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il ritorno

John Galliano torna nella moda con Zara

Fabiana Giacomotti

Dopo quella stupefacente sfilata del 2024 per Margiela, che ha fatto scuola soprattutto con i giovani, non bisognava farsi scappare il più grande designer dell'ultimo mezzo secolo, nonostante gli scandali e la rehab. Ma i grandi brand iniziano a non avere più il polso del mercato

Quella che per i modaioli è la notizia dell’anno arriva nella pausa colazione di una giornata di marzo in cui ci si dovrebbe occupare di cose certamente più importanti, e subito rimbalza da un whatsapp all’altro fra emoticon giubilanti, perché l’idea del rientro di John Galliano nella moda, dopo quell’ultima sfilata couture per Maison Margiela Artisanal di gennaio 2024, e però con il suo nome, e però con una linea per Zara, racconta di dove stia andando il settore ben più di quanto indichi la somma del suo nome e quello del colosso che ha appena doppiato quasi tutte le multinazionali del lusso per fatturato e rilevanza (39,9 miliardi di euro, in crescita costante). La mossa è ancora più rilevante in quanto l’ex direttore creativo di Dior e Givenchy, forse il più grande innovatore comparso nel sistema nell’ultimo mezzo secolo, rimasto a lungo al palo dopo l’incidente del 2011 quando, obnubilato da alcol e sostanze, insultò pesantemente, con invettive antisemite, una coppia in un bar di Parigi, non disegnerà una linea del tutto nuova, bensì una “rilettura creativa” di vecchi best seller del colosso spagnolo, tratti dall’archivio. Insomma, una sofisticata operazione di prodotto e di marketing che ci rivela tre cose.

 

La prima: se Galliano, ormai sessantenne e assurto al ruolo di padre nobile della nuova generazione di rivoluzionari della moda come Jonathan W. Anderson che è oggi a capo della creatività di Dior, ha accettato di lavorare per Zara, non è certo per necessità di lavoro, ma perché ha intuito dove si stia posizionando il pret-à-porter e quale sia il livello di prezzo a cui la gente risponda volentieri. La seconda: dopo vent’anni di collaborazioni con grandi designer (il primo fu Karl Lagerfeld, un altro che intuiva l’andamento del mercato prima degli altri), Zara può permettersi il colpo grossissimo, e cioè far scendere nuovamente nell’agone un nome ormai leggendario. Tre: i giovani, che prima di Margiela e di quella stupefacente sfilata dell’altr’anno sotto i ponti di Parigi che ha fatto nuovamente scuola, si erano quasi dimenticati del suo nome. Ora sono tornati a venerarlo. Dunque, ancora una volta, la moda di prima fascia, cioè i grandi brand, si sono lasciati scappare l’occasione di fare cassa davvero, perché non ci sono dubbi che per la collezione di Galliano per Zara, che arriverà nei negozi a settembre, si torneranno a vedere le file. Guardando la moda di queste ultime stagioni, le giacche avvitate e i tagli sbiechi, non era difficile capire che l’aura di Galliano fosse tornata a farsi sentire. La ceo di Zara, Marta Ortega, l’ha capito prima degli altri.

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