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La t-shirt politica

Vestirsi dalla parte giusta del mondo è diventata una moda. Ma solo alcuni fanno delle magliette una tela da dipingere

13 Luglio 2020 alle 11:16

La t-shirt politica

Lapo Elkann e Gianluca Isaia a Capri per il lancio della t-shirt in edizione limitata “Abbracciame”

Un anno fa, la stilista inglese Katharine Hamnett venne a Milano per il lancio di un progetto con Jeremy Deller alla galleria Corso Como 10. Le ragazzine che negli ultimi anni sono corse a comprarsi la t shirt di Dior con la scritta “we should all be feminist” continuando in gran parte a sognare un principe azzurro che, stando alle ultime ricerche, le mantenga a vita, probabilmente non sanno che le magliette fine a sfondo politico-attivista nascono da lei, figlia...

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Fabiana Giacomotti

Fabiana Giacomotti

Milanese, ha vissuto un po' qui un po' là, parecchio a Londra. Era partita con l'idea che la letteratura francese sarebbe stata la sua vita, tanto da mantenersi agli studi come annunciatrice tv per non darla vinta al padre che voleva in casa almeno un altro medico e lei era l'ultima speranza. Ancora adesso non ha capito come sia diventata giornalista di economia e poi di costume e moda. Fra gli Anni Ottanta e i primi Novanta ha lavorato per Espansione, il Giornale, ItaliaOggi, quindi è stata inviato speciale per il Mondo, IoDonna, Capital, per il primo decennio Duemila in successione vicedirettore di Amica, direttore di Luna e, in contemporanea, del quotidiano MfFashion. Ama alla follia la carta stampata e collabora a Il Foglio dal 2007. Nel frattempo ha progettato ("direzioni mai più grazie") un paio di altre riviste, collabora con l'Istituto dell'Enciclopedia Italiana, ha scritto libri, guide popolari tradotte all'estero, saggi ponderosi ma anche no (l'ultimo, "La moda è un mestiere da duri. Gli anni Duemila del lusso italiano visti dietro le quinte", Rizzoli, raccoglie una selezione di articoli scritti per l'inserto del Foglio del sabato con un nuovo saggio introduttivo). Ha curato mostre di moda e costume per istituzioni varie e "tutte interessanti" come i Musei Civici di Venezia, la Rai, Palazzo Morando a Milano. Dal 2005 è tornata in università come docente del corso di Scienze della Moda e del Costume alla Sapienza di Roma dove, come poteva farselo mancare, ha progettato una testata online e un sistema informativo dedicato agli studenti. Ha una figlia trentenne, Federica, account pubblicitario, di cui va tremendamente orgogliosa e che si ostina a chiamare "bellapopina", facendola imbufalire.

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