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Lo sbirro di Macron

E’ stato sindaco (molto amato) di Lione, ora è il ministro più popolare Gérard Collomb: all’Interno un socialista fissato con la sicurezza

23 Ottobre 2017 alle 10:56

Lo sbirro di Macron

Foto LaPresse

Nel 2014 miglior sindaco di Francia. Ha fatto di Lione un polo di attrazione culturale e industriale. “Ha anticipato il macronismo”

Il giorno dell’investitura, lo scorso 14 maggio, non è riuscito a trattenere le lacrime. Perché Gérard Collomb, quel posto, lo attendeva da una vita. A 70 anni, l’ex sindaco socialista di Lione, cantore del riformismo e sostenitore della prima ora di Emmanuel Macron, è finalmente salito ai piani alti della République, e non in un ministero qualunque, bensì a Place Beauvau, sede dell’Interno, il ministero più potente di Francia. Troppe volte, durante i rimpasti dei precedenti governi socialisti, era rimasto...

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Mauro Zanon

Nato a una manciata di chilometri da Venezia, nell’estate in cui Matthäus e Brehme sbarcarono nella parte giusta di Milano, abbandona il Nord, per Roma, quando la Lega era ancora celodurista e un ex avvocato del Cav. vinceva le presidenziali francesi. Nel 2009, decide di andare a Parigi, e di restarvi, dopo aver visto “Baci rubati” di Truffaut. Ha vissuto benino nella Francia di Sarkozy, male in quella di Hollande, e vive benissimo in quella di Macron (su cui ha scritto un libro, “Macron. La rivoluzione liberale francese”, Marsilio). Ama il cinema di Dino Risi, le canzoni di Mina, la cucina emiliana, le estati italiane, l’Andalusia e l’Inter di José Mourinho. Per Il Foglio, scrive di Francia e pariginismi. Collabora inoltre con il mensile francese Causeur.

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