Eric Clapton fa il no vax. Ma va?

Enrico Cicchetti

L'augurio è che Slowhand faccia lo stesso percorso che lo ha portato a chiedere scusa per le sue posizioni xenofobe. Magari un po' più in fretta

Tutti meritano la possibilità di cambiare idea. E qui certo non appoggiamo né la cancel culture né l'idea che uno debba essere ricordato per quello che ha detto e fatto nei suoi momenti peggiori. Speriamo piuttosto che non debbano passare altri quarant'anni prima che ci ripensi e si vergogni, almeno un po', per il suo appoggio al peggior complottismo.

    

Tra gli episodi che macchiano la biografia di Eric Clapton, uno dei chitarristi più bravi e famosi dell'ultimo mezzo secolo, ci sono le dichiarazioni xenofobe sul palco dell’Odeon di Birmingham, il 5 agosto del 1976. "Ci sono stranieri tra il pubblico? Dovreste andarvene, non solo da questa sala ma dal paese. Questo non è il posto dei musi neri, degli arabi e dei fottuti giamaicani. Questa è l’Inghilterra, un paese bianco". Per fargli cambiare pubblicamente idea, su quel tema, ci sono voluti quarant'anni, appunto. Solo nel 2018, durante il lancio del documentario sulla sua vita "Life in 12 bars", ha spiegato ai giornalisti che si vergognava di essere stato "una specie di semi-razzista". Chissà che un giorno non si scusi anche per le sue nuove uscite da "specie di semi no vax". Negli ultimi tempi infatti Clapton non sta facendo notizia tanto per il suo tour quanto perché si sta infilando sempre più in un vortice di cospirazionismo antivaccinista. Mister "Slowhand" ieri condiviso una nota sul canale Telegram dell'architetto e regista Robin Monotti, noto no vax: ha detto che si riserverà "il diritto" di annullare le esibizioni nei luoghi in cui verrà richiesto al pubblico un green pass

    

Del resto quella contro il green pass non è la prima uscita del genere del leggendario chitarrista che, nel dicembre 2020, ha prestato la sua voce per la canzone anti-lockdown di Van Morrison "Stand and Deliver". Il brano, un blues dall'aria innocua, è infarcito di versi come "Vuoi essere un uomo libero o uno schiavo?" e "Hai lasciato che ti spaventassero ma non hai sentito una parola che fosse vera". 

      

       

Due mesi dopo, a febbraio, Clapton ha detto di avere ricevuto la sua prima dose di vaccino e di avere avuto "reazioni disastrose", che gli hanno fatto temere di non potere più suonare (per un problema che però aveva già nel 2016, forse oltre al microchip con il vaccino gli è stata iniettata anche l'abilità di viaggiare nel tempo) e che è solo "la propaganda" a dire "che il vaccino è sicuro per tutti”. Ha parlato del politico britannico anti-lockdown Desmond Swayne come di un"eroe" e ha detto di avere scoperto canali YouTube dalla mentalità a lui affine (qualcuno direbbe "cospirativa").

 

   

Il 13 giugno, poi, in un'intervista con Oracle Films (che si autodefinisce su Twitter come "una piattaforma per coloro che #DareToThink", cioè quelli che "osano pensare") ha rilanciato la tesi farlocca che i vaccini contro Covid-19 possano causare problemi di fertilità e ha parlato di "lavaggio del cervello". Dai, Eric, "I can't stand it / You're fooling around".   

  

Di più su questi argomenti:
  • Enrico Cicchetti
  • Nato nelle terre di Virgilio in un afoso settembre del 1987, cerca refrigerio in quelle di Enea. Al Foglio dal 2016