musica

Il neapolitan power cambia le sue frequenze con nuovi interpreti

Raffaele Rossi

Sano ed Etta guidano la nuova creatività campana. Il disco "Opopomoz" del cantante dei Thru Collected è la sua “formula per entrare nel mondo del pop” mentre "Parapappa" della voce di X Factor sbeffeggia la musica “da scaffale”

Il neapolitan power non è soltanto un capitolo musicale degli anni Settanta e Ottanta. È un codice genetico in continua mutazione e una tradizione che non si eredita, ma ti sceglie. Oggi, nella nuova generazione musicale, ci sono due artisti molto diversi che ne incarnano l'anima. Da una parte c'è Sano, noto per l'esperienza all'interno del collettivo Thru Collected, con il suo primo album solista Opopomoz. Dall'altra, Etta (X Factor, Area Sanremo) con il suo ultimo singolo Parapappa e il progetto Game cover. Entrambi raccontano Napoli più come atmosfera che come geografia, come spinta creativa più che come bandiera.

“La mia Napoli è quella che respiro ogni giorno - racconta Sano al Foglio - non è nostalgia forzata, è contesto. Vivo qui, le mie canzoni nascono tra i quartieri, con la nebbia, con il rumore. Non scrivo di Napoli per strategia, come fanno in tanti, è semplicemente il luogo in cui le cose accadono, con le persone che frequento e gli spazi che vivo”. Per Etta, Napoli “è un luogo che ti guarda negli occhi. Nessuna mezza misura, è una città che vibra e che ti obbliga a vibrare con lei. Mi dà ispirazione, ma mi ricorda anche ogni giorno quanto serve coraggio per portare qualcosa di autentico nel mondo. L'arte di arrangiarsi e l'inventiva di questa città è ineguagliabile”. Il neapolitan power, aggiunge, “è qualcosa che mi influenza profondamente, è una corrente che non ha mai chiesto il permesso a nessuno”.

Riccardo Capone, in arte Sano, è figlio del sottobosco musicale partenopeo. Suo padre, Maurizio Capone, è stato protagonista della scena degli anni Ottanta con i 666, band di punta della vesuwave. Negli anni Novanta, dopo diversi album da solista, fonda i Capone & BungtBangt, la prima band italiana a suonare con strumenti ricavati da materiali riciclati. Ha partecipato al disco dei 99 Posse Curre curre guagliò oltre ad aver suonato con James Senese, Daniele Silvestri, Edoardo Bennato, Negramaro. Sano ha interiorizzato quell'attitudine artigianale e l'ha trasformata in un personale mix di cantautorato, rap e urban napoletano. “Essere cresciuto nei backstage mi ha dato lucidità e senso della misura”, dice. Il suo primo album, Opopomoz, scritto e prodotto con Rainer Monaco e Drast (Psicologi), prende il nome dalla parola magica dell'omonimo cartone di Enzo D'Alò. “Nel film serviva al protagonista per entrare nel presepe – racconta il cantante – e a me serve per entrare nel pop. Amo le cose per bambini, mia madre fa la maestra. Opopomoz è la formula per rendere vivibile la realtà senza edulcorarla”.

Etta, al secolo Maria Antonietta Di Marco, originaria di Sessa Aurunca, canta da quando aveva quattro anni. Ha attraversato jazz, r'n'b, rock ed elettronica, prima di approdare nel 2021 a X Factor con l'inedito Bam bam, vincere Area Sanremo con Woman e nel 2024 pubblicare il tormentone dedicato ad Amadeus. A luglio 2025 esce Game Cover, un disco in cui, dice, “ho potuto smontare e rimontare pezzi che amo senza nessun tipo di pressione” in chiave rock e nu metal con ospiti come 99 Posse, Caparezza e Edoardo Bennato. Proprio con quest'ultimo, la cantante ha in comune “l'irriverenza. Lui ha sempre usato la musica come un racconto lucido e scomodo. Entrambi abbiamo un rapporto diretto, quasi istintivo. Nessun abbellimento, nessuna posa. Se deve essere rock, deve mordere”. Guardando avanti, pensa a un secondo capitolo di cover in cui vorrebbe come ospiti “Salmo o qualcuno che spacca le aspettative come Tiziano Ferro e Giorgia”. Intanto la rocker pubblica il nuovo singolo Parapappa feat. Klaus Noir, nato per sbeffeggiare e “ironizzare sulle regole del mercato”. E prende di mira il linguaggio della “musica trattata come un prodotto da scaffale. Non volevo essere una voce in un catalogo, ma un rumore di fondo impossibile da ignorare”.

Le due voci rivendicano senza esitazione la loro personalità artistica. “Ho tolto le maschere, ho smesso di voler diventare qualcosa. Da lì sono diventato me stesso”, racconta Sano. “I Thru Collected si sono sfaldati senza troppo rumore – continua - ognuno ha preso la sua strada. Io ho iniziato a scrivere da solo quasi senza accorgermene”. Le canzoni di Sano “nascono da esperienze personali, le ho solo rese comprensibili al meglio per tutti quanti”. Per Etta, il cambiamento è arrivato quando ha iniziato a portare nella sua musica “anche le mie fratture, la mia ironia e soprattutto quella rabbia creativa che per anni avevo nascosto”. La cantautrice si muove “nella terra di mezzo. La mia musica è rock, nu metal, elettronica, ma anche cantautorale e pop. L'ibridazione non è una posa, è il modo naturale in cui respiriamo”.

Oggi la scena campana resta uno dei laboratori più fertili. Sano ed Etta scelgono libertà, verità emotiva e irriverenza. Uno con una parola magica rubata a un cartone animato, l'altra sfidando l'algoritmo con chitarre distorte e ironia tagliente. Il neapolitan power non è un revival, ma un movimento vivo, finché artisti come loro continuano a reinventarlo invece di ripeterlo.