio in tour. "Utilizzo gli algoritmi delle piattaforme per scoprire tanta nuova musica”
“La musica dovrebbe essere libera da qualsiasi questione politica. È davvero giusto impedire a un paese di partecipare a un evento musicale? Mi rattrista vedere come si alzino ancora dei muri, escludendo qualcuno dal poter fare musica”. Con queste parole Leo Gassman commenta una sua eventuale partecipazione all'Eurovision. Ma prima, però, c'è davanti a lui il terzo Festival di Sanremo. Dopo la vittoria tra le Nuove Proposte nel 2020 con “Vai bene così” e l'esordio tra i Big tre anni più tardi con “Terzo cuore”, il cantautore e attore romano salirà nuovamente sul palco dell'Ariston con “Naturale”, un “grido d'amore”. Perché, spiega, “cantare d'amore oggi è necessario, sembra semplice, ma è proprio dalle cose più semplici che nascono le rivoluzioni”. Gassmann arriva al Festival con una rinnovata consapevolezza di sé e della sua carriera. “Sono in forma, ho smesso di bere, voglio salire su quel palco e dare tutto. Essere tra i partecipanti è una responsabilità, rappresento tutte quelle voci che non hanno avuto la possibilità di andare”.
“Naturale” è una canzone “complessa da interpretare”, dice, “ma mi emoziona molto quando la canto. C'è questo tema dell'arrivederci che mi coinvolge, ha un velo di enigmicità”. Il brano sarà contenuto nel suo terzo album ispirato ad atmosfere country e folk, “Vita vera Paradiso”, in uscita il 10 aprile. E da maggio tornerà in tour nei club. “Sono canzoni che nascono dagli ascolti che faccio e dai luoghi che ho frequentato: in furgone, sotto la pioggia, all'ombra degli alberi”, rivela. “Utilizzo gli algoritmi delle piattaforme per scoprire tanta musica. Il mio artista preferito è Medium Build, dall'Alaska. Sono andato a vederlo in concerto in un'università a Manchester, ero in prima fila, completamente rapito dalla sua musica. C'è tutta una nicchia di cantautori che amo”. Gassmann poi racconta di essere “contro il featuring forzato per portare acqua ai propri mulini”. Per lui, infatti, “la collaborazione deve nascere naturalmente. Il segreto è fare cose che ti vibrano dentro, quando scrivo un testo voglio emozionarmi, una canzone è come una fotografia”. Per questo, nel disco sono presenti tre artisti giovani molto vicini al suo pensiero: Clemente Guidi, Fadi e Fasma. “Sono contento, è come se avessi fatto un featuring con Lady Gaga”, ammette.
Durante la serata delle cover, Gassmann porterà “Era già tutto previsto” di Riccardo Cocciante, “è uno dei miei cavalli di battaglia al karaoke”. Insieme a lui ci sarà Aiello. “È una canzone scelta di pancia, valorizza le nostre voci, sicuramente piangerò sul palco. Grazie anche a Sorrentino che l'ha riportata nelle case degli italiani con Parthenope”. Proprio il cinema rappresenta la doppia anima di Gassmann che, dopo aver interpretato Franco Califano nel 2024, ha da poco partecipato insieme a Levante alla fiction Rai “L'invisibile”, sulla cattura del boss latitante Matteo Messina Denaro. “Vengo da una famiglia di attori, mio padre Alessandro mi ha insegnato a mantenere sempre l'umiltà. Crescere con lui mi ha fatto capire che il successo non è mai garantito, ma che ogni passo è frutto di sacrificio”. Essere figli d'arte può essere un ostacolo, ma, come dice il ventisettenne, “la vita è fatta così. Al tavolo da gioco non contano le carte che hai nel mazzo, ma l'esperienza del giocatore”.
Da sempre, il suo amore per la musica lo ha accompagnato: “Fin da piccolo cantavo in macchina, i miei preferivano andare all'estero per le vacanze e facevamo viaggi lunghi. Papà ascoltava artisti internazionali come Jamiroquai e John Legend, mentre mamma mi ha trasmesso la passione per Jovanotti e la musica italiana, due mondi che mi hanno formato musicalmente”. Dopo aver ricevuto in regalo una chitarra, “ho frequentato il conservatorio, ho studiato canto e portato avanti tutto nell'ombra mentre studiavo all'università. Ho fatto un provino per Berkeley, avevo preso una borsa di studio”. Nel frattempo, rivela, “avevo già partecipato a X Factor e Sanremo Giovani. Mi sono fermato sei mesi a riflettere su cosa fare. Poi sono stato travolto: la chiamata a Sanremo tra i big e la fiction su Califano. Così ho deciso di rimanere in Italia”.