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cambiamenti in corso

Il gruppo Prada entra nella couture con Versace. Ecco perché

Fabiana Giacomotti

Il piano di revisione del brand, come ha spiegato il  neo-presidente esecutivo Lorenzo Bertelli, include la chiusura della linea jeans e la revisione totale dei canali di distribuzione e della politica di prezzi, attualmente molto sbilanciata sulla scontistica

Fra le buone notizie che sono uscite dalla call con i vertici del gruppo Prada sul bilancio 2025 - 5,7 miliardi di ricavi netti e un incremento organico dell’ 8 per cento che supera il trend di crescita delle multinazionali francesi e lo qualifica fra i migliori del comparto con Essilux e Cucinelli – una va segnata nel libro dei grandi cambiamenti in corso, ed è il rilancio della linea couture di Versace, Atelier, da anni semi-dormiente fra progetti speciali e abiti da sposa. Il piano di revisione del brand, come ha spiegato Lorenzo Bertelli, neo-presidente esecutivo della maison della Medusa che dal momento del closing, lo scorso dicembre, ha contribuito ai risultati del gruppo per 65 milioni di euro, include la chiusura della linea jeans e la revisione totale dei canali di distribuzione e della politica di prezzi, attualmente molto sbilanciata sulla scontistica.

 

La flessione nelle vendite di Versace per il 2026 è dunque già data per scontata, ma necessaria. Questo spiega non solo per quale motivo alla carica di chief creative officer sia stato chiamato Pieter Mulier, che benissimo ha fatto negli ultimi anni in Alaia nel segmento, attualmente in grande rilancio, del “sexy di lusso”, ma anche il progressivo spostamento e la concentrazione dei brand del lusso verso il segmento in grande crescita della couture. La polarizzazione della moda, che non a caso sta falciando i marchi di posizionamento medio, è una realtà visibile non solo attraverso il calendario affollatissimo di Parigi e la presenza in prima fila dei tycoon e dei “manosphere chads” come Jeff Bezos e Mark Zuckerberg, ma anche il loro coinvolgimento sempre maggiore negli affari della moda di serie A. Bertelli e il ceo del gruppo, Andrea Guerra, hanno molto insistito sui nuovi investimenti in digitalizzazione e AI. Mirati al business, certamente, ma forse anche a esplorazioni collaterali che, data l’attuale situazione geopolitica (Guerra ha sottolineato che fra i Paesi del Golfo la situazione del business del gruppo è molto diversa e che il Qatar, il Kuwait e il Bahrein vivono un momento più difficile rispetto agli Emirati), stanno assumendo una nuova rilevanza.

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