Serena Brancale (foto Thom Réver)
Lettere dal buio/1
“Una lettera per mia madre”, Serena Brancale porta l'amore assoluto a Sanremo
Dopo la gioia di "Anema e Core", la cantautrice barese torna all'Ariston e racconta il suo dolore profondo con "Qui con me". Nella serata delle cover, si esibirà con Gregory Porter e Delia, portando "Besame Mucho". E sulla possibile partecipazione all'Eurovision, dice: “Si può dare un messaggio anche salendo su quel palco, non solo facendosi da parte”
Guardando le mie mani, il mio sorriso, mi rendo conto che sono diventata esattamente come mia madre. La mia voce oggi assomiglia così tanto alla sua, è come se fosse ancora con me. Sul palco dell’Ariston porto una lettera che dedico a lei, sei anni dopo la sua morte”. Con queste parole, Serena Brancale racconta al Foglio il suo ritorno al Festival di Sanremo con “Qui con me”, un brano che segna un’evoluzione nella sua carriera. Dopo aver fatto ballare il pubblico nel 2025 con “Anema e Core”, segnando il suo ritorno alla kermesse dieci anni dopo l’esordio con “Galleggiare tra le Nuove Proposte”, quest’anno l’artista pugliese affronta una tematica molto più intima e personale: la perdita di un genitore. “Ci ho messo sei anni per parlarne”, ammette Serena, che con “Qui con me” esprime un dolore profondo, finora rimasto privato. Il brano è una lettera d’amore e di cordoglio, una riflessione sulla sua crescita e su un legame indissolubile che non se ne andrà mai. “Non voglio indossare maschere, solo raccontare la verità. La mia voce sarà l’unica protagonista sul palco”, dichiara la cantautrice, decisa a mostrarsi senza filtri davanti al pubblico di tutta Italia. “La performance sarà essenziale, senza coreografie, perché voglio che il cuore del brano arrivi diretto senza distrazioni”. Brancale spiega di essere sempre stata “la figlia prediletta perché ballavo e cantavo, mamma mi accompagnava ai provini di cinema e ai primi concerti jazz”.
La cantautrice è pronta a stupire anche nella serata delle cover. Dopo “If I Ain’t Got You” di Alicia Keys cantata in coppia con Alessandra Amoroso lo scorso anno, porterà una versione personale di “Besame mucho” della compositrice e pianista messicana Consuelo Velazquez. Con lei sul palco anche Gregory Porter, bluesman statunitense vincitore di due Grammy, e Delia Buglisi, voce siciliana di X Factor 2025. Per Brancale, l’esibizione del venerdì sera rappresenta un’occasione per “portare un po’ di serenata”, ma sempre mantenendo il fil rouge della sua verità musicale. A dirigere l’orchestra sarà ancora una volta la sorella Nicole, “è il mio portafortuna. Durante la prima prova aveva gli occhi lucidi, è stato bello vedere applaudire gli strumentisti per avermi sentito in un’altra veste”. Ma, rivela, la speranza è quella di “convincere mio padre a venire all’Ariston”.
Dopo Sanremo, la voce di “Baccalà” e “La Zia” è già proiettata al futuro, con uno sguardo rivolto al nuovo album in preparazione. “Uscirà sicuramente, ho tante cose da raccogliere in questi anni”, rivela. “Ci sarà una grande varietà di suoni, dal funky brasiliano alle ballad. Avevo già in mente un titolo forte come ‘Il diavolo e l’acquasanta’. Perché non siamo tutti una cosa sola, viviamo di contrasti”. E a chi la critica risponde semplicemente: “Non mi faccio troppe domande, sennò non dovrei fare questo mestiere. Ci sarà sempre qualcuno a cui non va bene qualcosa di me”. A distanza di quattro anni dal precedente disco ‘Je so accussì’, tutto sembra quindi essere pronto per un nuovo capitolo dell’artista, che ha sempre cercato di rinnovarsi e di dare colore alla sua musica. Negli scorsi mesi, Brancale ha girato il mondo, suonando nei celebri Blue Note di Tokyo, Shangai, Seul e New York. “All’estero ho imparato a non vergognarmi mai di come parlo e canto in inglese, anche se la mia lingua non è perfetta. Loro adorano il nostro soul e mi rendo conto che, per quanto ci possa sembrare strano, è un grande privilegio portare la nostra musica nel mondo”, spiega. L’esperienza all’estero è per lei una continua fonte di crescita, ma anche di consapevolezza del valore universale della musica italiana. E su una possibile partecipazione all’Eurovision, ha le idee chiare: “Si può dare un messaggio anche andandoci, non soltanto facendosi da parte”. Ogni opportunità, ogni performance, spinge Serena Brancale verso nuovi orizzonti, perché, come dice lei stessa, “la musica ti porta sempre più lontano”. Così, l’artista barese si prepara a parlare, finalmente, con la sua voce autentica, senza maschere e senza paura.
manifesto anti-ego
Kid Yugi, il paradosso del rapper che voleva essere nessuno
Le strade d'America